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Recensione su Un gelido inverno

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un pugno nello stomaco / 28 maggio 2011 in Un gelido inverno

Questo è un film di rara intensità e con una grande potenza evocativa. Diretto e spietato, fatto di sguardi duri e poche parole, ripropone uno squarcio di un’America primitiva, rozza, povera e desolata, dove una ragazza è costretta a diventare grande prima del tempo e ad affrontare l’omertà, l’ipocrisia e la stupidità della gente per difendere la sua famiglia.
Jennifer Lawrence è magnifica nel ruolo di Ree, una ragazza caparbia e audace, che non si lascia andare e affronta una serie di individui che incarnano il male di vivere. Esistenze da recidere, inutili ed ignoranti.
Vedendo questo film (ed una scena in particolare) non so perchè ma ho pensato a Sara Scazzi, la ragazzina morta ad Avetrana, ed alla famiglia degli orrori che l’ha annientata. Ebbene, in questo film i parenti stretti della protagonista ed i suoi vicini appaiono così, come orchi usciti da un quadro di Goya. Tanto stupidi e bestiali da far ribrezzo.
E la disperazione ed i buoni sentimenti di Ree, il suo legame con i fratelli e con un padre che sembra colpevole e debole, in un quadro tanto tetro, sono luce pura.

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