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Recensione su Era mio padre

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30 agosto 2011

Ambizioso e troppo autocompiaciuto, per i miei gusti: troppe le sequenze francamente inutili, in cui vengono esaltate le pur pregevoli scenografie ed i costumi, a discapito del pathos narrativo, fortemente discontinuo e concentrato nella sola parte centrale, legata alla fuga di Sullivan dal sicario.

Fastidioso il commento musicale onnipresente e, per i miei gusti, eccessivamente solenne e cupo: il dramma incombe o si è già svolto e ne presagisce altri, va bene, ma non occorre suggerirlo per due ore e spiccioli di visione in maniera tanto gratuita ed insistita.

Salvo solo la bella fotografia, le già citate scenografie ed la coerente ricostruzione storica.
Per il resto, si tratta di un polpettone in cui l’inespressività degli attori (vedi, Hanks e Craig, letteralmente impalato) o, al contrario, il loro gigioneggiare (vedi, Law, imbruttito male) sono eccessivi.

Come non parlare, poi, del doppiaggio abbastanza infelice?
Su tutte le voci, ho trovato addirittura fastidiosa quella di Mr.Rooney/Renato Izzo.

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