2015
19 Recensioni su

Il caso Spotlight

/ 20157.5402 voti
Il caso Spotlight

Da una storia (purtroppo) vera….. / 30 Aprile 2017 in Il caso Spotlight

Questo è uno di quei film che non puoi giudicare “bello” o “brutto”, essendo tratto da una storia vera ahimè, ha tutto un altro giudizio.
Film del genere, di inchiesta, magistralmente diretti, con una storia nota e senza grandi colpi di scena, punta tutto sul trasmettere la verità, smascherare il falso e rivelare il vero.
E questo film ci riesce.
Grande cast, anche troppe star, ognuno nel suo piccolo (su tutti ho preferito Mark Ruffalo!) e quello che mi sconvolge è che, nonostante la Chiesa sia stata “colpevole” di queste accuse, le cose non sono cambiate.
Ambientato nel 2001, resta un film tuttora attuale: vergognoso.
E la gente va ancora in Chiesa………………………………

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. / 8 Aprile 2017 in Il caso Spotlight

Probabilmente uno dei migliori film dell’anno: chiaro e diretto, Spotlight punta a indignare lo spettatore attraverso la storia di una delle inchieste più oscure della storia della Chiesa moderna. La scrittura è impeccabile, tocca i tasti giusti al momento giusto e non esagera mai con il sentimentalismo o la parzialità. Un cast d’insieme da applausi, su tutti un immenso Mark Ruffalo, che si conferma un attore eccellente: la sua interpretazione meriterebbe davvero l’oscar a cui è nominata.

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Il voto sarebbe un 7.5 / 25 Febbraio 2017 in Il caso Spotlight

Tratto da una storia vera, un bellissimo film che rispolvera i fasti dei migliori film sulle indagini giornalistiche.
Spotlight è un team che si occupa di inchieste all’interno del Boston Globe; il nuovo direttore del giornale, Marty Baron (Liev Schreiber), dà loro il compito di approfondire un caso di abusi sessuali da parte di un prete e l’eventuale coinvolgimento del Cardinale Francis Law (Len Cariou) per coprirne le tracce.
La squadra, costituita da Michael Razendes (Mark Ruffalo), Robby (Michael Keaton), Sacha (Rachel McAdams) e Matt (Brian d’Arcy James), indagherà scoprendo molti più abusi insabbiati dall’autorità ecclesiastica. Le indagini non saranno facili tra reticenze delle vittime e le mani lunghe della Chiesa che cercano di coprire lo scandalo.
Bel film intenso, drammatico e dal ritmo sempre vivo con un argomento che suscita sdegno e interesse.
Splendido cast, oltre ai nomi già citati troviamo anche John Slattery (Ben), Stanley Tucci è l’avvocato che dà una mano al team (Garabedian).

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Lavoro perfetto / 22 Febbraio 2017 in Il caso Spotlight

Un bellissimo e tremendamente vero film che si è giustamente preso l’Oscar nel 2016 (miglior film e miglior sceneggiatura). E’ la storia nuda e cruda dell’indagine iniziata dalla redazione della squadra “Spotlight” del quotidiano Boston Globe. Con l’arrivo di un nuovo direttore, la squadra si occupa di un caso di pedofilia legato ad un prete locale. Quello che scopriranno, in un crescendo perfetto di dramma misto a storia vera, sarà tremendo: più di 70 preti nella sola zona di Boston sono stati coinvolti in molestie ai minori. La cosa che rende più tremendo il tutto è il clima di paura e vergogna che regnano tra le persone che hanno subito abusi, l’omertà da parte di chiunque si trovi in alto, la chiesa cattolica che insabbia senza grossi problemi questi casi, visto che nessuno fino a quel momento, nel 2001, aveva fatto un’inchiesta così decisa. Inchiesta che servirà, perché con quell’articolo, tante persone si faranno coraggio e testimonieranno contro i crimini della chiesa, da ogni parte del mondo. Un film veramente perfetto come ho scritto nel titolo, perché si prende una storia vera, recente e soprattutto, di vitale importanza e si sbatte senza tanti fronzoli davanti agli occhi di tutti, come sempre dovrebbe essere in questi casi. Non solo, il film a me è risultato tutt’altro che freddo (come ho sentito dire un po’ in giro), anzi, pur raccontando dei fatti in modo diretto, per me ogni personaggio trasmette molto ed è di vitale importanza nel coinvolgere ed interessare ulteriormente nella storia. Oltre quindi ad un’ottima regia e sceneggiatura, abbiamo appunto anche degli attori ottimi a sostenere il tutto (Michael Keaton, Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Liev Schrieber, John Slattery, Stanley Tucci). Un film che ha meritato secondo me l’Oscar, ma che meriterebbe anche di più visto l’argomento delicato che tratta. Non sono infatti tanti ad aver avuto il coraggio di sfidare un’entità come la chiesa cattolica. E’ anche grazie a queste persone se oggi le cose stanno per fortuna un minimo cambiando (anche se purtroppo siamo sempre lontani dall’obiettivo, secondo me). 10 pieno.

