Recensione su Le vite degli altri

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A mio parere, capolavoro del film contemporaneo / 9 Febbraio 2012 in Le vite degli altri

Questo film meriterebbe pagine e pagine di recensione, perchè solo così si potrebbe cercare di spiegare e trasmettere, in parte, il mix di generi che esso incarna: è infatti un thriller, una storia d’amore, un film drammatico, una sorta di romanzo di formazione, un film storico e, per quanto possa sembrare strano, in certe scene fa anche sorridere. Credo che sia questo calderone di elementi che lo renda così affascinante: è una pellicola bella perchè umana. Narra anni bui e traumatici della storia, non solo tedesca o europea, ma anche mondiale, con una fine abilità psicologica che ha del disarmante. All’inizio il bene e il male sembrano netti, ma poi tutto si confonde, i pregiudizi cadono e rimangono solo due vie: l’umanità e la disumanità. Il protagonista dà prova di un’enorme umanità nel corso dell’intreccio e pur rimanendo nell’ombra, si erge una spanna sopra tutti gli altri personaggi che, comunque, sono così complessi e sfaccettati che è impossibile trovare delle pecche nella sceneggiatura. L’ambientazione è azzeccatissima: sembra di vivere (o rivivere) sulla propria pelle quel sentimento di nulla e di sbigottimento che provarono coloro che si trovarono a vivere in una società retta da un regime totalitario. Un film che fa scendere lacrime, che fa riflettere e per questo insegna che il bene, anche nel male, può essere trovato.

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