Recensione su Philadelphia Experiment

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24 febbraio 2017

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Philadelphia Experiment era un discreto e onesto film degli anni ottanta, sul tema del viaggio nel tempo, con protagonista l’allora semi-divo Michael Parè (che fa una parte anche in questo film).
A scriverne la sceneggiatura fu inizialmente John Carpenter, poi sostituito (risulta comunque nei credits come produttore esecutivo).
Il film non era un capolavoro, ma aveva una dignità propria.
Questo film di Ziller è un remake televisivo che purtroppo non riesce a ricreare l’atmosfera (molto eightees) del film originale.
Effetti speciali che fanno rimpiangere quelli degli anni ottanta. Storia senza il phatos che poteva suscitare parlando di un uomo degli anni quaranta che si ritrova nel XXI secolo. Poi col progredire della visione, la trama diventa sempre più delirante. Una nave appare e scompare in varie parti del mondo (in mezzo a una pista d’atterraggio mentre passava un aereo, sopra un grattacielo, in una centrala nucleare…) e a varie altezze dal suolo (e perchè poi?), facendo sempre danni (statisticamente poteva ricomparire anche in mezzo a un deserto, ma vuoi mettere vedere una nave cadere sopra un grattacielo…). Mettiamoci poi i superpoteri che acquista a un certo punto il protagonista…
Tra gli interpreti anche Malcon McDowell, che da anni ormai non rifiuta nessun ruolo…

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