Recensione su The Hateful Eight

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Gli spettrali bassi di Morricone / 10 Febbraio 2016 in The Hateful Eight

Un buon giallo western tra quattro mura, inferiore a Django Unchained. Mi è sembrato che la vena dialogica di Tarantino sia leggermente invecchiata, ma forse semplicemente questa sua verve peculiare rende meglio nei serratissimi scambi di battute in gergo gangster metropolitano. Samuel Jackson qui non mi è sembrato affatto gigantesco come molti dicono (l’ho apprezzato molto di più nei panni del cattivissimo inossidabile “negro di casa” in Django), Jennifer Jason Leigh forse un po’ troppo ‘incatenata’ ma magnifica nella sua figura da strega ribelle. Bravi gli altri, ma il pezzo davvero forte in questo film è il Maestro; le musiche di Morricone sono un gioiello nero, con quei bassi vibranti e spettrali. Il main theme potrebbe portare alla memoria di qualcuno i suoni gravi de ‘La carrozza nera’ di Nicolosi, dalla soundrack de ‘La maschera del demonio’ di Mario Bava.
Finale senza estro, non basta la solita tavolozza di rosso sangue a completare un quadro.

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