Recensione su La grande bellezza

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Puramente Personale / 6 marzo 2014 in La grande bellezza

Non ricorderò postivamente questo film perchè è il ritratto dell’italia che rinnego, del pezzo di società dal quale mi isolo, dell’approccio alla vita che voglio ignorare o non considerare. La visione del film mi ha innervosito e indispettito perchè non appartiene al mio mondo o almeno cerco di non far si che non ci appartenga… non ne nego l’esistenza sia chiaro, mi impegno a trascurarla come trascurerò questo film. Almeno nei film preferisco sognare o soffrire, preferisco vedere un mondo diverso, che non vuol dire più felice, allegro.. ma un mondo più vero, più terreno, più viscerale anche nel dolore o nella disperazione, preferisco la vita più legata al sentimento, alla terra, alle radici, all’anima…

Questa è la mia personalissima critica al film che non mi è piacuto, che mi ha annoiato, che mi ha portato a dedicare del tempo a qualcosa da cui, quel tempo, solitamente lo recupero…

5 commenti

  1. Anne / 6 marzo 2014

    Se posso, vorrei precisare che il film è proprio una denuncia e quindi una critica alla superficialità che caratterizza l’attuale società che come tu stesso hai detto rinneghi, non certo un suo elogio o una promozioni d’ideali:)

  2. alex10 / 6 marzo 2014

    Non è un documentario. Vedendo al cinema una critica, questa critica, alla società italiana, puoi anche sognare, puoi anche volare…

  3. hartman / 6 marzo 2014

    Ci sta, ci sta. meglio un giudizio così, soggettivo, di quelli che dicono “è tutta fuffa” oppure “è una fregatura”, solo perchè non ci hanno capito una mazza…

  4. Erik / 7 marzo 2014

    @anna: certo che puoi, ci mancherebbe, non vogliamo mica fare come quell’italia arrogante e presuntuosa che non accetta il dialogo e le opinioni contarie, che urla e sbraita ai complottio o che si piange addosso?!?!?!? 🙂 cosa costruisce di più di un confronto civile tra punti di vista differenti??? …

    La mia critica in questo senso è prima un opinione personale che comprende benissimo la critica del film, ma diventa critica in quanto anche in questa forma di critica non ho visto nulla di innovativo, nulla di diverso da altre critiche già viste e gia sentite… almeno a me, personalmente, non ha aggiunto nulla a quel senso di ripudio che già provo… in questo senso “criticavo”..

    @alex10: concordo con il fatto che non sia un documentario, ma chessò avrei preferito una critica alla società che accusava i genitori delle ultime generazioni di non essere in grado di educare i figli per il loro inserimento in società, società sempre meno concreta e rispettosa… criticare quell’educazione che abitua a tutti i lussi, senza sacrifici, che difende i figli per partito preso e che non è più in grado di contribuire con il sistema a creare persone “civili” per fare un senso.. lo so che son fuori tema, ma era solo per dire che da un premio oscar nel 2014 mi sarei aspettato qualcosa di diverso… ma ripeto è un puro parere personale…

    @hartman: sai che questo è il messaggio che mi sarei augurato di ricevere… perchè si può criticare senza offendere e si può disutere sulla critica in maniera costruttiva senza ritenerla a sua volta un offesa… credo che criticare il film dal punto di vista della regia, fotografia e alcune interpretazioni sia piuttosto presuntoso (a meno che non si faccia il regista di professione) e quindi mi sono permesso, tramite parere personale di criticare la scelta del messaggio… tutto qui…..

    Per altro ora mi sorge perfino “il dubbio” che tutto ciò non sia altro che una banale mossa commerciale ad-hoc per riattivare il turismo “Usa-Roma” con chiaro beneficio di entrambi i fattori.. spero sia solo una conseguenza… 🙂

  5. aussiemazz / 8 marzo 2014

    Non capisco cosa ci sia di così sbagliato nel non apprezzare questo film.
    Personalmente ho trovato che non sia quella critica alla società italiana che avrebbe potuto o dovuto essere. Mette in scena il degrado della cosiddetta “alta società” romana, niente di cui ci sia da dire troppo; che dei nobili decaduti o dei borghesi arricchiti facciano una vita di bagordi e superficialità morale non credo sia una novità o ci sia da dire molto in merito. Avrei preferito che scavasse di più nello squallore della “società normale”, quella delle persone “comuni”, che a mio avviso non è troppo diverso da quello dei vip o pseudo-vip e in questo caso sì che la cosa è inquietante. Invece il film si concentra sulla vita di uno che, diciamocelo, se l’è rovinata da solo, non perché è stato travolto dallo schifo che lo circondava: nessuno lo ha costretto.
    Mi trovo perfettamente d’accordo con @solounopinione.
    E aggiungo ad @hartman che non sono sicuro di averlo granché capito… è pieno di scene scollegate tra loro che dovrebbero farmi fare “oooh” (una giraffa, un funerale, una fricchettona, una bambina che imbratta), ma che sinceramente mi lasciano abbastanza scettico, soprattutto sul presunto comune denominatore che dovrebbero avere ma che gli spettatori troppo cretini, come me, non trovano.
    Non ho nulla da dire invece sugli aspetti tecnici (anche perché non ne ho le competenze): ho apprezzato la fotografia, le musiche… da questo punto di vista è un ottimo film, contrariamente a molti altri italiani odierni.

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