Recensione su Il potere dei soldi

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Un gran cast non vuol dire gran film, anzi. / 24 Settembre 2017 in Il potere dei soldi

Un giovane ed ambizioso progettista informatico (Liam Hemsworth) viene licenziato, con il suo gruppo di lavoro, dall’azienda per la quale lavora. Decide così di darsi alla pazza gioia con la carta dell’azienda spendendo quasi 20.000 dollari in un locale alla moda. Incavolato nero il suo capo, Wyatt (Gary Oldman) gli fa una classica proposta che non si può rifiutare: finire in galera o lavorare sotto copertura per lui infiltrandosi per cercare di rubare un prototipo, nell’ambito delle telecomunicazioni social/cellulari del suo acerrimo rivale, Goddard (Harrison Ford rasato a zero, forse non si voleva far riconoscere). Neanche a dirlo, il protagonista si trova in mezzo alla classica situazione di non potersi fidare di nessuno, di trovarsi braccato da entrambe le parti, finchè non avrà un idea per cercare di risolvere la situazione. Nel mezzo pure una love story perché quella ci deve sempre essere. Poco altro da dire, un filmetto di spionaggio industriale con cliché visti e rivisti che nemmeno un cast con gli attori di cui sopra, ai quali si aggiungono anche Amber Heard, Lucas Till e persino Richard Dreyfuss riescono a rendere interessante. La noia e la prevedibilità, oltre che una regia piuttosto scarsa, la fanno da padrona. Da evitare.

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