Prometheus

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Prometheus

Un team di esploratori scopre un indizio sulle origini del genere umano nella Terra, che lo guiderà in un viaggio verso gli angoli più oscuri dell'universo. Qui dovrà combattere una battaglia terribile per salvare il futuro della razza umana.
Wiccio {videoteca di film visionati a partire da ottobre 2009} ha scritto questa trama

Titolo Originale: Prometheus
Attori principali: Noomi RapaceMichael FassbenderCharlize TheronGuy PearceIdris ElbaLogan Marshall-Green, Lucy Hutchinson, Sean Harris, Rafe Spall, Kate Dickie, Emun Elliott, Benedict Wong, Patrick Wilson, Ian Whyte, Branwell Donaghey, Vladimir Furdik, C.C. Smiff, Shane Steyn, John Lebar, Anil Biltoo, Giannina Facio, James Embree, Robin Atkin Downes, Louisa Staples, Annie Penn, Daniel James
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura/Autore: Damon Lindelof, Jon Spaihts
Colonna sonora: Marc Streitenfeld
Fotografia: Dariusz Wolski
Costumi: Janty Yates, Gordon Harmer
Produttore: Ridley Scott, David Giler, Walter Hill, Mark Huffam, Michael Costigan, Damon Lindelof, Michael Ellenberg
Produzione: Usa, Gran Bretagna
Genere: Azione, Drammatico, Horror, Fantascienza
Durata: 124 minuti

Alla fine si lascia guardare / 23 Giugno 2019 in Prometheus

Di certo non è ai livelli di Alien né tantomeno di Blade Runner ma tutto sommato è un film apprezzabile, visivamente bellissimo ma con una sceneggiatura che presenta molte lacune.
Il finale che avrebbe dovuto essere risolutivo lascia invece più interrogativi di prima (e non so se la cosa sia voluta o no).
Per me non è da considerare come un prequel di Alien ma come un film a sé.

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Serie C / 5 Maggio 2015 in Prometheus

A circa la metà del film mi sono chiesto perché avessi la netta sensazione di aver già visto qualcosa del genere. Vediamo: le premesse pseudoscientifiche (gli esseri umani che discendono da una specie aliena); i cattivi che si riconoscono perché sono sempre corrucciati; la mancanza di logica nelle azioni dei protagonisti (che diavolo hanno da ridere i tre kamikaze verso la fine del film?; perché quell’altro cretino si mette a giocherellare con una bestia aliena dall’aspetto pericoloso?); l’aspetto fasullo delle astronavi; l’involontaria comicità di scene che avrebbero dovuto essere drammatiche (l’operazione della protagonista); il trucco eseguito da incompetenti (ma perché poi far recitare la parte di un vegliardo a un quarantenne?); le divagazioni pseudoreligiose. E ho trovato la risposta: questo film assomiglia moltissimo a certi film italiani di fantascienza di serie C degli anni settanta. Solo che questa è una produzione hollywoodiana multimiliardaria, diretta da quello che una volta era un grande regista. A meno che Ridley Scott non sia lo pseudonimo di qualche Riccardo Scotti…

Il regista è riuscito nell’ardua impresa di non regalare allo spettatore nemmeno un istante di genuina suspence – e vista la trama, bisognava davvero impegnarsi per ottenere questo risultato.
Michael Fassbender ci dà la sua peggiore interpretazione di sempre (non mi spiego le lodi a una recitazione che si ispira ai peggiori stereotipi del robot dallo sguardo malvagio ma anche un po’ babbeo); di Charlize Theron si registra solo l’algida bellezza; Idris Elba è sprecato. Darei la sufficienza alla sola Noomi Rapace, che si impegna per farci dimenticare il suo passato come Lisbeth Salander.
Non ho dato quattro stelle solo per la fotografia, a tratti abbastanza decente.

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28 Settembre 2014 in Prometheus

Sono convinta del fatto che se si crea un prequel è per spiegare i perché rimasti nascosti nella storia principale, ma sto film al massimo ne crea di nuovi… Magari mi vedo anche gli altri film, potrei capire qualcosa se vedo tutto

Scusate ma… Che senso ha? / 26 Agosto 2014 in Prometheus

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ridley, una domanda: che senso ha rifare un film praticamente identico ad alien, quando hai già fatto alien?
Cioè a questi scienziati capitano le stesse sfighe di quelli di alien, ma proprio identiche, quindi cosa ci serviva un film in più? Puro sfoggio di nuova tecnologia? Potevamo fare senza.
I capolavori non si rifanno.

