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Recensione su Noi siamo infinito

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di infinito giusto il piattume / 24 febbraio 2013 in Noi siamo infinito

Paturnie adolescenziali reiterate ad libitum in salsa americana.
Sarà che i telefilm made in usa hanno subdolamente colonizzato l’immaginario di intere generazioni (io mi sorbivo tutta contenta anche “seventh heaven”, per dire), fatto sta che ho sviluppato un senso di urticante repulsione per tutto ciò che possa concernere balli scolastici e limousine, party, corridoi e armadietti – le HIGH SCHOOL, che siano maledette. Ebbene “Wallflower” ripropone questi e un’altra infinita serie di stereotipi per narrare le gesta di un gruppo di giovani studenti di belle speranze che si sbrodolano in vicendevoli consigli-perle di comprovata saggezza per cercare di capire come affrontare le loro faccende private così da poter diventare finalmente grandi.
Mi sarei aspettata uno sguardo un po’ indagatore, o un po’ indiscreto, o un po’ peculiare, qualsiasi cosa purché esulasse dal banale “siamo adolescenti: la vita è una me**a però è meravigliosa”, ma sono rimasta delusa, ahimè.
La delusione si è tramutata poi in agonia a causa della perpetua presenza sullo schermo dello sguardo monoespressivo del protagonista sono-un-cagnolino-bastonato (che inspiegabilmente *SPOILER* riesce a farsi ben due ragazze parecchio più grandi di lui, pura fantascienza).
In più non ci si può atteggiare a super appassionati di musica rock scambiandosi cassette ogni tre per due e poi David Bowie è un illustre sconosciuto.
Insomma tanto ero presa tra noia e disappunto da non aver capito un tubo della storia della zia del protagonista, che forse, mi sa, era anche importante.

2 commenti

  1. mithen86 / 13 luglio 2013

    Pur non essendo pienamente d’accordo con la tua stroncatura netta a questo film che, diciamocelo francamente, non sarà un capolavoro, ma non è neanche così pessimo..ho trovato la tua recensione divertentissima! 🙂 la parte finale sulla zia, stupenda!
    In questo film ci saranno anche una serie di ingenuità, come tu ben osservi (sarà pure un tizio da parete, intanto pare che piace a tutti, maschietti compresi) ma ciò che mi sento di stroncare è l’interpretazione di emma watson, cagna senza appello , come direbbe il buon vecchio renè ferretti (boris). Ci hai provato, ritenta sarai più fortunata la prossima volta (anche se ne dubito)

  2. tragicomix / 15 luglio 2013

    la zia lo aveva stuprato, o toccato, o qualcosa del genere da pischello (wiki non so come ma dice a 7 anni), infatti quando si bacia alla fine con emma cosacagna lui ha il flash della zia che appoggia la mano, e zac, e lì, e dalla terapia successiva, si capisce. Anche se non tanto :/

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