Recensione su Room

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la descrizione di un abuso e di una rinascita / 7 Marzo 2018 in Room

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Room è stato claustrofobico ma nemmeno troppo. Infatti solo una parte è ambientata all’interno della stanza. In particolare non è tanto la vicenda del rapimento a essere il fulcro di tutto ma i due protagonisti e il loro rapportarsi al luogo in cui vivono e successivamente a quello post fuga. Inizialmente abbiamo una madre che fa di tutto per proteggere il figlio dalla situazione in cui si trovano. Non sa se è giusto mentirgli ma lo fa per fargli vivere quei primi anni in armonia. Purtroppo il bambino crede che la stanza sia il mondo. E quando si presenta un’occasione di fuga è molto difficile fargli credere che in realtà non è come è sempre stato. La protagonista è una ragazza madre, rapita, per anni a subire abusi sessuali (che l’hanno portata a far nascere il pargolo in questione). Quando finalmente si ritrova nel mondo reale ha perso razionalità, è sconvolta e non riesce a sentirsi a casa, al sicuro o tranquilla. E’ una situazione mentale agghiacciante, difficile immedesimarsi in lei. Per il piccolo è difficile inizialmente ma poi man a mano che va avanti nei giorni diventa tutto più normale. La sua vera vita è appena cominciata e ha pure scoperto di avere un intero mondo da vedere. Lei di vita ne ha perso una buona parte. Reclusione e violenza è tutto quello che ha conosciuto, per cui giustifico le sue azioni fuori dalla stanza. Quello che fatico a capire sono le persone che le stanno intorno. Cercano di aiutarla senza rendersi conto di peggiorare solo le cose. In conclusione Room è un film intenso ed emotivamente difficile ma al tempo stesso bellissimo e struggente.

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