La regola del silenzio - The company you keep

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La regola del silenzio - The company you keep

L'arresto di un'attivista che, durante gli anni della contestazione alla guerra del Vietnam, era riuscita a far perdere le proprie tracce per i successivi decenni suscita l'interesse di un giovane giornalista che, durante un'inchiesta, scopre il coinvolgimento di un noto avvocato su cui grava un'accusa di omicidio.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Company You Keep
Attori principali: Robert RedfordShia LaBeoufJulie ChristieSusan SarandonNick NolteChris Cooper, Terrence Howard, Stanley Tucci, Richard Jenkins, Anna Kendrick, Brendan Gleeson, Brit Marling, Sam Elliott, Stephen Root, Jackie Evancho, Keegan Connor Tracy, Lochlyn Munro
Regia: Robert Redford
Sceneggiatura/Autore: Lem Dobbs
Colonna sonora: Cliff Martinez
Fotografia: Adriano Goldman
Costumi: Karen L. Matthews
Produttore: Robert Redford, Bill Holderman, Nicolas Chartier
Produzione: Canada, Usa
Genere: Thriller
Durata: 121 minuti

Sufficienza al limite / 26 Agosto 2014 in La regola del silenzio - The company you keep

Parte bene ma col tempo diventa molto banale … per non parlare del finale …

Un nobile fallimento / 18 Luglio 2014 in La regola del silenzio - The company you keep

Un film freddo, quasi distaccato dagli eventi che narra. Colpa di una trama abbastanza prevedibile e con qualche buco logico (per esempio nelle azioni del poliziotto Osborne), che spreca ogni minima occasione di suspence, di approfondimento delle ragioni di una scelta politica e di sviluppo dei personaggi (in particolare del giovane giornalista). E colpa, tocca dirlo, anche di attori troppo anziani per quello che vorrebbe essere un film d’azione, e che oltretutto all’epoca degli avvenimenti degli anni ’70 avrebbero avuto a occhio ben più di 30 anni – troppi per i veri Weathermen.
Nonostante queste pecche il film non annoia, e Robert Redord si vede sempre volentieri.

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3 Gennaio 2014 in La regola del silenzio - The company you keep

Bah…lento e prevedibile.
Quanto si è invecchiato Robert Redford 🙁

Se Redford è senza fiato / 17 Maggio 2013 in La regola del silenzio - The company you keep

L’ultima opera di Robert Redford narra le vicende di un ex-attivista che, dopo gli Anni 70, ha trascorso gli ultimi trent’anni della sua vita da latitante e sotto falsa identità. A scoprirlo e a scatenare involontariamente una caccia all’uomo nei suoi confronti, è il giovane giornalista Ben Shepard, interpretato da Shia LaBoeuf.

Forte di un cast all star (Nick Nolte, Susan Sarandon, Stanley Tucci e chi più ne ha più ne metta) La regola del silenzio è un film dove Redford cerca di narrare la forza dell’impegno civile e le sue contraddizioni. Da un lato si appoggia a quel genere che si basa sulla caccia all’uomo e che, nell’immaginario comune, evoca soprattutto film come Il fuggitivo. Dall’altro, è un film che racconta di illusioni perdute o invecchiate male, inesorabilmente scollatesi dalla realtà.

Su nessuno di questi due fronti Redford è in grado di esprimersi come vorrebbe. Dovessimo indicare il personaggio che più rappresenta il film, la nostra scelta cadrebbe proprio sul giornalista Ben Shepard. È un personaggio attivo, che si impegna, che vuole scavare in quello che potrebbe essere lo scoop della sua vita.

Ma, come più volte gli viene rimproverato, in realtà non ha la minima idea di dove andare a parare.
Ecco, lo stesso si può dire de La regola del silenzio che, al contrario di Shepard, nemmeno alla fine riuscirà a scoprire il suo vero cuore narrativo, una spinta motrice abbastanza forte da sorreggere due ore di film.

La narrazione sembra rivolgersi soprattutto a coloro che quel periodo di contestazioni l’hanno vissuto e racconta il conflitto tra chi ha saputo lasciarsi il passato alle spalle e chi invece non è stato in grado di cambiare. Un conflitto che, però, lascia il tempo che trova. Troppo spesso, infatti, la fuga di Redford si impantana in dialoghi sorretti malamente da chiacchiere di anziani (in particolare Julie Christie) che sono in grado solo di rivangare le idee di un tempo ormai passato, senza avere alcuna influenza sul mondo presente.

La scelta di rifarsi ai canoni del film di genere sopra citati, inoltre, non aiuta Redford e lo sceneggiatore Lem Dobb, schiacciati dal corpus di cliché e meccanismi narrativi che i due non riescono a rielaborare.

In un film che, per certi versi, è anche la storia di alcuni anziani che non hanno capito di essere invecchiati, appare beffarda la sequenza che immortala il Redford attore fare jogging con disinvoltura.

Perché a fine corsa, purtroppo, è il Redford regista a ritrovarsi col fiato corto.

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22 Gennaio 2013 in La regola del silenzio - The company you keep

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Purtroppo non ho ben capito di che tipo di film si tratti, o meglio viene presentato come un giallo ma di giallo non si tratta. Un giovane giornalista indaga su vecchi contestatori terroristi che non nascondono segreti che possano minare la stabilità del governo ma solo una figlia adottata dai “buoni”.
come in altri casi non ho capito la necessità di queste confessioni tardive.
Fa poi uno strano effetto vedere Redford “eroe positivo” degli anni 70 interpretare in questo film un eroe negativo, sarebbe poi stato forse molto più interessante vedere Jane Fonda nel ruolo di Julie Christie .

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