Youth - La giovinezza

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Youth - La giovinezza

Un anziano direttore d'orchestra ritiratosi da tempo dalle scene, Fred Ballinger, sta trascorrendo un periodo di vacanza sulle Alpi svizzere, in compagnia della figlia Leda e di Mick, un vecchio amico regista che ha qualche difficoltà a terminare il suo ultimo film. I due riflettono sul futuro, osservano le vite dei propri figli e ne discutono. Un giorno, un emissario della Regina d'Inghilterra arriva all'hotel e porta a Fred una richiesta della sovrana.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Youth
Attori principali: Michael CaineHarvey KeitelRachel WeiszPaul DanoMark KozelekRobert Seethaler, Alex MacQueen, Luna Mijović, Tom Lipinski, Chloe Pirrie, Alex Beckett, Nate Dern, Mark Gessner, Paloma Faith, Ed Stoppard, Sonia Gessner, Mădălina Diana Ghenea, Jane Fonda, Gabriela Belisario, Laura De Marchi, Ian Keir Attard, Adam Jackson-Smith, Dorji Wangchuk, Loredana Cannata, Vincent Wolterbeek, Wolfgang Michael, Cornelia Marxer, Heidi Maria Glössner, Helmut Förnbacher, Emilia Jones, Alessandro Soriano, Maria Letizia Gorga, Leo Artin, Attilio Zampieri, Aldo Ralli, Alexander Seibt, Kaspar Weiss, Sarah Amitrano, Portia Reiners, Poppy Corby-Tuech, Leoni Stäubli, Alice Bauer, Anabel Kutay, Paulina Jürgens, Beatrice Walker, Veronika Dash, Rebecca Calder, Eugenia Caruso, Elizabeth Kinnear, Josie Taylor, Melinda Bokor, Jasmin Barbara Mairhofer, Céline Peruzzo, Bleta Jahaj, Lydia Rattei, Ashley Bryant, Beatrice Curnew, Tatiana Luter, Valentina Vujovic, Julia Danuser, Svenja Hässig, Lola Tobelem, Dominique Leidner, Anna Marie Cseh, Daniela Bolliger, Aleksandra Lazarevic, Felicitas Heyerick, Carolina Carlsson, Pascal Fleury, Viktoria Mullova, Sumi Jo, Roly Serrano
Regia: Paolo Sorrentino
Sceneggiatura/Autore: Paolo Sorrentino
Colonna sonora: David Lang
Fotografia: Luca Bigazzi
Costumi: Carlo Poggioli
Produttore: Francesca Cima, Nicola Giuliano, Viola Prestieri, Carlotta Calori
Produzione: Gran Bretagna, Italia, Francia, Svizzera
Genere: Drammatico
Durata: 118 minuti

Il tempo che non torna indietro… / 28 Dicembre 2015 in Youth - La giovinezza

Due amici, uno un famoso direttore d’orchestra e l’altro un acclamato regista, si ritrovano come sempre in vacanza in un albergo di montagna nelle Alpi svizzere. La loro particolarità: sono anziani e vedono la gioventù loro sfuocata mentre di fronte gli si presentano giovani di tutti i generi ed età, compresi i figli ormai grandi.
Un film sulla presa di coscienza di cosa erano e cosa sono ora. Con molta poca accettazione di questa seconda fase, inevitabile d’altronde.
Grande interpretazione dei due protagonisti (Michael Caine, Harvey Keitel) e con una preziosa e azzeccata regia del Sorrentino fresco di Oscar che per fortuna non delude.
Un bel film anche se con un finale rovinato perché troppo scontato.
Ad maiora!

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I personaggi di Sorrentino / 20 Luglio 2015 in Youth - La giovinezza

