Recensione su A Beautiful Day: You Were Never Really Here

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il voto sarebbe un 6.5 / 15 Maggio 2020 in A Beautiful Day: You Were Never Really Here

Discreto film drammatico, una sorta di Taxi Driver del 21° secolo.
Joe (Joaquin Phoenix premiato a Cannes per questa interpretazione) è un veterano di guerra disturbato sia per i traumi del conflitto che per abusi subiti da piccolo. Si prende cura dell’anziana madre e ammazza il tempo facendo il mercenario per incarichi pericolosi. L’ultimo di questi lo deve portare a liberare l’adolescente figlia di un politico, Nina,
trascinata nel giro della prostituzione minorile.
Inizio leggermente disturbante dove sembra quasi di entrare nella mente di Joe con qualche ricordo/flashback del padre e della guerra; Joe è quasi sull’orlo del suicidio dove solo l’occuparsi della madre sembra distoglierlo da quell’impulso.
L’incontro con Nina, un’altra anima persa, potrà essere l’occasione di una nuova vita; alcune scelte particolari come l’irruzione di Joe nel bordello dove è tenuta Nina, le inquadrature sono fatte attraverso le telecamere di sicurezza, quasi a prendere distanza dalla violenza di Joe (armato di martello) nei confronti delle persone che trova in quell’edificio.

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