1960

Psyco

/ 19608.6712 voti
Psyco
Psyco

Marion Crane ruba alla società per cui lavora la somma di 40000 dollari e scappa, affrontando un lungo viaggio diretta verso casa del fidanzato, ancora ignaro del furto. Decide di prendersi una breve sosta e alloggia in uno sperduto albergo gestito dal giovane Norman Bates (Anthony Perkins). La donna viene assassinata e ben presto la sorella, il fidanzato e un investigatore privato si mettono sulle sue tracce. Il film di maggior successo commerciale di Alfred Hitchcock, forse anche il più celebre.
Andrea ha scritto questa trama

Titolo Originale: Psycho
Attori principali: Anthony Perkins, Janet Leigh, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam, John McIntire, Simon Oakland, Frank Albertson, Patricia Hitchcock, Vaughn Taylor, Lurene Tuttle, Mort Mills, John Anderson, Alfred Hitchcock, Walter Bacon, Francis De Sales, George Dockstader, Harper Flaherty, Lillian O'Malley, Fred Scheiwiller, George Eldredge, Sam Flint, Virginia Gregg, Jeanette Nolan, Paul Jasmin, Frank Killmond, Ted Knight, Pat McCaffrie, Hans Moebus, Helen Wallace
Regia: Alfred Hitchcock
Sceneggiatura/Autore: Joseph Stefano
Colonna sonora: Bernard Herrmann
Fotografia: John L. Russell
Costumi: Rita Riggs, Helen Colvig
Produttore: Alfred Hitchcock
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller, Horror
Durata: 109 minuti

Il centro è Janet Leigh / 6 aprile 2017 in Psyco

Finchè c'è Janet Leigh in scena, questo film è praticamente perfetto; la seconda parte è ottima ma tutto sommato si accomoda nei binari dell'indagine. Con la cinepresa addosso alla Leigh invece, siamo alle massime altitudini del cinema; le sue dosate espressioni facciali sono la magnifica epifania di un conflitto interiore soppesato in ogni sua... continua a leggere » declinazione, trasuda sensualità, determinazione, paura, autocontrollo. Attorno a lei Hitchcock costruisce un mondo di oggetti significanti, dalla busta coi dollari al giornale, dal tubo della doccia al coltellaccio, dalla scarpa col tacco alla traccia/bigliettino, tutte cose che restano impresse a fuoco nella memoria dello spettatore. Anthony Perkins iconico, forse oggi soffre di iper-rappresentazione e come tutti i miti teme la polvere del tempo, ma la sua dolcezza ferina è ancor oggi penetrante; dopo i famosi 45 secondi della doccia, ho trovato sensazionale la lunga sequenza di metodica pulizia del luogo del delitto (piccola nota a margine: ho pure sorriso scoprendo che uno degli psicopatici più famosi al mondo indossava le clark!)
Magnifica la carrellata di apertura su Phoenix, con la cinepresa che sgattaiola dentro la stanza di un motel dove brucia la passione tra la Leigh e John Gavin; forse nel 1960 avrà scioccato più la disinibizione di quella scena (e di quel dialogo) che il celeberrimo agguato sotto la doccia.
Le musiche di Bernard Hermann sono forse il punto più alto di completa simbiosi con la narrazione cinematografica, al pari del famoso tema di Williams ne Lo Squalo.

Un capolavoro che a distanza di decenni sa ancora colpire / 28 gennaio 2017 in Psyco

Suppongo che un po' tutti quelli che, come me, si approcciano tardi a questo film, temano di rimanerne delusi.
Non certo per mancanza di stima nei confronti del genio di Hitchcock, ma perché è un film iper-citato, già noto ancora prima di vederlo. Un po' un "limite" dei classici, alcuni possono apparire datati.

