Recensione su Millennium - Uomini che odiano le donne

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14 Febbraio 2012

Non ho letto il libro, ieri ho scorso la versione Svedese: il film di Fincher è sicuramente superiore al secondo almeno per la scelta di mettere in primo piano la Salander e per come costruisce la storia, ossia le dona una pennellata di orrorifico e crea maggior suspance perchè in fondo si narra di una situazione disperata. Però con quell’inizio potente, anche da un punto di vista musicale, mi sarei aspettata un registro, come dire, più indimenticabile. Così non è in fondo. La scelta più bella è stata quella di rinchiudere tutto l’orrore dentro le case, fuori non si vede traccia di nulla, neppure nei ricordi, dentro si coltivano tutte le contraddizioni e le deviazioni che siano politiche, razziste, sessuali e quelle case sono normali, spesso piene di luce, a volte di un bianco abbagliante.
Anche i colori della Salander sono scelti ad hoc, lei è sempre in nero, vira tutto sul bianco, accessori compresi, per il pezzo in svizzera, alla fine i suoi gioielli sono contaminati da quel colore: che il nero sia disperazione, ma anche verità, che il bianco sia serenità, ma anche inganno, che l’insieme delle due cose sia la persona?
Mi è piaciuto il finale, in linea con la storia e i personaggi, mentre il cedimento sentimentale di Lisbeth lo avevo trovato un po’ fuorviante rispetto alla sua personalità.

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