Niente da nascondere

/ 20057.176 voti
Niente da nascondere

Una coppia viene terrorizzata da una serie di videocassette, che ritraggono alcuni momenti della loro vita, abbandonate di fronte alla loro porta di casa.
Andrea ha scritto questa trama

Titolo Originale: Caché
Attori principali: Daniel AuteuilJuliette BinocheAnnie GirardotBernard Le CoqDaniel DuvalMaurice Bénichou, Walid Afkir, Lester Makedonsky, Nathalie Richard, Denis Podalydès, Caroline Baehr, Christian Benedetti, Loïc Brabant, Aïssa Maïga
Regia: Michael Haneke
Sceneggiatura/Autore: Michael Haneke
Fotografia: Christian Berger
Costumi: Lisy Christl
Produttore: Michael Weber, Veit Heiduschka, Valerio De Paolis, Margaret Ménégoz, Michael Katz, Rémi Burah, Andrew Colton
Produzione: Austria, Germania, Francia, Italia, Usa
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 117 minuti

Interpretazioni possibili / 10 Aprile 2019 in Niente da nascondere

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Di questo film così celebre e così complesso ho letto diverse interpretazioni su internet, qui propongo la mia (che si rifà ad altre, e aggiunge qualcosa di personale):
tra le interpretazioni, la più in voga e credo la più credibile è che a registrare fossero Pierrot (cioè il figlio dei due protagonisti) e il figlio di Majid. Questo spiegherebbe diverse cose, come la possibilità di registrare in casa di Majid e la conoscenza di eventi del Georges bambino (necessaria per poter mandare i disegni che richiamano l’infanzia e per poter registrare il video della casa dove Georges è cresciuto; conoscenza che potrebbe essere stata trasmessa da Majid al figlio). Pierrot in questo senso non sarebbe del tutto necessario, ma sarebbe comunque un aiuto importante e nell’ultima scena, quella fissa sulle gradinate della scuola, spiegherebbe l’incontro tra Pierrot e il figlio di Majid (incontro inaspettato, visto che non era prevedibile che i due si conoscessero). Quindi una scena in sordina com’è l’ultima, che sembra solo dare il là ai titoli di coda, sarebbe quella centrale per l’interpretazione. Il fatto che i due ragazzi non siano al centro dello schermo ma ben defilati e per questo non notati da molti spettatori (è Haneke stesso a dirlo) rende la cosa molto più subdola, ma chiaramente non cambia questa possibilità interpretativa. Come dicevo, comunque, ho letto anche altre interpretazioni e alcune mi paiono altrettanto valide.
Tendo invece a escludere che possa essere stato Majid stesso a registrare e mandare i video: pare troppo sincero quando dice di non saperne nulla, oltre a non avere probabilmente le capacità per mettere in piedi una cosa del genere (senza contare il fatto che non darebbe alcun senso all’incontro tra suo figlio e Pierrot).

