10 Recensioni su

Le vite degli altri

/ 20068.1438 voti

9 Giugno 2015 in Le vite degli altri

Ambientato in un epoca non molto lontano dai giorni nostri. La prima mezzora di film, non molto avvincente, ma poi, con l’evolversi della storia diventa sempre più interessante, fino ad arrivare al culmine. Una pellicola struggente, una Berlino spietata ma reale. Recitazione splendida, sebbene nel cast non apparissero, nomi di calibro. Un film che lascia capire che il senso umano, alle volte, sovrasta il malvagio e va oltre gli ordini ricevuti.

Leggi tutto

Niemand ist mehr Sklave, als der sich für frei hält, ohne es zu sein / 25 Febbraio 2015 in Le vite degli altri

(Nessuno è più schiavo, di chi si ritiene libero senza esserlo”, Goethe J. W., Le affinità elettive) Sei un artista nella Germania Est. Un artista libero di esprimere la propria creatività, o così almeno credi, finché non ti rendi conto che uno dei tuoi maestri ha pagato quella libertà con il silenzio e la censura. Oppure sei uno zelante funzionario della Stasi, incaricato di spiare un suo concittadino sospettato di essere un oppositore del regime. E attorno un mondo che sembra lontano almeno un secolo, e invece no, molti di noi c’erano già.
Film molto toccante e ben costruito, che già per la delicatezza con cui affronta il tema della libertà personale nella D.D.R. guadagna una prima e meritata lode. C’è forse più bravura, da parte nel regista, nella costruzione della storia che non negli aspetti tecnici veri e propri e nel ritmo con cui si svolgono le scene, ma il tempo della narrazione è perfetto, se non altro, per permetterci qualche piccola distrazione intellettuale: qualche riflessione in itinere mentre gli attori recitano con mestiere la loro parte. Si tratta insomma di un lavoro davvero troppo coinvolgente dal punto di vista “umano”per risultare noioso. Il film si lascia apprezzare al massimo solo dopo averlo visto nella sua interezza, ma è anche possibile un avvicinamento estetico diverso (magari alla seconda visione), che si concentra più sul lato emotivo che molte delle scene e delle inquadrature lasciano trasparire. Sempre con delicatezza, come detto, ma arrivando fin nel profondo. Viene evitata, a mio avviso, una distinzione eccessivamente manichea dei vari personaggi, tutti in una costante evoluzione, se si eccettuano i biechi componenti del partito, primi traditori dell’ideale rivoluzionario e veri e propri “porci” nel senso orwelliano del termine. Sempre nel campo delle dichiarate opinioni personali risiede un’ultima considerazione: la centralità narrativa della spia, antagonista che diventa vero e proprio protagonista, portatore di un messaggio morale senza tempo, e quindi figura esemplare che più di tutte (si sa, gli artisti sono un mondo a sé) ci consente di trasferire il significato e la complessità del racconto nella nostra piena contemporaneità.

Leggi tutto

Davvero significativo / 30 Dicembre 2014 in Le vite degli altri

Film meraviglioso sull’importanza della libertà nell’arte e nella vita ed il sacrificio / realizzo che ogni buona scelta comporta ….

BELLISSIMO!!! / 9 Settembre 2013 in Le vite degli altri

La prima volta che l’ho visto mi era piaciuto molto.
Ieri ho avuto la fortuna di rivederlo e ne confermo ancor più la bellezza.
L’angoscia. l’oppressione, la vergogna dell’essere umano durante quel periodo. Ti tiene fino all’ultimo con il fiato sospeso.
Direi perfetto!
Un film imperdibile!
Onore a tutti gli HGW XX/77…
Ad maiora!

29 Gennaio 2013 in Le vite degli altri

Angosciante…..struggente…..e doloroso….un pezzo di storia recente che è un pugno nello stomaco. Assolutamente da vedere e come monito affinchè questa follia non si ripeta mai più. Quanto sanno essere malvagi gli esseri umani.

20 Ottobre 2012 in Le vite degli altri

Che meraviglia questo film, triste, quasi struggente, che tiene col fiato sospeso fino alla fine; capolavoro.

