2013

Lei

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Lei
Lei

Theodore Twombly è un uomo timido e riservato, appena uscito da un matrimonio la cui fine gli ha spezzato il cuore. Egli lavora in un'agenzia per cui si occupa scrivere lunghe e sentite lettere a perfetti sconosciuti. Un giorno, installa sui propri dispositivi elettronici un innovativo sistema operativo a comando vocale, restando affascinato dalla voce femminile che gli è stata data.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Her
Attori principali: Joaquin PhoenixScarlett JohanssonAmy AdamsRooney MaraOlivia WildeChris Pratt, Matt Letscher, Luka Jones, Portia Doubleday, Sam Jaeger, Katherine Boecher, Kelly Sarah, Spike Jonze, Bill Hader, Kristen Wiig, Brian Cox, Lynn Adrianna, Lisa Renee Pitts, Gabe Gomez, Artt Butler, May Lindstrom, David Azar, Guy Lewis, Melanie Seacat, Pramod Kumar, Evelyn Edwards, Steve Zissis, Dane White, Nicole Grother, James Ozasky, Samantha Sarakanti, Gracie Prewitt, Claudia Choi, Laura Kai Chen, Soko, Wendy Leon, Lil Buck, Ian Solorio
Regia: Spike Jonze
Sceneggiatura/Autore: Spike Jonze
Colonna sonora: Owen Pallett, Will Butler
Fotografia: Hoyte van Hoytema
Costumi: Casey Storm
Produttore: Megan Ellison, Vincent Landay, Spike Jonze, Chelsea Barnard, Natalie Farrey, Daniel Lupi
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Fantascienza, Romantico
Durata: 126 minuti

Miracolo vocale / 27 Luglio 2018 in Lei

Bello e originale. Solo una rapida nota sul doppiaggio; io nel 99% dei casi preferisco naturalmente le voci originali, ma qui siamo davanti a un caso davvero singolare. La voce di Scarlett Johansson è a dir poco sensuale, intensa, lascivamente roca, a cui si aggiunge una dizione attoriale praticamente perfetta. La voce della Ramazzotti l’avevo sempre sentita con quell’accento borgataro abbastanza irritante. Ebbene, in questo film la voce del sistema operativo di cui si innamora un ottimo Joaquin Phoenix (davvero splendidamente in parte), sentita in v.o. è talmente vera da sembrare paradossalmente fasulla; doppiata in italiano invece, con una doverosa ripulita alla dizione da parte della Ramazzotti che cancella efficacemente ogni residuo di romanaccio, c’è quel filo appena percettibile di roboticità (ma davvero un filo, quanto basta) che la rende incredibilmente perfetta. Ho voluto sentire la scena “clou” dell’orgasmo virtuale in entrambe le versioni; la resa emozionale della Ramazzotti è pazzescamente superiore a quella della Johansson. Un miracolo vocale di cui non riesco ancora a capacitarmi.

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Film intenso e originale / 3 Gennaio 2018 in Lei

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film imponente, due ore di discosi filosofici alternati da momenti più leggeri. Indagine sull’interiorità delle persone e nel loro rapporto con gli altri, nella quale viene fuori il bisogno che abbiamo di senrci dire quello che vogliamo. Il protagonista dopo una storia finita con la moglie che lo accusa di volerla trasformare in una persona diversa ma che andava bene a lui, si innamora di un sistema operativo che, come ai giorni nostri, sono programmati per darci quello di cui abbiamo bisogno.

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Il devastante potere della solitudine / 10 Giugno 2017 in Lei

La solitudine che ti afferra, che ti trascina sempre più giù, che ti mozza quasi il respiro, che incide sulla tua pelle ferite sanguinanti, soprattutto di notte, quando il suo peso sul tuo cuore si fa sentire ancora di più. Il devastante potere della solitudine, un potere che conosco purtroppo molto bene, è il tema principale di questo film, tanto realistico quanto inquietante.
E’ veramente un paradosso vedere come una società che ogni giorno esalta la tecnologia in tutte le sue forme, che è sempre connessa, che è sempre pronta a farsi selfie per poi condividerli su una piattaforma virtuale, che è sempre più concentrata sulle nuove applicazioni e diavolerie elettroniche abbia quasi del tutto dimenticato come si creino delle relazioni umane(in quanti ancora si guardano negli occhi? In quanti ancora si sfiorano con il lieve sentore delle mani? In pochi. Intorno a me non vedo altro che persone, anzi degli automi con gli occhi e con le dita appiccicati a vari smarthpone, tablet, pc, palmari e non rivolgono nemmeno uno sguardo a chi e a cosa gli è accanto).
Her offre spunti di riflessione, un film dolce, elegante, poetico, romantico ma non in modo eccessivo e, come ho scritto sopra, purtroppo tristemente reale.
Una sceneggiatura meravigliosa(giustamente premiata con il premio Oscar), un attore protagonista, Joaquin Phoenix, che si rivela ancora una volta straordinario, l’ennesima interpretazione la sua di un’intensità unica.
Il finale mi ha commossa molto, malinconico e tanto tanto amaro.
Un gioiellino, un film da vedere e da rivedere e soprattutto ci sarebbe da chiedersi “ma dove stiamo andando a finire?” Io lo so, sempre più verso un mondo che non mi appartiene e al quale sento di non appartenere più.

