Womb

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Womb

La storia d'amore tra Rebecca e Tommy viene spezzata da un incidente d'auto in cui Tommy perde la vita. Rebecca, che non può fare a meno del suo amante, decide di clonarlo. Dovrà rivelare al piccolo Tommy la verità?
lithops ha scritto questa trama

Titolo Originale: Womb
Attori principali: Eva GreenMatt SmithLesley ManvillePeter WightIstván LénártHannah Murray, Ruby O. Fee, Tristan Christopher, Jesse Hoffmann, Natalia Tena, Ella Smith, Wunmi Mosaku, Alexander Goeller, Gina Stiebitz, Adrian Wahlen
Regia: Benedek Fliegauf
Sceneggiatura/Autore: Benedek Fliegauf
Colonna sonora: Max Richter
Fotografia: Péter Szatmári
Produzione: Germania, Francia, Ungheria
Genere: Drammatico, Fantascienza
Durata: 111 minuti

2 Marzo 2017 in Womb

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film in se non mi è piaciuto granchè, però pone delle domande mica da ridere. Il fatto che il clone provi attrazione per la donna che amava il suo predecessore originale mi sembra campata in aria, posso capire la madre, che poi non è la madre in quanto lei avrebbe fornito “solo” l’utero in cui il feto doveva svilupparsi.
Oltre alla questione del presunto incesto mi vengono in mente altre domande. Chi è la madre, lei che l’ha partorito o la madre dell’originale da cui proviene parte del materiale genetico? Che confusione…
E poi ho quest’immagine del suo amato che entra letteralmente in lei per uscirne bambino…
Insomma aldilà del valore qualitativo del film, gli argomenti che pone potrebbero diventare di attualità fra non molto, credo.

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8 Aprile 2015 in Womb

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

TRAMA: Rebecca e Thomas sono due bambini inseparabili, ma si perdono di vista quando lei si trasferisce a Tokyo.
Anni dopo si ritrovano, ma il loro amore ha vita breve: Thomas muore in un tragico incidente. Incapace di affrontare la perdita Rebecca decide di farsi impiantare nell’utero il clone dell’amato, da partorire e crescere come un figlio.
Mano a mano che il bambino cresce Rebecca deve affrontare la complessità dei sentimenti che prova per qualcuno che è suo figlio ma anche l’uomo che ama.

Womb è un film strano. Non ho molte altre parole per descriverlo, oltre che probabilmente è il film di fantascienza più a basso costo della storia.
Dico da subito che è girato in stile minimalista, e che io non ho una gran passione per questo stile: ci sono molte, lunghe scene prive di dialogo, dove a sono le immagini, l’espressione degli attori a mostrare trama e messaggi… ma per quanto gli attori siano indubbiamente bravi, e le immagini molto evocative e ben costruite, non è il mio modo preferito di ricevere una storia.
Ci sono scene slegate dalla trama, probabilmente simboliche, che ammetto di non aver capito e che per me hanno spezzato il ritmo del film.
I dialoghi sono essenziali, senza fronzoli (ma non molto spontanei) e in linea con l’atmosfera: fredda, pochi colori, bei paesaggi e una grande sensazione di isolamente (raramente ci sono più di tre personaggi insieme), e il curioso effetto di vedere qualcosa di molto intimo con un occhio incredibilmente distaccato.

Ho avuto l’impressione di guardare un film girato apposta per far sentire lo spettatore a disagio, non fargli pensare “Ma che bel film”, scegliendo di raccontare non un mondo o una storia, ma un rapporto complesso e discutibile lasciando che mondo e storia emergano di conseguenza, ma per quanto l’intento sia interessante a mio avviso non è riuscito al 100%: molte tematiche interessanti sono appena abbozzate, come la mancanza di regolamentazione nella clonazione umana, la discriminazione verso i cloni, la possibilità che i cloni abbiano ricordi della precedente vita… e mai affrontate del tutto, perchè Rebecca preferisce scappare ed isolarsi ancora di più.
Quello che il film affronta sono le conseguenze del morboso attaccamento di Rebecca a Tommy1, e al suo rifiuto di elaborare il lutto. Tutto si manifesta nel rapporto con Tommy2: la latente tensione sessuale è presente da subito, e considerando che Tommy2 è un bambino le scene che coinvolgono madre e figlio sono molto inquientanti da guardare. Si vede la lotta interiore per un amore sì cambiato, ma che sotto sotto è rimasto lo stesso.
La dualità dei sentimenti raggiunge il massimo quando Tommy2 raggiunge l’età del padre/originale al momento della morte. L’attrazione tra madre e figlio diventa sempre più evidente e mentre Rebecca cerca di reprimere la gelosia nei confronti della fidanzata del figlio, Thomas è sempre più confuso per la nascita di sentimenti che non capisce e che, per lui, sono raccapriccianti.

