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Recensione su Pat Garrett e Billy Kid

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18 marzo 2011

E’ da vedere, ovviamente, la versione non rimaneggiata, diciamo quella con l’incipit dell’uccisione di Garrett.
E’ una pellicola triste, in cui tutto concorre ad una tragica, ma dolce melanconia. Vi sono tutti i temi cari a Peckinpah, il tramonto dell’epopea del West e la sua rivisitazione, la riflessione sull’età e la vecchiaia (e come non notare che i suoi western sono pieni di personaggi e protagonisti ad un passo della pensione?), il ribellismo indomito, una certa critica sociale molto acuta (la scena dei tacchini è una critica alla proprietà privata dalle venature anarco/socialiste), l’amicizia, la sconfitta.
E se il Kid incarna la vitale ribellione giovanile (è il 1973 e il mondo esplode di voglia di vivere), tutta votata agli ideali, incapace di calcolo, dedita a sparigliare le regole in nome di un salutare anarchismo di fondo, Garrett è l’età adulta che viene dopo la gioventù, l’uomo che cerca di sopravvivere (perchè lo ha fatto anagraficamente) scendendo a patti con il mondo che ha combattutto, perchè stanco dell’utopia. Garrett è un passo oltre, Garrett vede l’utopia, la riconosce come tale.
Il film è un lungo canto funebre, alla morte della libertà, degli affetti, degli uomini e delle donne, della possibilità di avere un mondo giusto. A ciò concorrono magistralmente le musiche di Dylan (il cui personaggio non è inventato, ma era una sorta di braccio destro del Kid, mentre nel film è una presenza quasi da fiaba, sembra un folletto), le inquadrature di Peckinpah e quei colori così dorati (dovuti ad un incidente di produzione).
Indimenticabile a mio parere la morte di un compagno di Garrett che parte con la moglie/compagna per stanare Billy the Kid e che colpito va a morire in riva a uno specchio d’acqua, seguito dalla moglie piangente, che si avvicina per non lasciarlo solo, quasi gli sorride fra le lacrime, ma con pudore assiste alla sua morte.
E nel finale c’è un triste ottimismo, Garrett lascia che il Kid finisca di amare la sua donna (ed è veramente l’unica scena di sesso in cui il sesso è romantico), prima di affrontarlo, un gesto di rispetto che implica l’idea che se due persone si rispettano, sono state amiche, se si rispetta un semplice codice di civiltà, nulla può portare alla violenza animalesca, neppure in un omicidio

1 commento

  1. paolodelventosoest / 19 giugno 2013

    Sì, la scena con Slim Pickens in riva al lago è il momento più toccante del film.

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