Lost in Translation - L'amore tradotto

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Lost in Translation - L'amore tradotto

In un grande albergo, in una Tokio caotica e dispersiva, due americani incrociano per qualche tempo le loro vite: lui è Bob Harris, attore molto noto prestato alla danarosa pubblicità; lei si chiama Charlotte, si è appena laureata e non ha ancora idea di cosa farà nel futuro. Complice l'insonnia che affligge entrambi, tra i due nascerà una singolare intesa. Vincitore di numerosi premi, tra cui un Oscar per la Migliore sceneggiatura originale a Sofia Coppola nel 2004.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Lost in Translation
Attori principali: Bill MurrayScarlett JohanssonGiovanni RibisiAnna FarisAkiko TakeshitaFumihiro Hayashi, Kazuyoshi Minamimagoe, Kazuko Shibata, Take, Hiroko Kawasaki, Daikon, Catherine Lambert, Daiamondo Yukai, Akiko Monô, Françoise Dubois, Gregory Pekar, Ikuko Takahashi, Osamu Shigematu, Takashi Fujii, Lisle Wilkerson, Kazuo Yamada, Akira Yamaguchi, Diamond Yukai, Jun Maki, Nao Asuka, Tetsuro Nakagawa, Hiroshi Kawashima, Kunichi Nomura, Shigekazu Aida, Kei Takyo, Yumi Ikeda, Nancy Steiner
Regia: Sofia Coppola
Sceneggiatura/Autore: Sofia Coppola
Colonna sonora: Kevin Shields
Fotografia: Lance Acord
Costumi: Nancy Steiner
Produttore: Francis Ford Coppola, Fred Roos, Sofia Coppola, Ross Katz
Produzione: Giappone, Usa
Genere: Orientale, Drammatico, Commedia, Romantico
Durata: 102 minuti

Una poesia lunga cento minuti / 3 Agosto 2019 in Lost in Translation - L'amore tradotto

Una poesia lunga cento minuti, questo è Lost in Translation.
Strordinaria Sofia Coppola che riesce a coniugare perfettamente la tecnica di un uomo con la sensibilità di una donna.
Scarlett Johansson per la prima e finora ultima volta(per la sottoscritta)è incantevole e molto brava.
Bill Murray qui da una lezione d’attore(sottovalutatissimo quest’uomo), divertente negli sketch alla TV o nelle sedute fotografiche, malinconico quando la parte lo richiede, il tutto senza mai esagerare.
E poi c’è questa splendida ambientazione di una Tokio così fredda e caotica che rende tutto ancora più suggestivo.
Un piccolo gioiello.

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whiskey giapponese / 29 Luglio 2018 in Lost in Translation - L'amore tradotto

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La Coppola costruisce un film che da un lato è un omaggio ad una città, Tokio, che lei stessa ha molto amato, dall’altro rappresenta una asciutta costruzione registica, dagli echi autorali, muovendo da una storia di distanze, simpatie, estraniamenti. L’attenzione alla fotografia è evidente nell’uso scaltro delle superfici riflettenti, nella intense sequenze iniziali, nella scelta delle location, nello studio di molte inquadrature. La sceneggiatura procede con un ritmo volutamente lieve, talvolta come sospeso, nel quale i due attori protagonisti appaiono in stato di grazia. Per Murray il film fu l’inizio di una seconda giovinezza artistica, per la Johansson un vero e proprio trampolino di lancio. Memorabile anche la colonna sonora, godibile ed a tratti memorabile ad incorniciare un film che sfugge alle definizioni banali, richiede una visione attenta, appassiona fino all’ultima scena.

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囁き / 28 Aprile 2017 in Lost in Translation - L'amore tradotto

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Durante il film si sente una sensazione di vuoto,le scene si susseguono ma è come se non accadesse nulla,e si avverte di sottofondo una sensazione di sconforto, a tratti di noia… ed è proprio quello che provano i due protagonisti.
Il film riesce a trasmetterti perfettamente questo sentimento difficile da descrivere che Charlotte cerca di spiegare sfogandosi, al telefono con una sua amica, raccontando di essere in uno stato di apatia e di lontananza dal mondo circostante, dove pero riesce a trova un complice: Bob Harris.
Bob è la sua antitesi già solo per via della differenza d’età dei due, dove la giovinezza di lei quasi rappresenta l’ingenuità e le speranze adolescenziali abbandonate nel disastrato e “intraducibile”mondo degli adulti, mentre lui ormai intinto,praticamente arreso,con cinismo e indifferenza alla consapevolezza di un mondo privo di bellezza e spontaneità. Tuttavia riescono a ritrovare l’uno nell’altro,già dal primo sguardo, lo stesso sentimento di vuoto interiore e di incompletezza e iniziano una relazione amorosa platonica spinta dai loro animi irrequieti sempre in cerca di stimoli nuovi ma anche dalla voglia inconsapevole di credere in qualcosa di più,mai spiegato e fuori da un sistema troppo inumano per i loro spiriti sensibili.
Bellissimo il sussurro nella scena finale che ci lascia a metà ,senza sapere nulla, ma completa tutto,bastava un sussurro nella caotica Tokyo per riuscire a comprendersi.

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Tokyo almost love / 4 Ottobre 2016 in Lost in Translation - L'amore tradotto

La Tokyo colorata e luccicante con i suoi buffi abitanti (forse eccessivamente stereotipizzati, ma nondimeno esilaranti) tra sale giochi e locali della movida nipponica, inquadrata con gusto e finezza; il mondo insonne, come fluttuante e al di fuori del tempo di un enorme albergo di lusso dove si incrociano le strade di un attore disincantato (Murray) e una giovane moglie annoiata e in crisi (la Johansson). Se tutto questo ha un suo fascino, c’è da dire che l’ intimità che si viene a creare tra i protagonisti risulta un po’ fasulla, una relazione extra-coniugale che non è tradimento, un trovarsi effimero e un dirsi addio con sentimentalismo oltremodo garbato, da film mentale femminile.

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Si vede / 3 Dicembre 2015 in Lost in Translation - L'amore tradotto

Niente di eccezionale ma un film che si può vedere una sera che non si ha niente da fare e non si vuole stare a pensare più di tanto. Piacevole ma non troppo, la storia di due americani che si incrociano a Parigi entrambi insoddisfatti del proprio rapporto di coppia. Strano a dirsi ma non vanno a finire al letto e questo rende il film meno banale di quanto potrebbe sembrare.

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