Recensione su A proposito di Davis

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un’altra storia sbagliata / 15 Febbraio 2014 in A proposito di Davis

il cinema nasceva coi fratelli Lumiere come ripresa diretta della realtà. eccoci quindi catapultati dentro un flusso di cose che appaiono vuote, prive di alcun senso e insegnamento etico/morale. quelle cose, tuttavia, che caratterizzano la nostra vita di ogni giorno. lo scorrere continuo della strada, l’ennesimo viaggio in treno, i mille caffè e le altrettante sigarette, i gatti rossi che sembrano tutti uguali, i risvegli sempre diversi e sempre uguali.. un’eterna caduta verso una fine che può arrivare in qualsiasi momento. senza alti e bassi dato che tutto alla fine, per quanto importante sia stato, diventerà sempre solamente un banalissimo ed imprendibile passato. i Coen propongono un’altro frammento di vite comuni; storie comuni per gente speciale; storie di perdenti, di uomini che non riescono ad adeguarsi alla corrente perciò divorati dalla società; uomini ligi al loro pensiero circondati da un mondo che continua a cambiare incessantemente e da persone che vanno e vengono in un baleno, spariscono misteriosamente; ognuno con la sua storia, con le sue stranezze e i suoi difetti, ognuno con i suoi viaggi e i suoi momenti dimenticabili che non varranno, significheranno più nulla se non nel presente che li ospita. ognuno artefice del proprio destino lottando contro le proprie resistenze, contro la propria presunzione e, perché no, contro la propria visione del mondo, uscendone quasi sempre sconfitto e continuando quindi a respirare e a sopravvivere perché, come diceva P.P.P. “credendo di raggiungere un fine si scopre la realtà così com’è, senza fine” e, aggiungo io, senza possibili logiche e necessarie spiegazioni. ecco Llewyn Davis: un’altro antieroe che non riesce a capovolgere i suoi insuccessi, che non farà di sicuro emozionare gli spettatori, se non attraverso le splendide dolci melodie chitarra-voce, ma che dovrebbe spingerli a riflettere sul loro vivere. d’altronde le vostre vite somigliano più a quelle proposte dai Coen o a quelle proposte da Tarantino, Scorsese etc.? (senza togliere nulla alla bravura di quest’ultimi, anzi)

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