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Recensione su La avventure del topino Desperaux

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19 gennaio 2013

Affascinata dall’ambientazione, sono poi rimasta delusa dal racconto.
Non conosco il libro a cui il film si ispira, però -dopo le ottime premesse un po’ surreali, un po’ metaforiche- il racconto si ingarbuglia in trame noiose, stancanti, improbabili ma ormai non più supportate dalla detta, gradevole surrealtà.

Ho apprezzato moltissimo lo studio scenografico delle città nascoste all’interno della reggia, in cui i riferimenti alla pittura fiamminga e tedesca a cavallo tra il XV ed il XVI secolo, con ottimi accenni a Bruegel il Vecchio (Topopoli) e a Bosch (Rattopoli), sono gradevolissimi ed azzeccati.
Molto apprezzabile il character design dei topi, un po’ meno quello dei ratti (e taccio del gatto), inguardabili gli esseri umani, anche se -pur con risultati discutibili- non ho potuto non cogliere un vago riferimento alle figure femminili di Jan Van Eyck nel volto della principessa.

Nota: gran cast per il doppiaggio originale, dove figura anche Matthew Broderick nei panni di Desperaux che aveva giù doppiato un “roditore”, in Lady Hawke di Donner 😉

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