Ridley se n’è andato e non ritorna più. / 11 Luglio 2014 in Prometheus

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Fresca della visione di Alien, decido di vedere Prometheus, per poter giocare alle “corrispondenze”, perché, benché sia stato ribadito da più parti che i due film sono narrativamente indipendenti l’uno dall’altro, mi divertiva l’idea di cogliere gli incroci tra le due vicende (se esistenti).

Purtroppo, volenti o nolenti, l’eredità del masterpiece di Scott grava come un macigno su questa pellicola che, purtroppo, anche senza volersi spremere nel confronto tout court, è un film davvero irrisolto, sciapo, confuso.
Se, da una parte, le risorse tecnologiche a disposizione hanno permesso di rendere estremamente raffinati alcuni dettagli (fotografia stratosferica, riprese aeree emozionanti: l’arrivo delle nubi cariche di silicio elettrostatico ha un sapore stupefacentemente biblico), dall’altra hanno raggelato qualsiasi emozione che esuli dal semplice ribrezzo (e qui mi riferisco alla scena dell’ “aborto”), meccanico perché indotto dalla visione di sangue, umori e tentacoli mollicci, non da un preciso accento disturbante di natura atmosferica.
Qui, infatti, non c’è paura, c’è scarsa tensione tra i personaggi (per quanto il ruolo della Theron sia odioso e sia a conti fatti l’antagonista dell’eroina, esso è talmente estremo da risultare impalpabile ed inutile ai fini narrativi), la curiosità è vaga.

Veniamo dunque ad alcuni dei “miei” parallelismi: il perno della vicenda, dopo un iniziale depistamento, è la scienziata-credente (Noomi Rapace davvero brutta a vedersi, incerta, soprattutto) che, rimasta sola dopo l’eliminazione del resto dell’equipaggio, esattamente come Ripley, si oppone ad un’entità indefinita e che, come il secondo della Nostromo, parte in compagnia di una creatura salva per miracolo (là un gatto, qui un robot… e non dimentichiamo che anche in Alien un androide mosso dalla speculazione scientifica “perdeva la testa” e trasudava, come David-Fassbender, uno strano liquido biancastro).
Nessuno mi leva dalla testa che le luci intermittenti della sequenza in cui la Rapace, afferrata un’ascia, entra nel modulo di salvataggio sono un richiamo esplicito a quelle, magistrali, in cui Sigourney Weaver si aggirava, decisa ma terrorizzata, nei corridoi dell’astronave, braccata dalla “creatura”: messe a confronto, le due scene sono palesemente identiche, eppure il risultato (in termini di ritmo, oltre che estetici) è ben diverso.
Ciò che non mi ha convinta, in fin dei conti, è l’asetticità generale del contesto, la mancanza di quella emozionalità che spesso nasce dal connubio tra pretesto narrativo e contesto, e a questo concorrono indubbiamente le scenografie che costituiscono gli ambienti interni delle navicelle: benché Giger abbia fornito ancora la propria consulenza, qui l’astronave terrestre è incomprensibilmente linda, asettica e perfino accogliente, insomma non ha quella parvenza uterina, misteriosa della Nostromo, neppure quando ne vengono mostrate le viscere. E neanche l’astronave degli Ingegneri ispira disagio primitivo: lo spettatore può provare timore solo in funzione della presenza degli abbozzi di xenomorfi, mentre l’ambiente in sé (cosa non da poco, trattandosi di un film che gioca col registro orrorifico) non suscita alcuna emozione specifica.

Dulcis in fundo, al di là delle mie blande speculazioni “a voce alta”, davvero non sono riuscita a comprendere il significato della sequenza iniziale.

P.s.: orrido il doppiaggio italiano, con un sonoro da dimenticare, quasi metallico, ed alcune voci (quella dell’inguardabile Guy Pearce, per esempio, e mi spiace stroncare così l’altrimenti bravo Claudio Sorrentino, ma quella modulata per l’occasione non è assolutamente la voce di un vecchio…), completamente fuori luogo.

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