Matrix

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Matrix

Thomas Anderson alias Neo è un programmatore informatico e hacker che percepisce che, nella vita quotidiana, c'è qualcosa di inquietante e indefinibile. Viene contattato da Morpheus, un individuo che gli svela l'esistenza di Matrix, cioè l'esistenza di una doppia realtà. L'ulteriore incontro con degli agenti tutt'altro che amichevoli spinge Thomas/Neo a compiere quell'atto di fiducia verso lo sconosciuto che porterà una vera svolta alla sua esistenza.
Questo film fa parte dell'approfondimento 'La saga di Matrix, un’allegoria transgender, tra cyberpunk e Lewis Carroll'! Vuoi saperne di più?
cicos ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Matrix
Attori principali: Keanu ReevesKeanu ReevesLaurence FishburneLaurence FishburneCarrie-Anne MossCarrie-Anne MossHugo WeavingHugo WeavingJoe PantolianoJoe PantolianoMarcus Chong, Anthony Ray Parker, Matt Doran, Gloria Foster, Belinda McClory, Paul Goddard, Robert Taylor, Ada Nicodemou, Julian Arahanga, David Aston, Marc Aden Gray, Deni Gordon, Rowan Witt, Eleanor Witt, Janaya Pender, Adryn White, Natalie Tjen, Bill Young, David O'Connor, Jeremy Ball, Fiona Johnson, Harry Lawrence, Steve Dodd, Luke Quinton, Lawrence Woodward, Michael Butcher, Bernard Ledger, Chris Pattinson, Robert Simper, Nigel Harbach, Rana Morrison, Tamara Brown, Mostra tutti

Regia: Lilly WachowskiLilly WachowskiLana WachowskiLana Wachowski
Sceneggiatura/Autore: Lilly Wachowski, Lana Wachowski
Colonna sonora: Don Davis
Fotografia: Bill Pope
Costumi: Kym Barrett, Lyn Askew
Produttore: Barrie M. Osborne, Joel Silver, Bruce Berman, Erwin Stoff, Andrew Mason, Lilly Wachowski, Lana Wachowski
Produzione: Australia, Usa
Genere: Azione, Thriller, Fantascienza
Durata: 136 minuti

Dove vedere in streaming Matrix

L’ambiguità di Matrix / 17 Gennaio 2022 in Matrix

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film “Matrix”, per la regia dei fratelli Wachowski, (1999), è stato oggetto di numerose interpretazioni confluite anche in una raccolta di saggi Pillole rosse. Matrix e la filosofia, 2006. Sorprende che tra i vari esegeti, alcuni dei quali si sono persi nelle elucubrazioni più cervellotiche, nessuno abbia interpretato la nota pellicola in modo letterale. Questa lettura è peregrina, benché contenga, a mio parere, dei frammenti di verità. (Vedi Il dominio delle macchine da Atlantide a Zeitgeist).

Bisogna ricordare che “Matrix” è un’opera cinematografica che esprime, pur con qualche deviazione dall’ideologia dominante, la Weltanschauung e gli obiettivi del sistema. Pertanto trasformarla nella Bibbia dell’uomo che si ribella al potere è, per lo meno, un’ingenuità. Purtroppo è quello che è accaduto: la pillola rossa, (il) Neo-Messia che redime la popolazione asservita… sono divenuti altrettanti topoi di una rivoluzione velleitaria, surrogati della speranza in un futuro migliore. In ogni caso “Matrix”, oltre a fornire interessanti spunti di riflessione su temi ontologici (che cos’è la realtà?), lascia filtrare qualche rivelazione affidata a particolari all’apparenza insignificanti e ad alcune battute dei personaggi, più che all’intreccio nel suo complesso, soprattutto se si leggono al contrario certi aspetti.

Proviamo ad invertire la dialettica uomini-macchine e scopriremo inquietanti risvolti. Si pensi alla frase pronunciata da Morpheus che è un’allusione alle scie chimiche: “Non so quando avvenne, ma ricordo che fummo noi ad oscurare il cielo”. Il mentore di Neo intende qui riferirsi alla decisione che presero gli uomini di filtrare la luce del sole per tentare di sottrarre alle macchine l’energia che, alimentandole, le stava rendendo in grado di sopraffare le persone. E’ questo forse uno stratagemma narrativo per deresponsabilizzare le élites che perseguono il folle disegno di trasformare l’umanità in un computer bionico. L’oscuramento è anzi volto alla distruzione della biosfera, mentre le microstrutture (M.E.M.S.) sono alimentate dalle onde elettromagnetiche e dai raggi ultravioletti.

L’antitesi tra artifciale e naturale enfatizzata nel film confligge con l’integrazione tra organismi viventi e programmi informatici senzienti vagheggiata dal sistema. D’altronde l’algida matrice che genera una realtà intesa come neuro-simulazione, è combattuta da rivoltosi la cui visione della vita, meramente biologista (gli uomini sono batterie, la mente identificata con l’encefalo, le esperienze come neuro-stimolazioni…), non si discosta molto dalla ferrea ed impersonale gestione energetica attuata dalle macchine.

