Django

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Django

Il pistolero Django attraversa il deserto trascinando una bara: vuole vendetta, dopo che, accusato di un furto d'oro, gli è stata brutalmente uccisa la donna amata.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Django
Attori principali: Franco NeroJosé BódaloLoredana NusciakÁngel ÁlvarezEduardo FajardoGino Pernice, Giovanni Ivan Scratuglia, Luciano Rossi, Lucio De Santis
Regia: Sergio Corbucci
Sceneggiatura/Autore: Sergio Corbucci, Bruno Corbucci, Franco Rossetti, Piero Vivarelli, Fernando Di Leo, José Gutiérrez Maesso, Geoffrey Copleston
Colonna sonora: Luis Bacalov
Fotografia: Enzo Barboni
Costumi: Carlo Simi
Produttore: Manolo Bolognini, Sergio Corbucci
Produzione: Italia, Spagna
Genere: Azione, Western
Durata: 93 minuti

L’amore ai tempi degli spaghetti-western / 16 Giugno 2016 in Django

Il fascino di questo spaghetti-western ormai diventato cult sta nello stesso personaggio solitario interpretato da Franco Nero. Django è un eroe impavido che, a seguito della morte della moglie, vagabonda per le strade, trascinandosi l’unico ricordo che gli rimane della sua amata: la bara stessa. E’ una sorta di cavaliere notturno il cui unico obbiettivo è ritrovare e uccidere chi ha fatto del male alla sua cara defunta. Non è, in sostanza, una vendetta tipica di un film western, è quasi una vendetta da film noir … Ad eccezione del finale che si può tranquillamente riassumere come una vera carneficina tipica di questo genere italiano …

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12 Ottobre 2014 in Django

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Fango. Mai visto tanto fango come in questo film. Raramente trovi un’inquadratura dove non ci sia fango ovunque, incluse le scene degli interni… e i dialoghi più tamarri che abbia mai sentito. E una mitragliatrice nascosta in una cassa da morto. E le carneficine più spietate. Adoro questo film.

Il mio nome è Django, e finchè resterai con me nessuno ti farà del male! / 4 Gennaio 2014 in Django

I numerosi film di genere con titoli adattati per contenere la parola “Django” e cavalcare così la scia di successo scaturita da questa pellicola. I tributi da parte di registi stranieri, come il Django Unchained di Tarantino o il Sukiyaki Western Django di Takashi Miike. Ma soprattutto la consacrazione di Corbucci e l’affermazione di Franco Nero a livello internazionale.
Un uomo che trascina con sé una bara. Un lupo solitario, di aspetto belloccio ma con la faccia da duro, come richiede il genere, sicuro di sé ed abilissimo nell’uso delle pistole. Scaltro come una volpe se la situazione lo richiede.
Una sfilza di sequenze memorabili: la bellezza della scena iniziale, considerata l’emblema del film, accompagnata dal tema composto da Bacalov e Migliacci. La scena dell’orecchio. La sparatoria con gli uomini di Jackson. L’epicità dello scontro finale.
Davvero un’ottima pellicola.

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Un nome ed un film che non dimenticherete più: Django / 7 Settembre 2013 in Django

