Lei

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Lei

Theodore Twombly è un uomo timido e riservato, appena uscito da un matrimonio la cui fine gli ha spezzato il cuore. Egli lavora in un'agenzia per cui si occupa scrivere lunghe e sentite lettere a perfetti sconosciuti. Un giorno, installa sui propri dispositivi elettronici un innovativo sistema operativo a comando vocale, restando affascinato dalla voce femminile che gli è stata data.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Her
Attori principali: Joaquin PhoenixJoaquin PhoenixScarlett JohanssonScarlett JohanssonAmy AdamsAmy AdamsRooney MaraRooney MaraOlivia WildeOlivia WildeChris Pratt, Matt Letscher, Portia Doubleday, Spike Jonze, Bill Hader, Kristen Wiig, Artt Butler, SoKo, Brian Cox, Luka Jones, Sam Jaeger, Pramod Kumar, Evelyn Edwards, Lil Buck, Lynn Adrianna, Lisa Renee Pitts, Gabe Gomez, May Lindstrom, David Azar, Guy Lewis, Melanie Seacat, Steve Zissis, Dane White, Nicole Grother, James Ozasky, Samantha Sarakanti, Gracie Prewitt, Claudia Choi, Laura Kai Chen, Wendy Leon, Mostra tutti

Regia: Spike JonzeSpike Jonze
Sceneggiatura/Autore: Spike Jonze
Colonna sonora: Owen Pallett, Will Butler
Fotografia: Hoyte van Hoytema
Costumi: Casey Storm
Produttore: Daniel Lupi, Spike Jonze, Vincent Landay, Natalie Farrey, Chelsea Barnard, Megan Ellison
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Fantascienza, Romantico
Durata: 126 minuti

Dove vedere in streaming Lei

Delicato e potente / 11 Dicembre 2020 in Lei

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film profondo e struggente che, come è stato già ampiamente detto, si focalizza sull’analisi della società postmoderna, con la sua corsa ad una tecnologia e scienza sempre più sofisticate e suggestive ma che ormai è quasi incapace di guardarsi dentro e ammettere che la maggior parte delle persone non sa instaurare valide relazioni umane e soprattutto sentimentali.
Tutto è avvolto da un’aura malinconica e quasi ovattata, con un curioso e originale contrasto tra la metropoli linda, lucente ed efficientissima, tutta palazzoni di vetro e acciaio, luci notturne e skyline e l’abbigliamento vintage dei suoi abitanti (qualcuno ha giustamente notato che si tratta di una moda anni ’70 dagli inconfondibili colori pastello).
Ho trovato un po’ idealizzata la personalità di Samantha: forse proprio perché Theodore è fondamentalmente incapace di gestire la conflittualità, gli imbarazzi e i tempi morti di una relazione “convenzionale” con una donna, l’intelligenza artificiale gli va incontro in tutto e per tutto, mostrandosi sempre paziente, gentile, aperta, empatica, divertente, brillante… un po’ “troppo” insomma, ma suppongo che l’effetto fosse totalmente voluto proprio per spiazzare lo spettatore e mostrargli quanto sarebbe semplice e confortevole avere un partener ideale (per l’appunto) che lo metta totalmente a suo agio. D’altra parte l’effetto “straniante” si fa più deciso in frangenti come la proposta del bizzarro rapporto a tre (quale fidanzata comune avrebbe lanciato di sua iniziativa un’idea simile? La maggior parte sarebbe stata contraria) e, ancora di più, quando Samantha mette in crisi l’idea di Theodore (qui epitome di tutta l’umanità) che l’amore possa essere esclusivo e totalizzante; forse solo una coscienza disincarnata e “sintetica” potrebbe avere abbastanza amore per più di una persona, ci dice efficacemente e per parte mia mi trovo abbastanza d’accordo, non essendo una che crede molto ai rapporti poliamorosi.
Il vero nocciolo del film resta però la solitudine che fa quasi da sfondo alle esistenze di ciascuno, dai protagonisti alle comparse che per la strada, sui mezzi pubblici o in ufficio riescono perlopiù a comunicare solo con i loro SO, e nonostante l’attaccamento che per essi si può sviluppare, Jonze sembra voler suggerire che non ci si può dimenticare che non si tratta di persone in carne e ossa, che non basta rifugiarsi in certe cose.
Come diceva Albus Silente, “non serve a niente rifugiarsi nelle fantasie, è dimenticarsi di vivere”, un concetto che trovo molto calzante per tutte quelle persone (vedi in Giappone) che vivono relazioni con personaggi di fantasia come quelli dei videogiochi, degli anime o dei manga, un qualcosa di molto simile a quanto visto in Her. Segno che questo è un fenomeno più attuale e vero di quanto non si creda.

