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Recensione su La piccola bottega degli orrori

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Little Shop of Surprises / 5 settembre 2015 in La piccola bottega degli orrori

Ok, è un musical è c’è tutta la parte “noiosa” delle canzoni, ovviamente orecchiabili ma pur sempre noiosa, se non si è avvezzi al genere. Ma è qualcosa di diverso, di “altro” rispetto al solito.
Nei musical di solito è d’uso sfruttare il genere per intraprendere una riflessione sul cinema in quanto medium.
Solo questa frase già di per sé suona noiosa, andiamo al sodo.
Un po’ lento all’inizio, poi arriva Steve Martin e il tutto si accende. Bill Murray ciliegina sulla torta!
E poi c’è il film…Una pianta aliena arriva dallo spazio e si nutre di sangue.
Il film è una interessante metafora, a mio modo di vedere, della dura legge del mercato, della borghesia e pure dei poveri che sognano di far parte di quella borghesia! E mentre in tutti gli altri film che, non essendo musical, vengon presi sul serio e dunque si cade negli stereotipi per non scontentare lo spettatore, qui ci si può permettere di farci anche vedere l’eroe umile e povero venir corteggiato dal male, esserne affascinato e…il resto va visto, anche perché il finale è pressoché inaspettato.
Da bambino c’era un cartone animato, per la splendida sigla della immortale Cristina D’Avena​, dal titolo “Junior, pianta mordicchiosa”. Non ho controllato ma mi pare assai plausibile sia tratto dal film…film che a sua volta è tratto da un musical di Broadway tratto da un film degli anni Sessanta (che a questo punto DEVO vedere).
Comunque non posso negare il mio amore per l’inventiva e la genialità che negli anni Ottanta c’era dietro al reparto “effetti speciali”, laddove l’effetto aveva vita propria: colla vinilica, cartongesso, gomma piuma…è tutto fantastico, assai più coinvolgente e in qualche modo “emozionante” che non la CGI che ai giorni nostri riempie lo schermo.
E basta, che faccio la fine del nostalgifag.

Consigliato a: Ma io lo consiglio a TUTTI, indiscriminatamente…che poi vada visto nel momento adatto, questo è certo, visto che è comunque pieno di canzoncine fastidiose e scene (volutamente) patetiche.

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