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Ti inchioda dal’inizio alla fine / 25 Ottobre 2016 in Il caso Spotlight

Attori super, storia che ovviamente affascina già di suo

un / 28 Agosto 2016 in Il caso Spotlight

buon film inchiesta fedele al genere

Il coraggio del soggetto oggettivo / 17 Agosto 2016 in Il caso Spotlight

Ottimo film d’inchiesta con un grande cast, preciso nei tempi ma assolutamente mai pedante. La storia è ricostruita con un occhio all’11 settembre, fatto che taglia ovviamente come un laser il corso delle indagini senza però stravolgerle; trovo interessante come l’evento culmine del XXI secolo americano venga qui posto in secondo piano, senza appesantire la trama con prevedibili tributi d’obbligo ma che anzi si configuri quasi come un mero ostacolo all’emersione dello scandalo. Si avverte in Tom McCarthy (meritato Oscar alla sceneggiatura) una certa acredine nei confronti della chiesa cattolica, ma rimane sullo sfondo senza mai inficiare il suo ottimo lavoro, togliendosi solo il sasso dalla scarpa coi titoli di coda; la grandezza di questo film è stata quella di concentrare tutto sui retroscena tra la redazione, le interviste e il tribunale, tenendo al collare ogni impeto di partecipazione al dramma che avrebbe fatto collassare il film.
Se un regista è in grado di tenere la barra a dritta tra i marosi dell’ 11 settembre e lo scandalo dei preti pedofili, non posso che levare il cappello davanti a questa coraggiosa acrobazia del “soggetto oggettivo”.
Ultima parola sul cast, davvero azzeccato: il migliore secondo me è Mark Ruffalo, in un ruolo a lui totalmente congeniale; grande bis per il redivivo Michael Keaton dopo Birdman; ottimi Liev Schreiber (nonostante io continui a non apprezzare il suo Ray Donovan della serie Netflix) e Rachel McAdams.

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Bocciatura completa / 25 Luglio 2016 in Il caso Spotlight

Ennesimo film inchiesta che soffre dei soliti problemi del genere. Regia anonima, sceneggiatura verbosa e didascalica e attori di un certo calibro usati per cercare di dare un ampio respiro alla pellicola.
Ciò che ne viene fuori è un film che vorrebbe scandalizzare ma non lo fa perché tratta temi importanti come la pedofilia nella Chiesa ma il continuo spiegare, spiegare e spiegare non fa che rovinare e far passare addirittura in secondo piano la vicenda principale.
Bocciato, assolutamente.

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Ricostruzione realistica – forse troppo / 21 Luglio 2016 in Il caso Spotlight

Ricostruzione realistica di una storica inchiesta del Boston Globe, che sceglie volutamente di rimanere ancorata agli aspetti anche banali del lavoro giornalistico, rifiutando la trasfigurazione eroica dei protagonisti così comune nel cinema. In questo modo però il film perde di drammaticità: la vicenda scorre su binari che si percepiscono lineari, senza colpi di scena e senza una vera catarsi finale, che l’argomento così tragico avrebbe dovuto comportare; l’attenzione dello spettatore fatica a rimanere desta per tutta la durata (non esigua). Non si può invocare la fedeltà alla realtà dei fatti, credo, dato che comunque il film si discosta inevitabilmente qua e là dalla storia vera.
Questi difetti sono comunque compensati in gran parte dalle interpretazioni superbe di un cast eccezionale, primi fra tutti Michael Keaton e Stanley Tucci. Mark Ruffalo mi è parso inizialmente troppo manieristico, ma ho scoperto poi che stava dando un ritratto estremamente fedele del suo modello, il giornalista Mike Rezendes.

