Recensione su Argo

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Fuori tempo massimo / 27 Febbraio 2013 in Argo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Direi che è giunto il tempo per l’America di smettere di autocompiacersi e mostrare di se ciò che non è. Ennesimo film in cui la nazione oltreoceano esce da grande esempio di moralità e sacrificio; ma analizziamo bene i fatti: gli stati uniti danno asilo ad uno spietato Shah iraniano. Il popolo di suddetto paese per vendetta prende in ostaggio una sessantina di americani invadendo la loro ambasciata. L’intelligence decide quindi che è più importante che uno Shah che ha fatto anche gli interessi dell’america (petrolio) non venga giudicato dal proprio polopo piuttosto che salvare i propri cittadini ostaggi con lo scambio che il popolo iraniano chiede. Tale decisione non è nemmeno comprensibile alla luce del fatto che lo Shah, se fosse tornato, sarebbe stato giustiziato, in quanto negli Stati Uniti, ricordo, vige la stessa pena di morte. L’America riesce a salvare 6 degli ostaggi, si ritiene soddisifatta lasciando gli altri in balia dell’Iran, e ne esce da eroe, dando, per motivi politici, merito al Canada. Il tutto nel film è impreziosito da lacrime trattenute e colonne sonore eroiche. Terribile la scorrettezza di tutto ciò, e terribile che l’Accademy sia puntualmente arrivato a sbavare dietro l’ennesima lode a se stessa. D’altro canto, apparte tutto ciò, la regia è buona, il montaggio ottimo, buone interpretazioni. Fin dove è da giudicare la pellicola in quanto film e fin dove in quanto antico e ormai in deperimento messaggio politico e patriottistico di un’America a cui ormai non credono nemmeno più alcuni (i più svegli) americani?

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