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Recensione su Il grande Gatsby

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Tutto il resto è noia. / 19 febbraio 2013 in Il grande Gatsby

Lento, noioso, senza costrutto.
Pensando alla filmografia di Sofia, credo che l’apologia della noia sia una tematica particolarmente cara alla famiglia Coppola: anche Francis Ford, qui sceneggiatore, articola il racconto esaltando l’apatia di fondo dei protagonisti, frivoli e languidi, con l’eccezione di Gatsby che, dal nulla, si è dato da fare e ha creato un impero. Nel nome di una donna, tra l’altro, che -a parer mio- ben poca adorazione merita, poiché -tra le varie cose- basa ogni sua considerazione sull’apparenza.
L’amore incondizionato di Gatsby per questa signora è perfino fastidioso: nella scena (quasi) conclusiva della piscina, il suo invocare “Daisy? Daisy?”, neppure fosse un quindicenne, è particolarmente irritante.
Luci e fotografia alla “Uccelli di rovo”, con scintillii di argenti, porcellane… denti! Costumi (femminili, in particolare) un po’ anonimi, sceneggiatura sbrindellata, attori un po’ indecisi e -ma va?- un po’ annoiati, Redford compreso, nonostante sfoderi sorrisi e occhiate penetranti da par suo.

3 commenti

  1. signormario / 19 febbraio 2013

    Mi trovo perfettamente d’accordo (tranne che per il riferimento a Sofia, che amo molto) 🙂

    • Stefania / 19 febbraio 2013

      Anche a me Sofia Coppola piace: tra l’altro, trovo che sappia parlare bene della noia 🙂 Non ho ancora visto Somewhere, ma mi pare di capire che, in questo senso, non si discosti molto dai suoi lavori precedenti.

      • signormario / 19 febbraio 2013

        Somewhere è, forse, il suo film più lento e con minore intreccio narrativo, è esilissimo, diluito, ma nonostante ciò (o,forse, proprio per questo) meravigliosamente poetico.

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