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Recensione su Miracolo a Le Havre

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12 dicembre 2011

Il film doveva uscire più sotto natale perchè è davvero una materializzazione dello spirito da favola fanciullesco che avvolge il natale con dentro il bene e il male e il bene alla fine vince. Stralunato e fiabesco, ma è una favola stralunata da cui ti aspetti proprio quello, un insieme di piccoli personaggi tutti caricaturali e fumettistici (sono tutti un tipo, chi per i capelli, chi per l’impermiabile, chi per i baffi), ma in senso positivo del termine, tutti identificabili come esseri sociali marginali ma positivi con la vita, tutti colti da quel fatalismo che viene citato a latere. E’ comunque un film senza orpelli che è una scheggia atemporale e che riecheggia la hollywood classica (sia nelle battute che nei risvolti felici e incredibili che fanno l’incanto della grande holywood che narrava la crisi economica e l’icontro fra i sogni del popolo e le fortune/sfortune dei ricchissimi), dove non c’è il senso dei buoni sentimenti, ma il senso di una coerenza nella sopravvivenza che fa essere tutti i personaggi giusti e concreti. Come narrare la realtà? Stravolgendola, raccontando una favola dai colori sgargianti e assurdi, con quei profondi primi piani che riempiono lo schermo, cercando facce indimenticabili (esiste un book fotografico solo ad uso e consumo di Kaurismaki immagino) e imbastendo una sottile ironia che è il senso della vita difficile attorno a temi enormi quali l’immigrazione, la giustizia, l’amore, la malattia, il sistema. Ci sono mostri e delatori, ma soprattutto c’è un meccanismo di esclusione che tutti i protagonisti conoscono e aggirano con sapienza contando su amicizia e supporto reciproco attorno a un solo elemento che è l’aiutare il più debole, la persona in difficoltà. C’è sicuramente poesia e un certo ottimismo perchè il mondo di La havre è un mondo di amore, tutti sono circondati da amore e coloro che ne sono toccati sono propositivi e aperti al mondo. Sono in fondo tutti dei sognatori realisti, come non aspirare ad esserlo tutti noi?

ps. fra i distributori di nuovo la Nordisk, devo consultare il loro elenco, è gente dal buon fiuto

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