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Recensione su Salto Nel Buio

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1 febbraio 2017

Il regista Joe Dante realizza nel 1987, con Steven Spielberg come produttore, una commedia brillante che utilizza lo stesso spunto del film “Viaggio allucinante” (Fantastic Voyage, Richard Fleischer, 1966), ma, appunto, in chiave meno drammatica. Ne viene fuori un film divertente, dal ritmo sostenuto e dalle battute indovinate.
Oltre all’aspetto umoristico della vicenda, particolare importanza hanno avuto, per la riuscita del film, gli effetti speciali dell’immancabile ILM, premiati nel 1988 con il premio Oscar.
In effetti, la visualizzazione dell’interno del corpo umano appare abbastanza riuscita, soprattutto se paragonata a quella del film di Fleischer, molto spettacolare per l’epoca, ma poco realistica e molto stilizzata.
Per documentarsi e rendere al massimo il realismo e la spettacolarità degli ambienti, i tecnici si affidarono a esperti di medicina, a documentari scientifici e, soprattutto, a fotografie dell’interno del corpo umano effettuate con strumenti a fibre ottiche. Per non rendere le scene troppo disgustose per il pubblico, si trattava pur sempre di una commedia, fu comunque deciso di non calcare troppo la mano, rendendo le parti del corpo rappresentate meno viscide e vischiose.
Nel cast anche la reginetta delle commedie anni ottanta, Meg Ryan, e l’indimenticato interprete de “L’invasione degli ultracorpi”, Kevin McCarty, nei panni di uno scienziato malvagio.

1 commento

  1. Stefania / 1 febbraio 2017

    Ho visto questo film diverse volte, da ragazzina, e ricordo che mi piaceva un sacco, ma è da una vita che non mi capita di incrociarlo: chissà se, anche ai miei occhi, potrebbe superare la prova del tempo 🙂

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