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Un film “reale”. / 13 Giugno 2016 in Il caso Spotlight

Qui oltre che di film si parla di attualità. Di un sistema marcio coperto con petali di rosa. Il fatto che tutti si girino dall’altra parte, che le vittime debbano pensare di aver sbagliato, quasi di esserselo meritato. Questo film ha espresso un tema che è ancora attuale e ha molte verità che ancora oggi vengono seppellite. Un 10 per tutto questo, per le persone che hanno contribuito a far uscire tutto questo marciume, per gli attori, per ogni cosa, e soprattutto per la speranza che esistano persone ancora così combattive da andare contro ad un sistema che violenta e uccide milioni di persone.

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L’omertà della chiesa / 29 Marzo 2016 in Il caso Spotlight

Il Boston Globe nel 2001 decide, dietro la spinta del suo nuovo direttore, di denunciare la Chiesa Cattolica. Un passo incredibilmente forte e potente ma la base di questa denuncia sono gli abusi sessuali di un sacerdote di Boston che dopo esser stato scoperto non ha subito nessuna condanna e la chiesa ha insabbiato ogni prova.
Un film molto interessante ed importante soprattutto per il taglio con cui è stato girato. Neanche una immagine di un prete in flagranza di reato. Non un minore intervistato. Tutto viene visto dal lato giornalistico. Ma non meno interessante. Anzi molto più valido perché si entra nel merito dell’indagine e non nello scandalo tipo GRANDE FRATELLO.
Un cast importante con un Michael Keaton che dopo BIRDMAN conferma il suo momento magico.
Riguardo l’argomento purtroppo lo schifo della chiesa è conclamato e questa non è altro che l’ennesima conferma di quel mondo.
Da vedere.
Ad maiora!

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L’importanza della divulgazione / 11 Marzo 2016 in Il caso Spotlight

Nell’emergere di uno scandalo la memoria ha la stessa importanza della denuncia, nella testimonianza chiara per far arrivare il messaggio anche a quanti coloro non conoscano i fatti. Io ero tra questi, ed è stato prezioso venirne a conoscenza tramite questo dettaglio e cura della narrazione. “Il caso Spotlight” è un film di denuncia della denuncia, che preziosamente la fa rivivere come documento e deposizione di un problema sistemico: la chiesa e il suo potere. L’oscar al miglior film è in questo caso un valore aggiunto verso la divulgazione, compito intrinseco del film.

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La Consapevolezza di Non Poter far di Più / 6 Marzo 2016 in Il caso Spotlight

Abbagliante film d’inchiesta, McCarthy danza con coraggio sulle spine dell’argomento, senza facili moralismi o retorica benpensante, “Spotlight” è freddo, pungente, è audace seppur mai sin in fondo e con qualche sbavatura narrativa a cui però si chiude volentieri un occhio, ma solo a questo.

Trionfante! In tutto! / 3 Marzo 2016 in Il caso Spotlight

Questa è una pellicola che vince su tutto. è elegante, professionale e con uno stile di scrittura tanto classico quanto assurdamente perfetto! Giusto in tutto e per tutto, si può anche definire un film con un’esagerata quantità di coraggio, storie per il quale l’Academy ci marcia e ci fa apprezzare, un genere che tutti gradiamo poichè reale e del tutto significativo per la società odierna e priva di nozioni e fatti che se non si collegassero con il grande schermo non si potrebbe neanche evidenziare l’esistenza. Tom McCarthy si presenta alla facciata Hollywoodiana con innumerevoli applausi, per aver creato un’opera grandiosa e per essersi regalato la sua opera prima. Il regista assembla un cast portentoso che, come un vero team, lavora bene e accende quel motore che tutti gli spettatori attendono in ogni pellicola. Da Michael Keaton a Mark Ruffalo, passando per Rachel McAdams e Liev Schreiber e concludendo con John Slattery e Stanley Tucci. Il Caso Spotlight è il film dell’anno, i riconoscimenti parlano chiaro: Oscar al miglior film ed alla migliore sceneggiatura originale. Trama sofisticata, il quale ti fa sentire preso in giro da persone che non sono poi cosi tanto migliori di te stesso; viviamo in mezzo all’orrore, di cui non ne sappiamo nulla e di cui la chiesa ne è protagonista. Complimento generale e aspetto più film su inchieste giornalistiche e argomenti simili, insomma film coraggiosi!

