2015

Room

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Room
Room

Il piccolo Jack vive insieme alla sua mamma Joy in una stanza di pochi metri quadrati, dalla quale non è mai uscito. Non ha cognizione del mondo esterno, che lui chiama genericamente Spazio. Un giorno, però, sua madre decide che è arrivato il momento di lasciare la Stanza e, con l'aiuto di Jack, escogita un piano che consenta loro di andarsene.
Lily_Chan ha scritto questa trama

Titolo Originale: Room
Attori principali: Brie LarsonJacob TremblayJoan AllenWilliam H. MacySean BridgersTom McCamus, Amanda Brugel, Joe Pingue, Cas Anvar, Wendy Crewson, Kate Drummond, Randal Edwards, Jack Fulton, Justin Mader, Zarrin Darnell-Martin, Jee-Yun Lee, Ola Sturik, Rodrigo Fernandez- Stoll, Rory O'Shea, Matt Gordon, Sandy McMaster, Chantelle Chung, Brad Wietersen, Derek Herd, Megan Park, Graeme Potts, Katelyn Wells
Regia: Lenny Abrahamson
Sceneggiatura/Autore: Emma Donoghue
Colonna sonora: Stephen Rennicks
Fotografia: Danny Cohen
Costumi: Lea Carlson
Produttore: Ed Guiney, David Gross, Andrew Lowe, Emma Donoghue, Jesse Shapira, Jeff Arkuss, Tessa Ross, Rose Garnett, David Kosse
Produzione: Irlanda, Canada
Genere: Drammatico
Durata: 117 minuti

Stanza, letto, armadio, specchio / 25 Ottobre 2018 in Room

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Buon film intenso e drammatico.
Il piccolo Jack vive con la madre Joy (l’ottima Brie Larson che ha vinto l’oscar meritatamente per questa pellicola) in una stanza; non conosce nulla del mondo esterno. Pian piano si viene a sapere che Joy è stata rapita 7 anni da un uomo sconosciuto (chiamato Old Nick) che da allora la tiene segregata e la abusa continuamente.
Il film si può dividere in due parti; la prima si svolge all’interno della stanza dove Joy cerca di far vivere al bambino una vita “normale” con le limitazioni del caso. Quando Jack compie 5 anni, Joy si rende conto che non possono continuare a vivere così e insieme cercano di escogitare un piano di fuga. La seconda, a fuga riuscita, vede il lento e faticoso riadattamento al mondo esterno da parte di Joy, la cui esperienza l’ha però segnata negativamente. Allora lo scopo è quello di far crescere Jack che inizialmente ha molte più difficoltà ad abituarsi al Mondo (fuori dalla stanza).
Molte scene dure e dolorose, sia all’interno della stanza che fuori: la forza di Joy all’interno, che riesce a far sembrare a Jack la stanza enorme (basta vedere la reazione poi di Jack quando la rivede fuori dal contesto). Le difficoltà di riadattarsi al mondo esterno con i cambiamenti famigliari degli ultimi 7 anni, i soliti giornalisti invadenti e senza scrupoli (dure le domande che rivolgono nell’intervista a Joy).
Nel resto del cast, minimale soprattutto nella prima parte, da citare Joan Allen e William H. Macy nei panni dei genitori di Joy.

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la descrizione di un abuso e di una rinascita / 7 Marzo 2018 in Room

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Room è stato claustrofobico ma nemmeno troppo. Infatti solo una parte è ambientata all’interno della stanza. In particolare non è tanto la vicenda del rapimento a essere il fulcro di tutto ma i due protagonisti e il loro rapportarsi al luogo in cui vivono e successivamente a quello post fuga. Inizialmente abbiamo una madre che fa di tutto per proteggere il figlio dalla situazione in cui si trovano. Non sa se è giusto mentirgli ma lo fa per fargli vivere quei primi anni in armonia. Purtroppo il bambino crede che la stanza sia il mondo. E quando si presenta un’occasione di fuga è molto difficile fargli credere che in realtà non è come è sempre stato. La protagonista è una ragazza madre, rapita, per anni a subire abusi sessuali (che l’hanno portata a far nascere il pargolo in questione). Quando finalmente si ritrova nel mondo reale ha perso razionalità, è sconvolta e non riesce a sentirsi a casa, al sicuro o tranquilla. E’ una situazione mentale agghiacciante, difficile immedesimarsi in lei. Per il piccolo è difficile inizialmente ma poi man a mano che va avanti nei giorni diventa tutto più normale. La sua vera vita è appena cominciata e ha pure scoperto di avere un intero mondo da vedere. Lei di vita ne ha perso una buona parte. Reclusione e violenza è tutto quello che ha conosciuto, per cui giustifico le sue azioni fuori dalla stanza. Quello che fatico a capire sono le persone che le stanno intorno. Cercano di aiutarla senza rendersi conto di peggiorare solo le cose. In conclusione Room è un film intenso ed emotivamente difficile ma al tempo stesso bellissimo e struggente.

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Riuscito a metà / 6 Marzo 2018 in Room

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mi è sembrato un film riuscito a metà.
La prima parte, in cui viene raccontata l’assurda quotidianità dei protagonisti, è disturbante, piena di tensione, dolore e, per assurdo, originalità, ben espressa dalle mille invenzioni di Joy (molto brava Brie Larson).

Con il renserimento della ragazza e del bambino nella società, tutto si disfa. Le implicazioni sociologiche e psicologiche del racconto vanno ramenghe: il ragazzino si trasforma in un fantoccino senziente e la madre è solo (la) preda di una pur comprensibile depressione. A livello di scrittura, sono diventati pallidi ricordi dei personaggi ben caratterizzati della prima parte della narrazione e intorno a loro si muovono figure solo sbozzate.

Azzeccatissimo il piccolo attore, Jacob Tremblay, mai stucchevole.

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Il mondo fuori dall’abbaino / 20 Ottobre 2016 in Room

Film doloroso, a tratti insostenibile, con le eccellenti interpretazioni di Brie Larson e del piccolo Jacob Tremblay. Sarebbe stato ovvio puntare sul senso di claustrofobia di una piccola stanza segreta, invece essa è nel film di Abrahamson la proiezione della libertà attraverso gli occhi di un bambino, un nido dal quale urlare agli alieni e fare un po’ di capricci, fare il bagno con mamma, cucinare e giocare. Intenso, con momenti di tensione e pause rassicuranti, un film che non si può scordare.

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Grande per due terzi / 6 Luglio 2016 in Room

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Grande film, ma solo per due terzi della durata. La prigionia di Joy e Jack – un tema non facile – viene raccontata con tatto, senza indulgere in morbosità, e con una sorta di levità. La fuga, con Jack che per la prima volta vede il cielo senza ostacoli, è un grande momento di cinema; la liberazione della madre (grazie a un’intelligente poliziotta) è sinceramente commovente.
Ma a questo punto il film si pianta. Invece di mostrare la scoperta del mondo da parte di Jack, come ci si attenderebbe, sceglie di indugiare sulla depressione di Joy. La vicenda di fatto si blocca, e risulta persino più claustrofobica della prima parte. Una scelta non molto comprensibile.
Ottimi gli interpreti, con Jacob Tremblay che – grazie anche alla regia – evita in gran parte la petulanza che gli interpreti bambini sembrano destinati a mostrare in simili ruoli.

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