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Recensione su Mulholland Drive

/ 20017.9517 voti

25 gennaio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un groviglio di destini che si intrecciano.
La storia sembra lineare, ancorchè complessa, fin quando Lynch decide di stravolgere tutto facendo entrare prepotente il Mistero (con la m maiuscola): non si capisce più chi è chi, tutto viene sconvolto, lo spazio, il tempo (nella fase acuta assistiamo ad alcuni flashback allucinati), ma soprattutto le persone.
E questo è forse il maggiore sconforto, il maggior trambusto che si porta nello spettatore.
Un thriller psicologico magistrale, forse (volutamente) un pò troppo confuso, che spara tutte le sue cartucce nell’ultima delirante mezz’ora.
La scena in cui i due minuscoli esseri spuntano dal nulla, rivelandosi poi due anziani, insospettabili, signori che crescono fino a grandezza naturale e urlano fanatici inseguendo la protagonista, con la ragazza che in preda al panico si punta la pistola alla bocca e preme il grilletto, è forse il punto forte della pellicola.
Tutto il film sa di un delirio allucinato e sempre imprevedibile.
Nel suo genere un mezzo capolavoro.

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