Il tema sull’identità dei cloni è uno dei temi più presenti, ma il film ha il pregio di non voler fare la lezioncina a nessuno: Rebecca è stata egoista, ha compiuto un’azione immorale? Sì. Ma è grazie alla sua scelta di allevare il suo primo amore piuttosto che andare avanti che Tommy2 è vivo, e che sia la stessa persona o una nuova con lo stesso d.n.a., è comunque qualcuno che è vivo grazie a lei.

Ottime le interpretazioni: grandissima Eva Green, misurata ma incredibilmente intensa, capace di dominare la scena senza dire niente e bravissimo Matt Smith, che riesce a rendere i due Thomas così diversi eppure così simili. Lo vedi, che sono la stessa persona… e anche che non sono la stessa persona.
Menzione d’onore ai bambini, capaci di rendere inquietante ogni loro scena (non facevano niente eppure non riuscivo a non avere l’impressione di guardare qualcosa che non avrei dovuto guardare).

Insomma, un film strano. In alcuni punti ho trovato frustrante lo stile minimalista, soprattutto all’inizio sembra respingere ogni immedesimazione, ogni contatto emotivo tra spettatore e personaggio, e alla fine c’è pure il finale aperto.
Un film che più che essermi piaciuto mi ha fatto piacere averlo visto. Ma che credo si debba sapere a cosa si va incontro, prima di guardarlo.

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Womb: un posto nel mondo. / 20 Ottobre 2014 in Womb

(Sei stelline e mezza)

Film fatto di vuoti e pieni, non solo scenografici: i dialoghi sono intermittenti, le verità e le bugie si alternano in pari misura.
Pellicola interessante, ma inspiegabilmente non completamente riuscita.
Non so bene dove risieda precisamente il demerito, ma è certo che l’interpretazione del protagonista maschile adulto, Matt “Doctor Who” Smith, mi è parsa alquanto mediocre. Eva Green, invece, si è dimostrata davvero brava, qui ha recitato praticamente solo con lo sguardo: i suoi occhi sono alternativamente sinceri, spaventati, cattivi, folli.
La conclusione del film è meno “fantascientifica” delle sue premesse: dopotutto, è il destino di chiunque, quello di cercare e, forse, trovare il proprio posto nel mondo.

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Film discreto che offre molti spunti di riflessione / 28 Luglio 2014 in Womb

Film dalle premesse interessanti che tuttavia vengono in parte sprecate.
Per tutta la durata della pellicola vengono sollevati temi notevoli quali la clonazione e le sue conseguenze morali, l’incesto (anche se la faccenda è leggermente più complessa), l’accettazione della morte di una persona amata e la discriminazione sociale, ma si ha la sensazione che tutto venga trattato con un po’ di superficialità.
Visivamente molto bello, con colori freddi e ambientazioni che si sposano perfettamente con l’atmosfera generale.
Diciamo che il pregio principale della pellicola è quello di sollevare argomenti interessanti sui quali ragionare in seguito.

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23 Marzo 2013 in Womb

Tema molto interessante e trattato in maniera tale da generare quesiti non indifferenti, come -ad esempio- “tu saresti in grado di farlo, al posto suo?” oppure “renderesti legale una pratica simile pur conoscendo le conseguenze?”.
La clonazione vista dagli occhi di un’amante, di una madre e di tutte le persone caratterizzanti il contorno.
Womb genere con continuità un’atmosfera di attesa , basterebbe far caso ai filtri utilizzati ed alle inquadrature lente ed apparentemente inutili.
La mia valutazione si ferma a 6 stelle nonostante la buona interpretazione degli attori. Tematica importante ed assenza di risposte a quesiti leciti ed inoltre troppo lungo (è una durata comune ma sfruttata in maniera insopportabile).

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