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Recensione su Lost in Translation - L'amore tradotto

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囁き / 28 aprile 2017 in Lost in Translation - L'amore tradotto

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Durante il film si sente una sensazione di vuoto,le scene si susseguono ma è come se non accadesse nulla,e si avverte di sottofondo una sensazione di sconforto, a tratti di noia… ed è proprio quello che provano i due protagonisti.
Il film riesce a trasmetterti perfettamente questo sentimento difficile da descrivere che Charlotte cerca di spiegare sfogandosi, al telefono con una sua amica, raccontando di essere in uno stato di apatia e di lontananza dal mondo circostante, dove pero riesce a trova un complice: Bob Harris.
Bob è la sua antitesi già solo per via della differenza d’età dei due, dove la giovinezza di lei quasi rappresenta l’ingenuità e le speranze adolescenziali abbandonate nel disastrato e “intraducibile”mondo degli adulti, mentre lui ormai intinto,praticamente arreso,con cinismo e indifferenza alla consapevolezza di un mondo privo di bellezza e spontaneità. Tuttavia riescono a ritrovare l’uno nell’altro,già dal primo sguardo, lo stesso sentimento di vuoto interiore e di incompletezza e iniziano una relazione amorosa platonica spinta dai loro animi irrequieti sempre in cerca di stimoli nuovi ma anche dalla voglia inconsapevole di credere in qualcosa di più,mai spiegato e fuori da un sistema troppo inumano per i loro spiriti sensibili.
Bellissimo il sussurro nella scena finale che ci lascia a metà ,senza sapere nulla, ma completa tutto,bastava un sussurro nella caotica Tokyo per riuscire a comprendersi.

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