Oldboy

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Oldboy

Dae-Su, giovane padre di famiglia, viene rapito e rinchiuso in una stanza per 15 anni, in completo isolamento, senza ricevere spiegazioni e senza riuscire ad immaginare un motivo plausibile per la sua reclusione. Quando viene liberato, desideroso di vendetta, si mette alla ricerca del suo ignoto carceriere. Non sa di essere a sua volta già vittima di una lenta, meditata ed inesorabile vendetta, e che le sue tribolazioni sono tutt'altro che finite. Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 2004.
mandelbrot ha scritto questa trama

Titolo Originale: 올드보이
Attori principali: Choi Min-sikChoi Min-sikYoo Ji-taeYoo Ji-taeKang Hye-jungKang Hye-jungKim Byung-okKim Byung-okJi Dae-hanJi Dae-hanOh Dal-su, Lee Seung-shin, Yoon Jin-seo, Oh Tae-kyung, Yoo Yeon-seok, Yoo Il-han, Oh Gwang-rok, Lee Dae-yeon, Park Myung-shin, Kim Su-hyun, Yong-ih, Seo Myeong-Seok, Mun Seong-Bok, Mostra tutti

Regia: Park Chan-wookPark Chan-wook
Sceneggiatura/Autore: Park Chan-wook, Hwang Jo-yoon, Lim Joon-hyung
Colonna sonora: Choi Seung-hyun, Cho Young-wook, Shim Hyun-jung, Lee Ji-soo
Fotografia: Jeong Jeong-hun
Costumi: Cho Sang-kyung
Produttore: Syd Lim, Kim Dong-joo, Kim Jang-wook
Produzione: Corea del Sud
Genere: Orientale, Drammatico, Thriller
Durata: 120 minuti

Dove vedere in streaming Oldboy

La parola uccide più della spada! / 20 Giugno 2021 in Oldboy

Dae-su è un giovane sposato con una figlia piccola e con il vizio di andare a donne e bere quando può. Una notte viene arrestato per ubriachezza molesta e rilasciato dopo poco. Appena uscito dalla Stazione di Polizia, scompare e non si hanno più tracce di lui. Si risveglierà in una stanza da lui sconosciuta e li ci rimarrà imprigionato per 15 anni senza saperne la motivazione. Il suo odio verso chi lo aveva imprigionato crescerà sempre di più. Un giorno si risveglierà sul tetto di un palazzo. La sua prigionia era terminata.
Finalmente era libero ma aveva in mente solo una cosa: VENDETTA.
OLDBOY fa parte della Trilogia della vendetta diretta da Park Chan-wook ed è tratto dall’omonimo manga di Nobuaki Minegishi e Garon Tsuchiya (che purtroppo non ho mai letto ma che cerco da tempo). La trama è pazzesca. Come vendicarsi di un torto che si subisce in maniera lenta ma determinata e machiavellica. Duro, violento, pesante per come viene trattato l’argomento ma irresistibilmente affascinante.
Bravissimi Choi Min.sik e Yoo Ji-tae. Chi sono? Vedetelo e scoprirete!!!
Vinse il Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 2004 premiato da Tarantino e ricevendo anche il plauso dello stesso regista statunitense.
Avvertenze: non sbagliatevi a vedere il remake di Spike Lee. Non è alla sua altezza. Solo l’originale vale. La copia è appena sufficiente.
Un film cult!
Ad maiora!
#filmaximo

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Sebbene io sappia di essere peggio di una bestia, non crede che abbia anch’io il diritto di vivere? / 12 Marzo 2015 in Oldboy

Oldboy non è altro che quel suggerimento che ti porta a conoscere un mondo, un po’ come quando un amico ti consiglia un brano, una sinfonia, un pezzo e ti ritrovi a godere di un nuovo tipo di musica che cambia te e il modo di vedere tutto cio’ che il mondo ha da offrirci.
Facente parte dell’incredibile trilogia della vendetta, riesce a farci soffrire, riesce a colpire duro, ma nonostante cio’, riesce a farci rimanere li’ ad aspettare per la vendetta, vendetta che diventa tua.

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Il manifesto di una violenta ragione. / 9 Gennaio 2015 in Oldboy

Commentare un film che a ogni visione ti lascia un coacervo di emozioni diverse, è arduo. Arduo perché è arduo interpretare una sensazione, e chiosare con mere parole il suo significato.
Innanzitutto, la pellicola fa parte della cosiddetta ”trilogia della vendetta”, e come elemento integrante va letto nella sua interezza, e quindi rapportato anche ai ”Mr. Vendetta” ( antecedente a questo ), e ” Lady Vendetta” ( pellicola che ne chiude il ciclo ).
In esse albergano tutti i turbamenti tipici della vendetta, freddo manifesto di una violenta ragione. E come rappresentarla se non nella sua più angustia e viscerale foggia?. Come non cercare di rimarcare oltre il suo chiaro intento un naufragante senso di angoscia?
Park Chan-wook indaga questi aspetti, li teatrizza, in una sorta di allucinante e claustrofobico ritratto di umanità, delineato dai suoi più miseri istinti. E su questo abbacinante archetipo forma la sua livrea di vendetta, confezionata a misura dei suoi protagonisti, abili marionettisti in grado di muovere i fili del suo insano gioco.
Sin dal primo film si evincono i concetti chiave dell’intera trilogia, con i suoi arcani simbolismi, alla maniera della formica, che incarna pazienza e resistenza, qualità fondamentali per prefiggersi uno scopo, come quello della vendetta. Ma nella sua dicotomia anche solitudine, inquietudine, che ricalca appieno le identità dei personaggi ( e in particolar modo quella di Mi-do in Oldboy ). Ma in definitiva è sempre perdita, ciò che cambia è il modo con cui si perpetua il ciclo.
Oldboy, sebbene incastrato in mezzo fra i due lavori, ne è la somma, e paradossalmente anche il canto del cigno, in quanto ne esalta i contenuti, per poi lasciarli agonizzanti alla mercé delle coscienze collettive.
Inutile soffermarsi sulle musiche che adornano questo capolavoro, perché così vive e chiare nei cuori di chi le ascolta, che risulta superfluo decantarne con parole le lodi.

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14 Marzo 2014 in Oldboy

Mamma mia che filmone.
La prima volta che lo vidi rimasi a bocca aperta.
E’ sporco, claustrofobico, perverso…è meraviglioso.
Il solo finale vale tutto il film.

DA-E-SU / 17 Dicembre 2013 in Oldboy

Si possono dire un sacco di cose belle su questo film. Quanto sia coinvolgente la trama, quanto faccia ridere, quanto sia malato – tutte cose belle, sia chiaro. Ma sentire il nome del protagonista pronunciato a culo, no. Ma proprio no.
Devo ricordarmi di non guardare più film coreani con il doppiaggio italiano. Oppure devo ricordarmi di dimenticare la pronuncia coreana. Non saperei quale delle due scegliere, ma è così difficile capire che “ae” si pronuncia “é”?

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