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Recensione su I Origins

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Guardami negli occhi e ti dirò chi sei / 18 agosto 2015 in I Origins

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Parto subito dagli eventi che portano alla morte della prima ragazza: mi hanno fatto venire voglia di prendere lo sceneggiatore e buttarlo giù dallo stesso ascensore. Roba degna di uno dei tanti “Final Destination”.

Il film finisce in India alla ricerca della prova dell’esistenza dell’anima, la cosa mi è parsa un po’ stereotipata, come tutto il discorso sul comprendere l’evoluzione dell’occhio per confutare l’esistenza di dio. L’evoluzione dell’occhio umano è già stata sviscerata da anni e non serve a far ricredere i credenti perchè questi in ogni caso continuerebbero a credere comunque, come è sempre stato ad ogni nuova scoperta, quindi non credo che gli scienziati studino con queste motivazioni (non lo erano neanche quelle di Darwin).
Sembra poi che Cahill volesse mettere dentro tutto quello che sia mai stato detto e immaginato a proposito di occhi.

La parte scientifica mi sembra un po’ raffazzonata. Le incongruenze scientifiche mostrate dal regista gli si potevano perdonare in un film come Another Earth, dove la fantascienza era solo il pretesto per parlare d’altro. Non in questo film dove è proprio la scienza ed il metodo scientifico ad essere il fulcro della trama.
Il finale va a parare proprio dove si era già intuito da un po’ dove il regista voleva andare a parare, nessuna sorpresa.

In definitiva un film girato bene da un regista capace, una sceneggiatura con qualche ingenuità e di troppo, ma quello che proprio non mi è piaciuto è stato il concetto che l’opera voleva portare avanti.

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