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

ATTENZIONE su indicazione dell’autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama ( non di Django ma del film “Il Grande Silenzio” quindi, se avete visto Silenzio, potete tranquillamente leggere quanto segue (che comunque non è nulla di imperdibile o essenziale…la recensione l’ho strutturata soprattutto in modo da sottolineare come mai ho dato un voto così alto al film, voto che, evidentemente, non tutti concorderanno).
É questo il vero capolavoro di Corbucci !
Nel 1966 Sergio Corbucci firma uno dei suoi film più riusciti ed uno dei migliori western mai realizzati.
Interpretato da quella che (secondo il trailer italiano originale) era una nuova leva del cinema italiano: Franco Nero.
E da un cast di attori eccezionali (?certo, certo?).
Secondo me questo lungometraggio di 93 minuti, è perfetto…a partire dalla primissima scena dove vediamo un uomo sconosciuto, che viene da lontano e si porta appresso una bara (Dio solo sa quale fottuta diavoleria nasconde lì dentro).
E, cammina, sguazzando nel fango.
Nel copione originale (oppure nell’idea primitiva di Sergio Corbucci, non saprei con assoluta certezza, quindi non aldilà di ogni ragionevole dubbio), doveva esserci un paesaggio innevato per tutto il film e, per la prima volta (anzi no…o meglio, non ne sono certo del tutto) in un film western non avremmo trovato il clima arido, afoso e quasi desertico.
Però, decisero di ambientarlo nel fango, nel vero senso della parole perché addirittura troviamo una scena in cui alcune prostitute si rotolano e combattono nel fango come maiale.
In questo film, troviamo un sacco di maiali, fra cui, il crudele razzista…quel sadico bastardo del maggiore Jackson che semina terrore…è un nordista reduce dalla guerra di secessione, interpretato da Eduardo Fajardo (che non ha una pagina di wikipedia ma io ricordo con precisione che apparve anche nel film “il mercenario” sempre di corbucci…è sicuramente lui…).
Nel film “Il grande silenzio”, invece, Sergio Corbucci sul serio ci mette la neve…è un regista che ha sempre fatto sul serio…anche nei dettagli.
Da molti Silenzio è considerato il capolavoro di Corbucci ma, per quanto mi riguarda, non mi ha mai entusiasmato più di tanto.
É probabilissimo che mi aspettassi un finale diverso da quel film.
Voi penserete che io sono poco aperto alle novità e che quindi non posso apprezzare finali come quelli de Il grande silenzio. Non credo che questo sia vero, ciononostante, quel finale non mi è piaciuto. Silenzio non doveva morire !
Forse, comunque, non saprei ribattervi con assoluta sincerità…comunque in quella pellicola qualcosa non mi ha aggradato (ce lo so, è colpa mia 🙁 ).
Invece Django è un personaggio magnifico, un mito.
Potrebbe essere il mio personaggio western preferito…hanno fatto tanti film carini col protagonista che si chiama Django (prequel…falsi prequel…sequel…omaggi e chi più ne ha più ne metta !) ma, questo di Corbucci, per me, non è superato da niente cioè, è il migliore.
Come ho già detto, è una pellicola unica…benché la trama sia assai semplice, sono i dettagli a renderlo così magnifico e formidabile (spero che magnifico non annulli o si sovrapponga a formidabile…spero che ne completi il senso e che suoni bene …non vorrei fare gaffe).
Django è un uomo misterioso, con un passato infelice e parecchio turbolento…è uno che ha fatto la guerra…è uno a cui hanno ucciso la moglie (ma non si chiama Massimo Decimo Meridio).
Poi c’è questa Maria che si è invaghita di lui…ma…ma questa è un’altra storia.
Django lo capisce troppo tardi, dopo che Maria gli afferra la mano mentre sta affogando nelle sabbie mobili e poi…vabbè non do spoiler.
É la mia prima recensione su richiesta…ma di norma non l’avrei fatta perché su questo film c’è ben poco da discutere, nel senso che è bellissimo e, a mio parere, non contestabile (offre comunque molti spunti di discussione).
É un capolavoro, piaccia o non piaccia…semplice ma allo stesso tempo denso di un grande significato…non so a quele link su Youtube lessi (non ricordo quale film) era capolavoro di grande espressività cinematografica.
Io penso che, effettivamente, Django sia un capolavoro di un’espressività cinematografica andata perduta.
É incredibile come una pellicola non troppo di lunga durata (nel senso che il film dura solo 93 minuti…e sono piuttosto pochi) sia divenuta icona del genere western.
All’estero poi questo film è molto più apprezzato che qui, si sa che noi popolo non sappiamo valorizzare le cose belle che abbiamo…comunque.
Moltissime scene e parti di quest’opera, sanno di epicità e questo è merito di Corbucci che ha realizzato uno spaghetti-western semplice ma, allo stesso tempo, grandioso he, appunto, è divenuto celebre in tutto il mondo. É un Cult.
Sergio Corbucci ha saputo unire una trama epica puntando molto sulla violenza ma anche sull’amore (che poi sono elementi incredibilmente vicini tra loro) ma l’ha saputo fare saggiamente e, in giusta misura.
É inutile che dico “Ho dato 10 a questo film perché…”.
Già solo l’inizio della frase risulta patetico e ridicolo. Infatti, Django è una di quelle opere che tendo a non recensire di norma e, ripeto, l’ho fatto solo perché è stata una richiesta.
Io spero solo di avere reso bene l’idea mia…anche se non so manco io quale sia di preciso. Credo che se un film si ama si ama…c’è poco da discutere.
Forse, ho cercato di farvi capire che questo è un film da vedere e allora dovevo dire semplicemente: guardatelo.
Io, ad ogni modo, vi lascio con la scena iniziale e poi quella finale. Se non avete mai visto il film, inutile dirvelo, non guardare i video perché le scene se vedute singolarmente e non all’interno dell’opera come unica visione…beh…non renderebbero bene e non emozionerebbero come, probabilmente, farebbero altrimenti.
Anche perché, è vero che è un’opera abbastanza semplice ma comunque è molto diversa da tante altre…
insomma, basti considerare che all’epoca era considerato il film più violento mai fatto…
ci sono scene come quelle del taglio dell’…dell’…vabbè…basta così !
É un film che di certo vi impressionerà e vi farà rimanere a bocca aperta, nonostante tutto. Ad alcune ragazze che non amano la violenza nei film…beh…potrebbe anche non piacergli…
però conosco certi a cui il film è piaciuto e certi altri che non hanno avuto nemmeno il coraggio di finire di vederlo. Strano, questione di punti di vista.

