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Recensione su La via lattea

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24 marzo 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non ricordo un film suo che sia dispiaciuto. Qui due pellegrini partono per Santiago de Compostela, ma perdono nel loro viaggio qualsiasi coordinata logica o temporale (resta giusto lo spazio, di sensato), finendo a passare in rassegna, cronosparpagliatamente (CHE FIGAAAA QUESTA PAROLAAAA, ops, pardon, l’entusiasmo, recuperare aplomb… ecco) le varie eresie del Cristianesimo. Priscilliano di me**a!! Capita che fucilino il Papa (I have a dream), che Gesù con gli Apostoli passi lì vicino, subito dopo l’autostrada, facendo discorsi bislacchi subito dopo che una suora si è fatta crocifiggere per provare il suo stesso dolore.
Non cercate il filo, è il garbuglio finale che conta, non i singoli episodi.
E ancora: che i pellegrini, mangiando vino e salame, si trovino a fare da testimoni al duello di spade tra un gesuita e un giansenista su grazia e libero arbitrio; duello che finisce a pacche sulle spalle, ma sì, che ce la prendiamo a fare, com’è giusto che sia. Appare la Madonna, un curato matto viene riportato al manicomio e si spara ai rosari con doppiette da caccia. E per finire si va da una prostituta e si fa un figlio con lei. Lo chiameremo NON PIU’ MISERICORDIA.
Non contro la religione, ma contro chi ci crede (questo l’ho letto, solo non so dove più).
Gran film. GranWow.

3 commenti

  1. lithops / 24 marzo 2013

    Wow!

  2. yorick / 21 giugno 2013

    Scusa tragicomix, ma questa analisi è tutta sbagliata… uno dei termini chiave per interpretare o, meglio, essere interpretati da questo film è la parola “sogno”, quindi quel garbuglio di cui parli non è se non una linearità superficiale, quindi profonda, cioè falsamente profonda. La via lattea non viene percorsa perché si dimentica questo, perchè si crede che l’unico sogno nel/del film sia quello dove fucilano il papa; eppure, se hai pazienza di guardare in dettaglio le singole scene (che contano più del garbuglio, visto che Buñuel non è uno psicologo della Gestalt), vedrai come tutte – quindi tutto il (supposto) reale) si avvicini a quella singola scena onirica, alla fucilazione del papa, al sogno (dichiarato).

    • tragicomix / 26 giugno 2013

      detto che non avrebbe molto senso se parlassi di un film visto tot anni fa, rileggendo vedo solo che non apprezzi la parola garbuglio 😉 e non ho intenzione di fare analisi

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