Quattro cose invece che non mi pare siano state analizzate, quantomeno non dagli articoli che ho letto, ma che secondo me sono importanti:
1) Georges è chiaramente (insieme alla moglie) la vittima di questa situazione assurda, e in superficie si tenderebbe ad avere empatia per lui. Ma Georges è anche un mentitore seriale. In diverse scene: non dice alla moglie chi è che sospetta come autore delle videocassette; quando la chiama al telefono dice che ha trovato l’appartamento chiuso; le racconta solo quando non ha più possibilità di non farlo dell’incontro con la madre; le racconta in modo molto superficiale di quello che effettivamente successe tra lui e Majid da bambini. Quest’ultimo secondo me è il punto più importante: le sequenze in cui si vedono i due bambini sono molto veloci e non hanno spiegazioni verbali, ma tra i due sembra esserci una colluttazione dopo l’uccisione del gallo, colluttazione di cui Georges non fa parola —> in sostanza, Georges si accusa di aver fatto la spia, ma potrebbe aver fatto molto di peggio ed essere quindi molto più colpevole della vita di me**a che poi Majid ha dovuto affrontare e che porterà al suo suicidio;
2) proprio sul suicidio di Majid è importante un fatto. Anzi, non importante, fondamentale: se effettivamente l’interpretazione che vuole Pierrot e il figlio di Majid come autori delle videocassette è corretta, questo significa che senza l’azione di suo figlio, Majid non avrebbe più incontrato Georges. Tenendo conto che questo incontro ha risollevato in Majid ricordi terribili (come dimostra il suo pianto nella videocassetta), può essere che Majid non si sarebbe suicidato se la vita dei due fosse continuata separatamente. Si può quindi dire che il figlio di Majid è (parzialmente) colpevole della morte del padre? Così stanti le cose, direi di sì, ma nel successivo incontro tra Georges e il figlio di Majid è evidente che quest’ultimo ritenga Georges colpevole (non tanto del suicidio, ma della vita di me**a del padre) mentre lui stesso non si senta per nulla in colpa. Mi sembra strano che non avesse pensato anch’egli al fatto che forse il suicidio non ci sarebbe stato senza le videocassette: questo parrebbe smentire quindi l’assunto iniziale, cioè che sia il figlio di Majid (con Pierrot) a girare quei nastri, ma rimane comunque una supposizione negabile (in un film fatto di supposizioni, perlopiù negabili) perché il ragazzo potrebbe in realtà sentirsi in colpa ma semplicemente non volerlo dare a vedere davanti a Georges (dimostrandosi abile attore) perché se così facesse ammetterebbe implicitamente di essere l’autore delle videocassette.
3) c’è una scena molto importante di cui non solo non ho trovato interpretazioni degne, ma che proprio nessuno degli interpretanti menziona anche solo di sfuggita. Quella dove Pierrot non vuole parlare con la madre perché sostanzialmente la accusa di tradire il padre con l’amico Pierre. Effettivamente c’è una scena in cui la madre piange con Pierre al tavolo di un bar perché il marito le mente spesso, e i tentativi di calmarla di Pierre sono molto molto affettuosi; c’è però da dire che difficilmente una persona con un amante si lamenta con questi del partner mendace, visto che se ha un amante non è che possa essa stessa definirsi una persona onesta. C’è però un’altra scena, quando gli amici della coppia appaiono per la prima volta nel film, mentre mangiano a un tavolo: qui Haneke insiste con un primo piano prolungato sulla faccia di Pierre, apparentemente senza motivo. Potrebbe essere un suo modo (molto alla Haneke) di darci un indizio. Ritornando comunque alla scena in cui Pierrot accusa la madre: dall’alto di quale sospetto la accusa? Siccome il film non mostra nulla, a parte quello scambio affettuoso con Pierre che comunque, come detto, visto l’argomento trattato non può sembrare nulla più che il frutto dell’amicizia, lo spettatore è portato a dare ragione alla madre quando nega che Pierre sia il suo amante; ma se l’interpretazione dell’ultima scena è corretta e quindi Pierrot è uno dei due autori delle videocassette, è assai probabile che il sospetto che la madre abbia un amante venga proprio da quanto potrebbe aver visto in una registrazione. Questo spiegherebbe anche perché sia importante, ai fini del film, che pure Pierrot sia autore di quei filmati (come dicevo all’inizio, sembra meno importante la sua presenza rispetto a quella del figlio di Majid).
4) infine, sulla chiusura del film. Le ultime scene sono due sequenze abbastanza lunghe (4-5 minuti ciascuna) con telecamera fissa: la prima fa vedere il cortile della casa dove Georges e Majid sono cresciuti nel momento in cui Majid viene portato via per essere mandato all’orfanotrofio; nella seconda, come già detto, si vede la scalinata della scuola di Pierrot e il suo defilato incontro con il figlio di Majid. Apparentemente si tratta semplicemente di una scena del passato su cui il regista decide di scavare (questa volta più a lungo che nelle altre brevissime sequenze sul passato) e poi di una scena conclusiva che avviene dopo tutte le altre. Personalmente non credo sia così, e il fatto che ci sia uno stesso tipo di inquadratura mi fa pensare che siano intimamente connesse. Nella scena appena precedente, infatti, Georges va a letto con la febbre, e tutte le volte in cui, in precedenza, era andato a letto nel film aveva sempre sognato scene della sua infanzia. Questo rende molto probabile che anche la scena immediatamente successiva sia un suo sogno, un sogno in cui ricorda il momento fondamentale in cui Majid viene portato in orfanotrofio. Ma il fatto che l’ultimissima scena sia girata con lo stesso stile rende secondo me credibile interpretare anche quella come un sogno: lì ci si rende conto che quando Georges era andato a prendere Pierrot a scuola probabilmente l’aveva visto conversare con il figlio di Majid ma non ci aveva fatto granché caso (non sapeva ancora che era il figlio di Majid) e quindi l’aveva subito dimenticato. Questo spiegherebbe anche la posizione defilata dei due, che come appunto dicevo sono difficili da vedere. Sembra volerci dire che quell’incontro era nel rimosso della sua memoria, e ora sta riaffiorando. Se effettivamente così fosse, e quindi quest’incontro non fosse cronologicamente l’ultima cosa del film, bensì di diverse settimane precedenti, renderebbe certa l’interpretazione che vuole Majid e Pierrot come autori delle cassette. Ma ovviamente non possiamo essere certi al 100% che si tratti del sogno di Georges.

Leggi tutto

29 Gennaio 2015 in Niente da nascondere

Haneke scava ancora nei meandri del male umano che assale la borghesia. Stavolta è il passato che riaffiora violentemente, poiché il destino non perdona nemmeno i peccati dell’infanzia. Da guardare, ma non il migliore del regista austriaco

“…E non c’è niente da capire” / 30 Giugno 2012 in Niente da nascondere

Sono molto combattuta: non so che voto attribuire al film, perché, pur avendolo apprezzato davvero tanto, sono rimasta delusa dal finale spalancato.

La lentezza narrativa mi ha affascinata, ho trovato pressoché perfette le interpretazioni di Auteuil e della Binoche e molto intrigante lo sviluppo del racconto (nessuno è al sicuro).
Il fatto che non esista un vero e proprio finale, però, mi ha fatto dispiacere oltremodo.
Che ci volete fare? Sono una “fruitrice media”, amo la limitante linearità 😉

Leggi tutto

6 Settembre 2011 in Niente da nascondere

Una tranquilla famiglia francese messa a soqquadro dall’invio di videocassette (non dvd!) cariche di silenziose inquadrature della loro casa. Una minaccia silenziosa e costante, che ben presto risveglia antichi ricordi nella mente del marito (un bravissimo Auteil). Il rapporto con la moglie (la magnifica Binoche) ne risulta destabilizzato e il viaggio a ritroso nel passato rischia di sovvertire il naturale equilibrio delle cose.
Pellicola estremamente lenta, in cui l’esacerbarsi di un dramma famigliare prende corpo attraverso il silenzio e l’incapacità di dialogo del protagonista.
Belle le sequenze registrate che si sovrapponggono al naturale scorrere del film, con improvvisi rallentamenti, fermi immagine o avanzamenti rapidi.
Sicuramente migliore nella prima parte, rimane totalmente aperto all’interpretazione nel finale e lascia sotteso un dubbio che crea tensione nei protagonisti fin dall’inizio.
Mi ha fatto pensare per certi versi a “history of violence”, forse perchè memoria e dramma si intrecciano così bene anche qui come nel film di Cronenberg.

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.