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A mio parere, Sorrentino è riuscito nel difficile compito di confermarsi e di non essersi lasciato ubriacare da eventuali e pericolosi “postumi da oscar”.
Youth è un affresco curato, in cui spiccano una serie di personaggi esistenzialmente sospesi, bloccati a una precisa fase della loro vita (così come sono fermi anche in un senso geografico, confinati in un hotel di lusso circondato dal bel paesaggio svizzero). Sono figure che, chi per un motivo e chi per un altro, sono indecise sul loro futuro e sono ancorate fortemente al loro passato. La galleria sorrentiniana di Youth mostra dei personaggi alle prese con un perenne conflitto interiore, a partire dalle due figure principali: Ballinger, un direttore d’orchestra in pensione che sembra essere ricordato solo per alcune delle sue tante composizioni, e che sono le uniche che non vuole condividere col mondo, perchè legate a lui e al dolce ricordo della moglie. Poi abbiamo anche l’amico e confidente Boyle, un anziano regista ormai spinto sul viale del tramonto, ma bramoso allo stesso di tempo di mostrare al mondo che ha ancora della linfa dentro di sè e che nutre un non troppo celato desiderio di un’ultima rivalsa, di lasciare un ultimo lavoro ai posteri. A loro si aggiungono anche tanti altri personaggi, come l’attore Jimmy Tree, etichettato dalla massa per un solo ed unico ruolo, che egli quasi ripudia e con cui fa fatica a convivere, e l’ex-calciatore Diego Armando Maradona. Sorrentino riesce perfino a omaggiare esplicitamente una delle sue grandi fonti d’ispirazione. Ci riesce ricreando un profilo dell’immortale Pibe de Oro colmo di nostalgia, smosso da un plausibile confronto tra il glorioso passato e il futuro incerto che gli si prospetta. In una pellicola dove si esibisce la Giovinezza, non tanto intesa nel suo senso fisico ma in quello mentale e spirituale, la presenza di un simil personaggio non stona minimamente con il contesto generale.
Se i personaggi del film si rivelano interessanti, il merito è sicuramente anche di tutto il cast, con Caine e Keitel in primis. Il britannico e l’americano sono in perfetta sintonia tra di loro, e si vede. Riescono a trasmettere facilmente allo spettatore la sensazione di essere legati davvero l’uno all’altro da una vita, anche solo con i dialoghi apparentemente meno importanti e più spensierati del film.
Ma Youth non è solo una galleria di personaggi alle prese, semplicemente, con le loro vite. E’ anche un film appagante dal punto di vista estetico, dove ogni inquadratura è visibilmente ricercata e ogni sequenza cerca di apparire più memorabile della precedente. Chi ha già ammirato il Sorrentino de La Grande Bellezza sa bene a cosa va incontro e conosce la voglia di perseguire un preciso stile da parte del regista napoletano.
Youth è, in sintesi, una pellicola dove personaggi, dialoghi, immagini e musica si fondono in un’unica, lineare armonia. Una “canzone semplice”, se vogliamo.

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La montagna incantata nel terzo millennio / 19 Luglio 2015 in Youth - La giovinezza

Guardando il trailer ho pensato si trattasse di una trasposizione nel terzo millennio de La Montagna incantata di Thomas Mann e con questo spirito ho assistito al film. Ho avuto le necessarie conferme, ovviamente il film è un’altra cosa, sebbene le atmosfere che si respirano siano paragonabili a quelle del libro di cui ho voluto avere questa suggestione. Tutta personale, infatti nessuno ne ha mai parlato, è una suggestione tutta mia anche perchè il libro mi è molto piaciuto, ma ripeto non c’entra nulla con la trama, parlo solo di sensazioni personali ed impressioni.
Unica nota stonata di tutto il film è il finale, troppo stucchevole e scontato.

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14 Giugno 2015 in Youth - La giovinezza

(Ho ritrovato il Sorrentino de L’Uomo in Più e Le Conseguenze dell’Amore.
Mi sento più serena adesso)

Per come la vedo io, la grande rivoluzione estetica di Sorrentino è iniziata con Il Divo ed ha raggiunto l’apice ne La Grande Bellezza: in Youth ho cominciato a vederne la parabola discendente.
Ho ritrovato L’Uomo in Più nel dualismo dei due protagonisti, necessariamente risolto nella caduta di uno che innesca il “risveglio” dell’altro, il quale idealmente prosegue in vece del compagno il percorso cominciato insieme (ma sarà poi vero? Tony Pisapia sceglie l’ergastolo, Fred Ballinger interrompe a metà il concerto decisivo, così come bruscamente è stato interrotto il grande film di Mick Boyle).
Ho rivisto in quella di Fred Ballinger la monotonia, l’inevitabilità, la sfiancante ripetitività della vita di Titta Di Girolamo, allo stesso modo non senza qualche stanco guizzo vitale e qualche concessione all’ironia.
La voce di Sorrentino – non soverchiata e schiacciata, come ne La Grande Bellezza, dal carico di aspettativa, dall’imponenza e dalla necessità (in senso filosofico) del progetto – risuona forte e libera ovunque: nelle considerazioni sul cinema, gli attori, la televisione; nella citazione a Novalis sull’illusione del progresso che riporta sempre inevitabilmente alle strade percorse dai padri; in quella, commuovente, al Diego Maradona fin de siècle.

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prigione alpina / 25 Maggio 2015 in Youth - La giovinezza

E’ decisamente il piacere estetico a colpire di questo ultimo lavoro di Sorrentino, per chi come me ha Amato molto il compromesso tra storia a messa in scena delle conseguenze dell’amore qui lo sbilanciamento è evidente ma la musica e come essa si accompagna all’immagine fa dimenticare tutto il resto!