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“Chiunque si innamori è un disperato. Innamorarsi è una pazzia, è come se fosse una forma di follia socialmente accettabile.” / 21 Febbraio 2017 in Lei

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Avendo sentito parlare molto di questo film ieri ho deciso di seguire l’onda. In realtà quando uscì nelle sale cinematografiche ero molto titubante nel vederlo perché sinceramente, io che non ho un rapporto speciale con la tecnologia, concentrarmi per due ore su una storia romantica fra un uomo e un computer mi sembrava assurdo. Tuttavia cerco sempre di non precludermi delle possibilità solo per via di pregiudizi e quindi ieri sera ho pigiato play. Be che dire, dal primo minuto fino all’ultimo sono stata assalita da un’angoscia inspiegabile. Innanzitutto vediamo di inquadrare la storia. Siamo in uno scenario futuristico dove la tecnologia ha preso il sopravvento; Theodore, un uomo malinconico e solo, decide di aggiornare il suo sistema operativo con un programma di intelligenza artificiale che assume la voce di una donna, da cui ne resta affascinato.
Già arrivati a questo punto ci viene un po’ da riflettere : ma sarà davvero così il mondo in cui siamo inesorabilmente destinati a vivere? E postami questa domanda il mio stato di angoscia è arrivato alle stelle. Probabilmente io sarò una nostalgica del passato, ma vogliamo parlare delle lettere dettate al computer, stampate ed inviate? Una tristezza infinita. Quando scrivi una lettera, apri il tuo cuore, è un atto intimo e personale che non può essere salvato e impacchettato in un database; è un gesto d’amore , o di sofferenza che ha a che fare con le emozioni, quelle vere. E qui arriviamo al punto focale del film: in ogni scena che ho visto ho assistito contemporaneamente ad una disumanizzazione delle relazioni sociali. Fa male pensare, che fra alcuni anni, magari non molti, potrei avere una storia d’amore con il sistema operativo del mio computer; “ciao Windows stasera io mi bevo un bicchiere di vino, tu vuoi fare un aggiornamento? Ti amo.”
Sì, posso tranquillamente dire che è un film conturbante e sconvolgente. Anche i colori ti stravolgono. Il grigiore cupo e infinito dell’imponente skyline diventa lo sfondo anonimo (seppur molto bello) di tutte quelle persone che ridono e parlano da sole nei loro improbabili vestiti color pastello anni settanta. Non capisco se questa scelta riguardo l’abbigliamento voglia sottolineare l’assurdo di quella realtà o se sia semplicemente una forzatura un po’ hipster del film.
Ma parliamo della storia d’amore tra Theodore e Samantha, volete saperlo? A me è piaciuta. Voi direte perché? Penserete che sia contraddittoria. Non è cosi.
Lo svolgersi della loro relazione infatti, è più comune e naturale di quanto si possa immaginare. E’ un altro chiaro esempio dell’invitabile fallimento delle relazioni d’amore.
L’amore perfetto è un’utopia. Perfino un computer può abbandonarci; ma quelli che rimangono soli siamo sempre noi. Sinceramente non potevo immaginare un finale più adeguato, per una storia così.
E’ strano pensare che un uomo che si sente deluso dall’amore, abbia bisogno di un intelligenza artificiale per rendersi conto di essere solo; dire ti amo ad una voce condivisa da altri migliaia di utenti mette i brividi, ma vedere un illuso ubriaco di sentimenti irreali venire abbandonato di nuovo è veramente triste.
Non ho un aggettivo per definire questo film, ma posso dire che mi è piaciuto, perché mi ha provocato una reazione emotiva, un turbamento e questo è difficile che accada. Sicuramente mi ha lasciato un sapore amaro in bocca, ma è pur sempre un sapore, anche se difficile da digerire.

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Film osannato da tutti…ma perchè!? / 30 Luglio 2016 in Lei

Di questo film non mi è piaciuto niente forse nella desolante misura in cui si appresta a diventare realtà palpabile di un futuro nemmeno troppo lontano..ma come si fa poi a definirla storia d’amore?!TREMENDO e OLTRETUTTO NOIOSO.