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Recensione su The Boxer

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25 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Solido film di un irlandese sull’Irlanda. Un pugile ex dell’IRA esce di prigione dopo 14 anni che è stato dentro per esser stato zitto, e non vuole avere nulla a che fare. Fuori c’è praticamente lo stato di guerra tra gli inglesi e l’IRA, e quindi sono tutti cattolici e bigotti e rubizzi e pieni di birra. La sua ex-donna, che era figlia di un capo-IRA che vuole venire a patti, nel frattempo si è sposata e ha un figlio. Lui la rivuole, tihosempreamata!<3 mette su una palestra dove invita cattolici e inglesi, promuove la pace. Ovviamente nell’IRA ci sono ancora le teste di cazzo, quelle che non vogliono cedere nulla, tra cui l’antagonista del nostro, un tipo cattivissimo che se si fosse deciso di farlo fuori fin dall’inizio sai quante ce ne saremmo risparmiate. Ciò detto, il film è solido e ben piantato, come un film a sfondo pugilistico sa essere, con in più il partito storico dietro su cui innestarsi. Prigioniero in carcere, l’incredibilmente bravo Daniel Day-Lewis è prigioniero anche fuori, in quanto la società civile che lo circonda, NB come tutte le società cattoliche, è bigotta e ipocrita e falsa come una cacca, e per di più è in guerra, quindi puoi capire che bell’ambientino. La lotta personale del protagonista e della sua bella è protesa alla ricerca di una normalità che le condizioni esterne sembrano rendere impossibile, o per nulla normale, e per la quale vale la pena (o forse è lui che è troppo stupido, non so) ostinarsi. In questo caso, dopo un sacco di botte e spaventi, chi la dura la vince. E fanculo la guerra.

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