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. / 28 Febbraio 2016 in Il caso Spotlight

Film molto asciutto e professionale, sicuramente ben fatto, e che tratta un tema di peso dandogli lo spazio che merita; la verità e il è processo di scoperta di tale verità sono i protagonisti della storia, tutta tesa a mostrare il lavoro giornalistico che porterà alla luce i disgustosi abusi dei preti cattolici. Sebbene sia un film di certo importante e necessario trovo che manchi delle qualità coinvolgenti tipiche del Cinema, preferendo un racconto molto molto lineare, senza sussulti, che può sfociare nella fredda cronaca del lavoro di un gruppo di giornalisti. Qualche scena ha la giusta carica emotiva (tipo la nonna di Sasha che legge l’articolo) ma poi molte altre sono così lisce e composte che sembra non smuovino nulla. Non avrei voluto di certo un drammone dai toni eccessivi, sia chiaro, ma un pizzico di vitalità in più lo avrei molto apprezzato.

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Bello, non di più / 27 Febbraio 2016 in Il caso Spotlight

Film bello ma non eccezionale.

Storia importante e raccontata con un buon ritmo; buona regia, buoni attori.
Nel complesso è tutto ben fatto ma non particolarmente originale, sa di già visto.

Al di là della storia vera e sconvolgente, mi è rimasta impressa soprattutto la riflessione su tutti i potenziali scoop mancati, i tanti scandali che ci passano sotto il naso lasciando piccole tracce che spesso non vogliamo cogliere.
Finché qualcuno non si prende la briga di mettere insieme le tracce e ricomporre il disegno completo.

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Sconvolgente. / 23 Febbraio 2016 in Il caso Spotlight

Un film d’inchiesta che ha portato alla luce gli abusi perpetrati per anni dai preti con la connivenza da parte degli alti prelati e non solo. Un caso di cronaca sconvolgente che ha cambiato per sempre la storia della Chiesa. Un bellissimo film con un grande cast. Da vedere sicuramente.

E… no. / 19 Febbraio 2016 in Il caso Spotlight

Avevo aspettative esagerate per questo film, tra candidature all’Oscar e cast impressionante. Tutte deluse. Credevo di avere a che fare con suspense, adrenalina, dramma, e invece non ho provato nulla per due ore. Belle le inquadrature e la sceneggiatura, ma per il resto – almeno per me – è un fiasco.

7 stelle e mezzo / 18 Febbraio 2016 in Il caso Spotlight

Il caso Spotlight è un film che sfiora l’eccellenza ma per qualche ragione non riesce a raggiungerla.
La trama si sviluppa attraverso una storia potente, importante, che in qualche modo si scrive da sola. Racconta di come la rubrica del Boston Globe, appunto Spotlight, abbia innescato la denuncia contro una faccenda molto delicata da trattare: la piaga della pedofilia nella chiesa. Infatti il nuovo redattore giunto al Boston Globe insiste perché Spotlight indaghi su un prete sotto inchiesta per pedofilia, che a quanto pare era stato protetto dalla diocesi e dallo stesso vescovo da anni. I giornalisti che lavorano per Spotlight sono tutti nati e cresciuti a Boston, e tutti provenienti dal mondo cattolico, tutti circondati da un mondo cattolico che poteva benissimo nuocere anche a loro, pur di proteggere la propria aura di santità.
Da questo punto in poi la trama si sviluppa tutta attraverso le varie scoperte a cui porta la ricerca dei giornalisti. E il film regge per tutta la sua durata un buon ritmo. La grande quantità di fatti e aneddoti che deve raccontare gli permette di crescere e rinnovarsi continuamente, senza mai annoiare. E, nonostante le tematiche trattate, riesce a dare il giusto peso alle cose, senza essere né superficiale né troppo angosciante.
Eppure non so perché mi aspettavo qualcosa di più profondo. Avrei preferito un maggior simbolismo, specie per una storia che si evolve grazie alla riscoperta di cose non dette. Mi sembra che il regista, dopo aver osato così tanto con una sceneggiatura brillante e ricca di spunti, si sia concentrato principalmente sulla parte dell’inchiesta giornalistica, criticando così l’insabbiamento dei fatti da parte della Chiesa. Tralasciando in parte questioni più delicate e psicologiche, accennate ma poco approfondite, forse per paura di sprofondare nel dramma angosciante.
A parte questo il film è molto bello, e dai fini divulgativi proprio come la rubrica dalla quale prende in prestito il titolo. Non capisco la necessità del distributore italiano di chiamarlo “caso Spotlight”, anche se è molto più sopportabile di altre traduzioni.

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