Er Monnezza, Nico Giraldi, il Gobbo, Tepepa, il Cinese: i tanti volti di Tomas Milian

Con la scomparsa di Tomas Milian, se ne va un altro pezzo di storia del cinema di genere italiano, trucido e popolare, ma a suo modo significativo. Ripercorriamo la carriera dell'eclettico attore cubano, italiano d'adozione, con le schede-film di Nientepopcorn.it e una photogallery.

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LA SCOMPARSA DI TOMAS MILIAN: UN CUBANO AL SERVIZIO DEL CINEMA DI GENERE ITALIANO

Addio a Tomas Milian: l’attore cubano, italiano di adozione, ma da tempo residente negli Stati Uniti, è scomparso nella tarda serata di martedì 22 marzo a Miami, in seguito a un ictus. Poche settimane fa, aveva compiuto 84 anni: recentemente, aveva espresso il desiderio di trasferirsi a Roma, città a cui era particolarmente legato e che l’aveva accolto con tutti gli onori nel 2014, in occasione della sua partecipazione alla Festa del Cinema e della consegna del premio Marc’Aurelio Acting Award.

Milian con il Marc’Aurelio Award, alla Festa del Cinema di Roma 2014

Nato a L’Avana il 3 marzo 1933, Tomás Quintín Rodríguez Milián aveva preso la cittadinanza italiana nel 1969, dopo aver iniziato proficuamente la carriera cinematografica nel nostro Paese, diretto da Mauro Bolognini (LA NOTTE BRAVA, 1959; IL BELL’ANTONIO, 1960), Francesco Maselli (I DELFINI, 1961; GLI INDIFFERENTI, 1964), Alberto Lattuada (L’IMPREVISTO, 1961), Luchino Visconti (BOCCACCIO ’70, 1962), Nanni Loy (UN GIORNO DA LEONI, 1961).
Con la sua aria da guascone ombroso, umorale e istintivo, Milian è stato uno dei volti più noti, caratteristici e ricorrenti del cinema di genere italiano degli anni Sessanta e Settanta.
Pur apprezzato come attore “impegnato”, la sua popolarità si è affermata e consolidata grazie agli spaghetti western di Sergio Sollima (FACCIA A FACCIA e LA RESA DEI CONTI, 1967; CORRI UOMO, CORRI, 1968), Giulio Petroni (TEPEPA, 1969, al fianco di Orson Welles) e Sergio Corbucci (VAMOS A MATAR, COMPAÑEROS, 1970; IL BIANCO, IL GIALLO, IL NERO, 1975), i poliziotteschi in cui, alternativamente, interpretava agenti dai modi spicci e molto poco ortodossi (SQUADRA VOLANTE, 1974), gangster senza scrupoli (MILANO ODIA…, 1974) e criminali di borgata, come lo psicotico Gobbo di ROMA A MANO ARMATA (1976) e il Cinese de IL CINICO, L’INFAME, IL VIOLENTO (1977).

  • Squadra antiscippo
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    LE MASCHERE DI MILIAN: NICO GIRALDI E ER TRUCIDO

    In quello stesso periodo, registi come Bruno Corbucci e Umberto Lenzi iniziarono una sorta di evoluzione del crime movie all’italiana, dando vita a un filone completamente originale che univa una versione edulcorata della violenza dei poliziotteschi alla commedia tradizionale, in cui abbondavano battute oltremodo colorite e sganassoni alla Bud Spencer: interpretati in maniera estremamente caratteristica da Milian (doppiato magistralmente da Ferruccio Amendola) debuttarono pressoché contemporaneamente i personaggi con cui l’attore è sempre stato ricordato con maggiore e affettuosa frequenza, il maresciallo (ed ex-ladro) Nico Giraldi, alias er Pirata (SQUADRA ANTISCIPPO, 1976), e del ladro Sergio Marazzi, meglio conosciuto come er Monnezza (IL TRUCIDO E LO SBIRRO, 1976), a cui Milian era particolarmente affezionato, tanto da definirlo il suo personaggio preferito.

LE GRANDI PRODUZIONI INTERNAZIONALI

Alternando cinema popolare e d’autore, tra la fine degli anni Settanta e fino alla metà del decennio successivo, Milian ha continuato a impersonare sia Giraldi (protagonista, in totale, di 11 film) che er Monnezza (4 pellicole), non disdegnando collaborazioni con Bernardo Bertolucci (LA LUNA, 1979), Claude Chabrol (PAZZI BORGHESI, 1976), Michelangelo Antonioni (IDENTIFICAZIONE DI UNA DONNA, 1982), Abel Ferrara (OLTRE OGNI RISCHIO, 1989).
A partire dagli anni Novanta, allontanatosi dall’Italia, Milian ha preso parte a grandi produzioni americane, lavorando sui set di Oliver Stone (JFK, 1991), Tony Scott (REVENGE, 1990), Steven Spielberg (AMISTAD, 1997), Steven Soderbergh (TRAFFIC, 2000), James Gray (THE YARDS, 2000). La sua ultima apparizione cinematografica risale al 2014, nella commedia “latina” FUGLY! di Alfredo De Villa.

Con la scomparsa di Tomas Milian, se ne va un altro pezzo di “cinema all’italiana”, estremamente popolare e decisamente poco raffinato nei contenuti, eppure a suo modo significativo, in grado di delineare un momento e uno spirito creativo preciso all’interno delle produzioni di genere nel nostro Paese.

[Nella foto principale: Tomas Milian in ROMA VIOLENTA]

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