Aliens – Scontro finale

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Aliens – Scontro finale

Dopo aver viaggiato nello spazio per circa sessant'anni in stato di ibernazione, Ellen Ripley viene ritrovata e riportata sulla terra. È l'unica sopravvissuta dell'astronave Nostromo: a causa di una creatura aliena tutti gli altri membri dell'equipaggio sono morti. Racconta la sua storia ma non viene creduta. La Ripley, inoltre, che ancora non ha psicologicamente superato tutto quanto avvenuto anni prima, scopre che LV-426, satellite del pianeta sul quale atterrò la Nostromo è stato popolato da uomini ignari del pericolo che possono correte a causa della possibile presenza di uova degli alieni “xenomorphi”. Con un manipolo di Marines Spaziali viene convinta a partire alla volta di LV-426 una volta che i contatti con la colonia di uomini vengono inspiegabilmente interrotti. Il gruppo di temerari, una volta giunto a destinazione, metterà subito in salvo una bambina, Rebecca 'Newt' Jordan, in fuga dalle ostili creature presenti sul satellite. Situazioni sconvolgenti e terribili nemici attendono i protagonisti.
jossi ha scritto questa trama

Titolo Originale: Aliens
Attori principali: Sigourney WeaverMichael BiehnPaul ReiserLance HenriksenCarrie HennBill Paxton, William Hope, Jenette Goldstein, Al Matthews, Mark Rolston, Ricco Ross, Colette Hiller, Daniel Kash, Cynthia Dale Scott, Tip Tipping, Trevor Steedman, Paul Maxwell, Carl Toop, Valerie Colgan, Alan Polonsky, Alibe Parsons, Blain Fairman, Barbara Coles, Eddie Powell, James Remar, Jay Benedict
Regia: James Cameron
Sceneggiatura/Autore: James Cameron
Colonna sonora: James Horner
Fotografia: Adrian Biddle
Costumi: Emma Porteous, Tiny Nicholls
Produttore: Gale Anne Hurd, David Giler, Walter Hill, Gordon Carroll
Produzione: Gran Bretagna, Usa
Genere: Thriller, Azione, Fantascienza
Durata: 137 minuti

L’allievo che supera il maestro! / 11 Gennaio 2019 in Aliens – Scontro finale

“Stai lontana da lei… maledetta!”
La frase cult non l’ho mai dimenticata!!!
Forse dico un caxxata colossale ma è uno dei pochi sequel riusciti davvero!
La stessa ricetta del capostipite ma con le correzioni di 7 anni di esperienza in più lo rendono una corsa contro il tempo, ansiogeno, claustrofobico e dal ritmo incalzante.
Se ho dato 8 al primo, questo merita almeno mezzo punto in più!
Rivedetelo, e ditemi anche voi che ne pensate…
8,5.

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Degno sequel / 19 Febbraio 2017 in Aliens – Scontro finale

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Aliens – Scontro finale apparve sugli schermi nel 1986 e già dal titolo scelto, al plurale, si capisce che sarà un film dall’impostazione molto diversa del precedente, più muscolare e giocato sulla moltiplicazione degli alieni.
La capsula di salvataggio, dove Ripley alla fine del precedente film si era messa in sonno criogenico, viene raccolta e tratta in salvo dagli uomini della Compagnia dopo 57 anni di vagabondaggio nello spazio. L’ufficiale viene risvegliata e in pratica processata per aver distrutto la Nostromo con tutto il suo carico. La storia sull’alieno che lei racconta, in mancanza di prove, non viene creduta e viene quindi licenziata. Il pianeta dove tutto era iniziato (denominato nel primo film LV-426) è stato nel frattempo colonizzato e ribattezzato Acheron.
Giorni dopo un uomo della Compagnia informa Ripley che dal pianeta non si ricevono più notizie e la invita a partecipare a una missione di ricognizione insieme a una squadra di Marines Spaziali. Giunti sul pianeta scoprono che tutti gli abitanti sono stati uccisi e inseminati dagli xenomorfi guidati da una regina madre. Unica sopravvissuta una bambina, Newt, che Ripley prende sotto la sua ala protettrice.
Anche questa volta i membri della spedizione iniziano a morire. Ripley riesce a salvarsi e a salvare Newt, distruggendo tutte le uova delle creature e giungendo alla resa dei conti con la regina, uscendone vincitrice. Nel finale Ripley e Newt fuggono su una capsula di salvataggio, ponendosi nuovamente sotto sonno criogenico, in attesa di essere salvate.
Scott aveva dato al precedente film un’atmosfera a metà strada tra cinema d’autore ed estetica pubblicitaria (mondo dal quale proveniva, prima di lanciarsi nel cinema). Cameron, invece, dà al suo un’impostazione bellica e high tech. Non più un horror gotico delle profondità dello spazio, ma un rutilante film d’azione. L’alieno non è più un individuo singolo, ma un intero alveare corredato di Regina. In pratica realizza un film di guerra, col classico tema della squadra inviata in territorio nemico, sull’esempio di film tipo Quella sporca dozzina (The Dirty Dozen, Robert Aldrich, 1967). I Marines Spaziali ricordano molto da vicino i Fanti Spaziali del romanzo di Robert A. Heinlein Fanteria dello Spazio (1959). L’aspetto marziale è quindi predominante e non solo per la presenza di un corpo militare. Ripley è ormai diventata una guerriera e la sua determinazione è accentuata dal pensiero predominante di salvare la piccola Newt.
A questo si riallaccia la scena dello scontro finale: la Regina, madre di tutti gli alieni, e Ripley, madre acquisita della bambina, si scontrano in una lotta per la sopravvivenza della rispettiva progenie.