Benché, per l’enucleazione dei motivi che costellano la pellicola dei fratelli Wachowski si siano scomodati Platone, la Gnosi, Kant etc., siamo al cospetto di una concezione tecno-esoterica in cui i nomi dei personaggi sono sovente più significativi della trama: così Neo è, nella sua vita irreale, Anderson, ossia in una contaminatio tra greco ed inglese, il Figlio dell’Uomo (adombramento del falso Messia, già evocato da Steiner); Morpheus è il nome del dio del Sonno, dunque è colui che, lungi dal risvegliare il protagonista in un mondo atroce ma vero, lo immerge nell’ipnosi dell’inganno che si perpetua, anche se in un differente stato percettivo.

Emblematico è anche il nome della città di Zion. Sion, la città di Dio, è l’unico centro di “Matrix “in cui gli uomini sono liberi, ma è ubicato (non è poi così strano) nelle profondità della terra. Simboleggia la Terra Promessa per l’equipaggio della nave, ma adombra anche uno fra i vertici dell’esecrando potere mondiale.

Un simbolismo biblico ed onirico è collegato anche al nome della nave, Nebuchadnezzar (Nabucodonosor). Nebuchadnezzar, re di Babilonia, fu istruito in sogno da Dio per distruggere gli abitanti di Gerusalemme che adoravano falsi profeti.

Pare dunque di poter intravedere, nel discorso digitale-cibernetico, una filigrana luciferino-transumanista: Neo, il Messia del futuro, è l’Uomo-macchina che, battendosi (fingendo di battersi) per liberare l’umanità dalla schiavitù all’Intelligenza artificiale, alla fine ne riafferma il predominio, mancandogli del tutto una dimensione spirituale, surrogata dalla padronanza delle arti marziali.

L’epigrafe del film è nell’obliqua battuta di Morpheus: “Il corpo non sopravvive senza mente”. Il generico e rigido dualismo corpo-mente si rattrappisce nell’unità del cervello, sia esso biologico o elettronico.

Nonostante questi limiti ed ambiguità della produzione cinematografica, resta indelebile la sequenza in cui, azzerata la simulazione elettronica, Morpheus mostra a Neo la Terra così com’è realmente: un immenso cumulo di rovine sovrastato da un cielo grigio e metallico, una landa in cui gli edifici semidistrutti da una guerra planetaria paiono statue di divinità pagane spezzate dalla furia di un cataclisma. E’ immagine potente, simbolo della desertificazione del mondo che ci circonda e dell’aridità interiore.

Non occorre, però, che alcun programma informatico crei uno scenario di vita fittizia, visto che il pianeta è già un cadavere.

Non occorre che le macchine prendano il sopravvento su uomini che sono già automi.

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Invecchia bene! 8,5 / 25 Aprile 2020 in Matrix

Oggi m’è preso di rivedere questa trilogia, punto di nuovo inizio nel mondo degli effetti speciali e della fantascienza.
Comunque si, questo primo film è invecchiato bene: interessante, mai noioso, sempre con qualche momento di suspence e pieno di scene fantastiche!
Un giovane e affascinante Keanu Reeves la fa da padrone tra forza e bellezza.
L’avró visto 4-5 volte ma ogni volta è un’emozione nuova.
Bello bello bello!
8,5

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Riflessioni su Matrix / 8 Gennaio 2016 in Matrix

La follia creativa dei Wachowski all’ennesima potenza. Nulla del genere era ancora approdato nelle sale occidentali. Innovativo e rivoluzionario per il genere. Action estremamente profondo e strutturato, capace di scomodare numerosi filosofi. Un ottima pellicola cosnsigliatissima

Manifesto del terzo millennio / 9 Dicembre 2015 in Matrix

Si prende sul serio fino a asciugarsi di ogni senso dell’umorismo, e brucia a tutta potenza il propellente della fede, della filosofia, delle citazioni letterarie. Così il razzo di Matrix ha sfondato la stratosfera in piena new economy, nel pieno dell’esplosione dell’internet per tutti, traghettando finalmente la fantascienza, e il cinema di effetti speciali, nel terzo millennio. Una pietra miliare. Un punto di non ritorno. Un culto tanto del futuro (le intelligenze artificiali) quanto della storia dell’umanità (la resistenza), quanto della mitologia (il viaggio dell’eroe, l’oracolo). Da lì in poi i film e gli show postapocalittici ci avrebbero martoriato i maroni senza sosta, ma nessuno ha più saputo osare così tanto. Nemmeno gli stessi fratelli Wachowski con i due sequel (che relegano il misticismo della loro saga in poche scene isolate) né con il loro unico altro film originale Jupiter – Il destino dell’universo (2015), ritrovando finalmente la loro vena mistica solo nella serie televisiva Sense8 (2015).

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Americanata / 24 Novembre 2015 in Matrix

Solito film che se non fosse fatto in America sarebbe splendido, mentre così è solo carino. Molto interessante lo spunto filosofico di fondo, inutili e sempre uguali le sparatorie, i combattimenti etc che impegnano quasi metà film.

Sarà che non mi piacciono i film d’azione, ma rimango sempre stupita di come questi film siano sempre uguali (altro esempio palese: Inception).

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