17 Ottobre 2012 in Le vite degli altri

1984 Berlino est …. E il film in effetti deve molto al libro di Orwell (la scelta dell’anno di ambientazione non è un caso), sia per l’impianto generale che per lo snodo della storia principale. IL film ci restituisce una ambientazione algida e grigia (quasi realisticamente futuribile, anzichè tristemente storica), il meccanismo perfetto del totalitarismo come piena appropriazione dello stato delle vite e dei pensieri dei suoi cittadini e su questo costruisce la figura dell’agente della stasi, zelante applicatore dei dettati del partito/stato, un esecutore che ricorda la figura di Eichmann inteso come burocrate perfetto. Proprio sulla contrapposizione della vita di chi spia e di chi è spiato si sviluppa la storia, sull’universo vuoto, piatto e impersonale in cui vive l’agente e che con il suo operato contribuisce a creare e sul mondo caldo, colorato e vitale della cerchia degli amici dell’intellettuale che deve distruggere. Ma l’uno è mosso all’inizio dal credo politico, diversamente da capi e capetti tutti tesi al tornaconto personale, l’altro è un piccolo pavido intelletuale allineato che non vede , o non ha il coraggio di vedere, le storture del sistema. La figura carismatica risulta essere la spia, affascinato dalla vita dell’altro e dalla sua donna, un cannibale di vita, perchè una sua vera non la possiede, attratto tra voyerismo e solitudine, da ciò che accade nell’appartamento che spia, fino a viverne gli accadimenti e a lavorare perchè non vengano interrotti, un uomo che finisce per vivere per interposta persona.
Il film è disseminato di piccolo avvenimenti quotidiani, assolutamente normali, che traducono l’assoluto nulla che il regime impone perfino a se stesso, nelle persone dei suoi agenti, con il divieto di tutto ciò che si stacchi dall’impersonalità più completa.
E il finale è pudico, coerentemente con tutta la storia così poco gridata.

Leggi tutto

16 Ottobre 2012 in Le vite degli altri

Inquietante, posso dire solo questo.
Solo a pensare che certe cosa accadevano sul serio in quello che alcuni chiamavano “il paradiso”.

A mio parere, capolavoro del film contemporaneo / 9 Febbraio 2012 in Le vite degli altri

Questo film meriterebbe pagine e pagine di recensione, perchè solo così si potrebbe cercare di spiegare e trasmettere, in parte, il mix di generi che esso incarna: è infatti un thriller, una storia d’amore, un film drammatico, una sorta di romanzo di formazione, un film storico e, per quanto possa sembrare strano, in certe scene fa anche sorridere. Credo che sia questo calderone di elementi che lo renda così affascinante: è una pellicola bella perchè umana. Narra anni bui e traumatici della storia, non solo tedesca o europea, ma anche mondiale, con una fine abilità psicologica che ha del disarmante. All’inizio il bene e il male sembrano netti, ma poi tutto si confonde, i pregiudizi cadono e rimangono solo due vie: l’umanità e la disumanità. Il protagonista dà prova di un’enorme umanità nel corso dell’intreccio e pur rimanendo nell’ombra, si erge una spanna sopra tutti gli altri personaggi che, comunque, sono così complessi e sfaccettati che è impossibile trovare delle pecche nella sceneggiatura. L’ambientazione è azzeccatissima: sembra di vivere (o rivivere) sulla propria pelle quel sentimento di nulla e di sbigottimento che provarono coloro che si trovarono a vivere in una società retta da un regime totalitario. Un film che fa scendere lacrime, che fa riflettere e per questo insegna che il bene, anche nel male, può essere trovato.

Leggi tutto

24 Marzo 2011 in Le vite degli altri

Non mi addentro in giudizi tecnici ( interpretazione, fotografia, regia etc ) non ne sarei capace, non ho le conoscenze adeguate ma da semplice fruitore posso dire che la storia e l’impatto umano dei protagonisti mi ha profondamente colpito. Ho colto piu di ogni altra cosa la fragilita’ dell’essere umano che per quanto voglia seguire una strada di esclusiva razionalita’ benigna o maligna che sia prima o poi deve fare i conti con se stesso, con i sentimenti che pure sono parte del suo essere e a quel punto cambia tutto. Mi e’ piaciuto moltissimo.

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.

Non ci sono voti.