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Super film / 20 Novembre 2019 in Lei

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Perla vista colpevolmente in ritardo.
Un Joaquin Phoenix già ottimo , in questo che potrebbe essere visto come un altro mega “blackmirrorone”.
Non so da dove partire con le lodi : fotografia e inquadrature stupende (bellissima la città , a naso una moderna del sud-est asiatico…Singapore o Shanghai)…attori tutti bravi , con -ovviamente – Phoenix che sovrasta e domina tutti quanti, compresa Amy Adams e un (ancora cicciottello) Chris Pratt.
Ho particolarmente apprezzato il contrasto della tecnologia dilagante mischiato al vestiario e agli arredi che hanno un non-so-che di 60’s – 70’s.
Ma la cosa spiazzante è il finale : quando ormai si potrebbe pensare al “solito” Lui-umano che lascia Lei-programma, perchè alla fine la mancanza di un CORPO pone distanze incolmabili…il colpo di scena: è Lei che lascia Lui perchè incapace di fermare la sua fame di evoluzione e desiderio di migliorarsi e imparare. Non potendo cosi essere solo sua.
Non Lui che lascia Lei, ma Lei che lascia Lui.
Un plauso particolare alla doppiatrice di Scarlett Johansson, in questo ruolo inconsueto. Bravissima.

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Miracolo vocale / 27 Luglio 2018 in Lei

Bello e originale. Solo una rapida nota sul doppiaggio; io nel 99% dei casi preferisco naturalmente le voci originali, ma qui siamo davanti a un caso davvero singolare. La voce di Scarlett Johansson è a dir poco sensuale, intensa, lascivamente roca, a cui si aggiunge una dizione attoriale praticamente perfetta. La voce della Ramazzotti l’avevo sempre sentita con quell’accento borgataro abbastanza irritante. Ebbene, in questo film la voce del sistema operativo di cui si innamora un ottimo Joaquin Phoenix (davvero splendidamente in parte), sentita in v.o. è talmente vera da sembrare paradossalmente fasulla; doppiata in italiano invece, con una doverosa ripulita alla dizione da parte della Ramazzotti che cancella efficacemente ogni residuo di romanaccio, c’è quel filo appena percettibile di roboticità (ma davvero un filo, quanto basta) che la rende incredibilmente perfetta. Ho voluto sentire la scena “clou” dell’orgasmo virtuale in entrambe le versioni; la resa emozionale della Ramazzotti è pazzescamente superiore a quella della Johansson. Un miracolo vocale di cui non riesco ancora a capacitarmi.

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Film intenso e originale / 3 Gennaio 2018 in Lei

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film imponente, due ore di discosi filosofici alternati da momenti più leggeri. Indagine sull’interiorità delle persone e nel loro rapporto con gli altri, nella quale viene fuori il bisogno che abbiamo di senrci dire quello che vogliamo. Il protagonista dopo una storia finita con la moglie che lo accusa di volerla trasformare in una persona diversa ma che andava bene a lui, si innamora di un sistema operativo che, come ai giorni nostri, sono programmati per darci quello di cui abbiamo bisogno.

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Il devastante potere della solitudine / 10 Giugno 2017 in Lei

La solitudine che ti afferra, che ti trascina sempre più giù, che ti mozza quasi il respiro, che incide sulla tua pelle ferite sanguinanti, soprattutto di notte, quando il suo peso sul tuo cuore si fa sentire ancora di più. Il devastante potere della solitudine, un potere che conosco purtroppo molto bene, è il tema principale di questo film, tanto realistico quanto inquietante.
E’ veramente un paradosso vedere come una società che ogni giorno esalta la tecnologia in tutte le sue forme, che è sempre connessa, che è sempre pronta a farsi selfie per poi condividerli su una piattaforma virtuale, che è sempre più concentrata sulle nuove applicazioni e diavolerie elettroniche abbia quasi del tutto dimenticato come si creino delle relazioni umane(in quanti ancora si guardano negli occhi? In quanti ancora si sfiorano con il lieve sentore delle mani? In pochi. Intorno a me non vedo altro che persone, anzi degli automi con gli occhi e con le dita appiccicati a vari smarthpone, tablet, pc, palmari e non rivolgono nemmeno uno sguardo a chi e a cosa gli è accanto).
Her offre spunti di riflessione, un film dolce, elegante, poetico, romantico ma non in modo eccessivo e, come ho scritto sopra, purtroppo tristemente reale.
Una sceneggiatura meravigliosa(giustamente premiata con il premio Oscar), un attore protagonista, Joaquin Phoenix, che si rivela ancora una volta straordinario, l’ennesima interpretazione la sua di un’intensità unica.
Il finale mi ha commossa molto, malinconico e tanto tanto amaro.
Un gioiellino, un film da vedere e da rivedere e soprattutto ci sarebbe da chiedersi “ma dove stiamo andando a finire?” Io lo so, sempre più verso un mondo che non mi appartiene e al quale sento di non appartenere più.

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