SPOILER !!!!!!

Memorabile! La canzone di Bacalov poi è bellissima.


Django possiede un revolver classico, eppure spara 7 colpi…
si dice che il settimo l’abbia sparato lo spirito di sua moglie morta (allora aveva una pistola? XD )

P.S. se siete interessati ai trailer originali (in inglese ed in italiano), li trovate nelle citazioni…
😉

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Uno spaghetti western al tavolo 4. / 17 Gennaio 2013 in Django

“Ford aveva John Wayne, Leone aveva Clint Eastwood, io ho Franco Nero.”
-Sergio Corbucci-

Molti di voi andranno a vedere Django Unchained stasera, alcuni hanno prenotato i biglietti nel 1998, altri hanno persino messo tra il loro nome e cognome il titolo del film, altri rimarranno a studiare o dormiranno aspettando la prossima settimana per gustarselo senza folla o bimbominchia. Intanto vorrei proporvi la pellicola che lo ha ispirato. Lo conoscete tutti, Django con Franco Nero. La pellicola è un ottimo spaghetti western, diretto da Corbucci (Sergio poiché c’è anche l’altro ovvero Bruno). Franco Nero indossa la parte di Django come un modello indossa un ca**o di gessato. E’ perfetto.
Occhi profondi come l’Oceano e del colore del mare, sguardo tenebroso e triste allo stesso tempo, portamento forte e pericoloso, il tutto condito di un sentimento fra l’ira ed odio.
Django deve vendicare la morte della moglie.
Ma chi è Django e che cosa nasconde il suo passato?
Django è un reduce di guerra e si trova nei pressi di un piccolo paese al confine tra Messico e Stati Uniti.
La legge dell’occhio per occhio è quella che regna ma Django è un abile pistolero, un micidiale soldato che non si fermerà ad uccidere soltanto con l’immancabile pistola. Userà anche una gatling (arma della foto).
In questa pellicola la violenza se la comanda, neanche al decimo minuto vengono fatti fuori una quarantina di individui. Infatti dopo aver salvato una donna da una poco nota setta finto-moralista, si troverà proprio a fronteggiarli.
Abbiiamo detto vendicare la moglie, ella infatti venne assassinata dal fanatico maggiore Jackson, comandante della setta ultra razzista. Il fatto è che uccidere Jackson non porterà la sua donna in vita, quindi perché no? Prendiamo sia la borsa (l’oro) che la vita (la sua morte). Ecco che stringe l’alleanza con Hugo Rodriguez, egli non è il trisnonno di Belen né quello di Robert, egli è un ambiguo generale messicano cui aveva salvato la vita nelle puntate precedenti. Naturalmente, ci saranno dei colpi di scena oltre al fatto che a Django spezzano le mani. Attenzione, questo non lo fermerà tanto da rendere unico e abbastanza misterioso il finale. Se la pistola può contenere sei colpi, il settimo colpo chi lo spara ?
Note del Don.
Uno dei western che il mondo ci invidia, dagli Usa al Giappone (da visualizzare la pellicola Sukiyaki Western Django-スキヤキ・ウエスタン ジャンゴ- di Miike in collaborazione con Tarantino).
DonMax

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