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Recensione su Babadook

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Qualcosa di diverso (ma non troppo) / 9 agosto 2015 in Babadook

La prima impressione che regala questo Babadook è quello di una pellicola dai due volti: da una parte infatti l’opera riesce a distinguersi dai numerosi prodotti del genere, con alcune sequenze che risultano davvero ben realizzate grazie a un mix efficace di regia, sonoro e montaggio. Ho apprezzato molto anche lo scarso ricorso alla tecnica del jumpscare (per cui non nutro un odio viscerale, ma la trovo spesso troppo abusata), e la scelta di puntare più sulla ricostruzione di un’atmosfera tesa e angosciante, con una particolare dedizione alla componente psicologica dei protagonisti.
A ciò si aggiunge anche la scelta di un finale oltremodo curioso, in quanto distaccato dai semplici schemi dettati dalla conclusione “lieta” o “tragica”.
Dall’altra parte della barricata però, pesano un po’ i vari cliché presenti (dalla porta cigolante che si apre da sola fino alle graduali comparse della creatura nelle sole ore notturne), che rendono forse lo svolgimento del film un po’ troppo lineare per la maggior parte della sua durata.
Nonostante ciò, Babadook ha sicuramente quel qualcosina in più rispetto a tanti suoi “colleghi” e, se siete alla ricerca di un horror leggermente diverso dalla solita minestra riscaldata, potreste anche valutare la possibilità di una visione.

4 commenti

  1. Stefania / 9 agosto 2015

    Credo che, nonostante i suoi pregi, Babadook sia, a parer mio a torto, una delle pellicole più elogiate degli ultimi mesi, nonostante non offra nulla di davvero caratterizzante e degno di nota se non alcuni dettagli (come quello del finale poco accomodante che hai sottolineato tu): non che non meriti apprezzamenti, vista la buona resa generale, ma non mi ha incantata più di tanto, nel complesso.
    Siamo davvero così scontenti del cinema horror contemporaneo, da “gridare al miracolo” davanti ad un film come questo che poco aggiunge al genere? Probabilmente, sì.

  2. Francesco / 9 agosto 2015

    @stefania Hai riassunto perfettamente il mio pensiero. Non l’ho trovato un brutto film, ma non mi ha nemmeno entusiasmato così tanto. Per quel che riguarda la tua domanda, io penso che innanzitutto sul cinema horror oggi si stia puntando sempre di meno e che ci siano davvero pochissime idee (ho letto un paio di giorni fa che è in lavorazione un altro reboot di Nightmare). Non mi ritengo proprio un patitissimo del genere, ma credo che questo e Unfriended (che non ho visto) siano gli unici due prodotti di questo tipo che ricordo chiaramente passati in sala negli ultimi mesi.
    Comunque, per quanto personalmente non mi faccia gridare al miracolo, chissà che questo Babadook non riesca a fare da apripista, quantomeno per spingere qualche regista talentuoso e appassionato a puntare di più sul genere horror.

  3. icarus / 9 agosto 2015

    Alla domanda di Stefania risponderei con un sonoro SI; è innegabile che il genere horror sia stato in un certo senso svuotato della propria dignità, il mercato cinematografico si ostina a confezionare prodotti adatti ad un pubblico preadolescenziale incapaci di offrire alcunissima chiave di lettura a spettatori più adulti. L’unica paura che tali sprechi di pellicola riescono efficacemente a suscitare è il fondato timore di annoiarsi a morte.
    Ed ecco che film ben realizzati ma tutt’altro che rivoluzionari come questo risplendono come piccole perle nel letamaio in cui sono costrette.
    Ma lo sapevate (tadàn) che la Kent ha tratto il film da un suo cortometraggio del 2005? Potrebbe valere la pena darci un’occhiata https://vimeo.com/39042148

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