Beh, non questo film. Non Psycho. La... continua a leggere » sua potenza suggestiva è rimasta intatta nel tempo, riesce a colpire lo spettatore, e forte.
Cosa lo rende immortale? Il soggetto e la sceneggiatura sono intriganti e solidi, ma è chiaro che i meriti principale sono dell'eccezionale regia (beh, "eccezionale" per chi non è Hitchcock) e della fenomenale interpretazione dei due protagonisti (Anthony Perkins e Janet Leigh, peraltro entrambi in due ruoli non facili, a forte rischio "macchietta").
La colonna sonora accompagna in maniera decisamente efficace le scene del film, alcune delle quali sono ovviamente iconiche.
Però non si deve ridurre questo film solo alla scena della doccia, come alcuni fanno; è perfetto dall'inizio alla fine.
Inquietante (a tratti disturbante) senza essere pesante. Non proprio la cosa più semplice del mondo!

Paura della doccia / 7 febbraio 2016 in Psyco

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo film ha molti più anni di me. L'ho visto diverse volte e tutte le volte mi ha messo terrore puro. La musica scritta con lo stesso ritmo delle parole dei personaggi. I personaggi pensati sulla musica. L'ambientazione e la malleabilità degli attori ( o attore?) è da manuale. Bellissimo

IL CAPOLAVORO DI HITCHCOCK / 9 settembre 2015 in Psyco

In una filmografia piena di grandi capolavori questo è veramente il film più bello ed emozionante del maestro Alfred Hitchcock.I dialoghi non sono mai noiosi e gli attori sono incredibili.DA VEDERE ASSOLUTAMENTE PIU' E PIU' VOLTE.

Il prototipo del serial killer cinematografico / 18 agosto 2015 in Psyco

Considero questo uno dei più bei film della storia del cinema. Il protagonista Norman Bates, interpretato da un Anthony Perkins mai così in parte, anche se fisicamente diverso dal personaggio del romanzo, diventò IL prototipo del serial killer nell'immaginario collettivo, al cinema. Forse il primo dopo il Peter Lorre di M-Il mostro di Dusseldorf (1931)... continua a leggere » di Lang.

Psycho è uno dei film più paurosi e più imitati, il più personale e sperimentale del regista, il più rischioso e sorprendentemente uno dei suoi maggiori successi commerciali. Alcune delle tematiche affrontate sono quasi inedite per l'epoca, come il travestitismo, la necrofilia e quello appena accennato dell'incesto.
Hitchcock girò il film in soli 36 giorni con un budget risibile rispetto alle altre sue produzioni e pagando di tasca propria, visto che nessuna major voleva investire in un progetto così inusuale.

Il film segue abbastanza fedelmente la trama del romanzo e presenta numerosi virtuosismi tecnici già dalla prima inquadratura: un carrello che parte dal cielo di Phoenix e arriva fino alla stanza d'albergo dove si trovano due amanti che hanno presumibilmente appena finito un amplesso (cosa già scandalosa da mostrare per l'epoca).
Virtuosismo che raggiunge l'apice nella scena dell'omicidio della doccia, tutta stacchi e flash, con un gran lavoro di montaggio e con qualcosa come 40/60 inquadrature, 10 giorni di lavorazione per 45 secondi di film!
All'epoca fu veramente scioccante, il suo montaggio impressionistico, suggeriva violenza e nudità con tale forza da dare l'illusione di mostrare tutto, ma in realtà il tutto era solo suggerito.
La scena ebbe non pochi problemi per passare il visto della censura, tre giudici su cinque erano convinti (a ragione sembra) di aver intravisto i seni dell'attrice (Janet Leigh, ma durante quella scena fu anche usata una spogliarellista come controfigura) e quindi rispedita indietro. Sir Alfred riprese la bobina così come era e la ripresentò intatta per una nuova valutazione. Questa volta i due giudici che la prima volta non avevano visto il particolare lo notarono e gli altri tre no. Alla fine la scena rimase così come era...

A contribuire al successo del film c'è anche la colonna sonora di Bernard Herrmann, con i suoi celeberrimi “violini urlanti” capaci di azzannare le terminazioni nervose degli spettatori!