Recensione su Lo sciacallo

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16 aprile 2015

Los Angeles ripresa sapientemente è sempre un bel vedere e Dan Gilroy riesce a farlo con mano ferma ed una certa eleganza, puntando al contrasto tra scenari così belli e moderni e azioni eticamente inaccettabili, compiute dalla mano ossuta e affilata di Jake Gyllenhaal, dimagrito fino a diventare malignamente inquietante. Bravo sempre di più, tutto occhi famelici e parlantina tratta da un libro per self-made men, procede spedito su una strada perversa, distruggendo qualsiasi speranza di redenzione, assumendo semmai sempre più le sembianze di un dissennato arrivista, profondamente triste, solo e impietoso con chiunque. Se inizialmente il film gira su sè stesso, arriva poi un punto in cui le vicende si fanno più concitate, irreversibili, offrendo tra le altre cose una scena di inseguimento ben fatta, un colpo al cuore e un finale in linea col mood del personaggio. La fotografia è limpida e bella, così come è azzeccata la OST e il film, pur non svettando in assoluto, ha decisamente un suo perchè.

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