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Aliens, la nostalgia per Ridley Scott / 29 Dicembre 2014 in Aliens – Scontro finale

A raccogliere l’eredità di Ridley Scott in questo sequel di Alien c’è James Cameroon. Una differenza in cabina di regia che si avverte sin dalle prime battute. Scordatevi l’angoscia dei cunicoli stretti della Nostromo e l’orrore dell’ignoto. Qui tutto è rimpiazzato da una massiccia dose di azione e da un leggero umorismo. Questa inversione non è propriamente un male, perché il film in generale è piacevole e si lascia seguire senza problemi. Ma è una pellicola che non va oltre questa sfera, ed è eccessivamente lontana dall’eleganza del suo predecessore.

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11 Luglio 2014 in Aliens – Scontro finale

Di solito i sequel non sono mai all’altezza degli originali, questo è la classica eccezione che conferma la regola.
James Cameron, ancora lontano anni luce dal successo(per me inspiegabile) di “Titanic” ma già noto al grande pubblico per “Terminator” dirige a otto anni di distanza il secondo capitolo di una saga che sembrava già conclusa da tempo.
Riprende con molto coraggio il capolavoro di Ridley Scott, ma il suo non è affatto un seguito, ma un modo di reinterpretare da capo l’intera vicenda…Scott terrorizzava lo spettatore con punte di vero terrore, Cameron invece usa i suoi amati effetti speciali e le sue amate lotte all’ultimo sangue che si concludono anche questa volta con il trionfo del bene sul male.
Tutto è completamente diverso, a partire dalla sceneggiatura, molto più interessante e dettagliata alla presenza di un gruppo eterogeno(il caporale coraggioso e allo stesso tempo umano, la donna androgina, il soldato simpatico, scherzoso e fifone) rispetto alla solitudine della protagonista nel primo capitolo, dalla presenza della bambina, elemento innocente e puro che si deve salvaguardare a costo della vita al robot non più cattivo ma alleato degli esseri umano.
Un seguito che definiremmo più umano, basato più sui sentimenti che sull’azione, ma non per questo meno interessante e coinvolgente del precedente.
La recitazione della Weaver è notevole, di gran lunga migliorata rispetto al primo capitolo, la colonna sonora ricercata e coinvolgente di Horner accompagna lo spettatore in un crescendo di tensione e di paura fino allo scontro finale(molto hollywoodiano devo dire, ma di grande effetto).
Mi è impossibile paragonare le due opere per la loro totale diversità, frutto di due menti totalmente in antitesi tra loro(il film di Scott è claustrofobico, questo di Cameron è tutta adrenalina e azione), ma posso senz’altro affermare che si tratta di uno dei pochi esempi di sequel riusciti che io ricordi.
Non amo James Cameron, lo trovo un regista parecchio sopravvalutato, ma ho apprezzato questo suo seguito così personale e ben congegnato, anche se non lo ritengo un capolavoro nel suo genere, quell’aggettivo, se mi è permesso, se lo merita solo il film di Scott.

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30 Aprile 2013 in Aliens – Scontro finale

Grande sequel che, per i miei gusti, è inferiore al primo film a causa della svolta action. Manca la fascinazione dello spazio profondo, l’incessante sensazione di claustrofobia ed abbandono, manca l’angoscia che un solo, mimetico e silenzioso nemico può scatenare. In ogni caso, rimangono due grandissimi film.