Fino a qui tutto bene

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Fino a qui tutto bene

Un gruppo di ragazzi, universitari fuori sede a Pisa, sta trascorrendo le ultime ore nell'appartamento che lo ha ospitato per anni, insieme alle varie ansie da esame, agli struggimenti amorosi, alle amicizie. Le strade dei ragazzi si divideranno ed il futuro sembra incerto a tutti.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Fino a qui tutto bene
Attori principali: Alessio VassalloPaolo CioniSilvia D'Amico BendicoGuglielmo FavillaMelissa BartoliniIsabella Ragonese, Marco Teti
Regia: Roan Johnson
Sceneggiatura/Autore: Roan Johnson, Ottavia Madeddu
Fotografia: Davide Manca
Produzione: Italia
Genere: Commedia

Il mondo oltre la bolla / 16 Aprile 2016 in Fino a qui tutto bene

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

(Sei stelline e mezza)

Seconda prova alla regia per Roan Johnson che, però, nel complesso mi ha convinto un po’ meno rispetto al suo film d’esordio, I primi della lista.
Pur incedendo ancora nell’idealismo giovanile, infatti, questo film, seppur originale nella tecnica e nella conseguente proposizione delle tematiche principali (camera a mano, come se un nuovo coinquilino stesse osservando l’addio dei protagonisti non solo alla casa ma anche alla spensieratezza derivante dalla loro condizione di studenti; dialoghi partoriti apparentemente a braccio), sovrabbonda di stereotipi: paradossalmente, essi, benché intrinsecamente funzionali alla narrazione, rischiano di rendere “irreale” ogni situazione, in una visione della gioventù e dell’amicizia idealizzate dal ricordo e, forse, dai rimpianti.
Spiritosa ma significativa l’ultima sequenza: i cinque amici costretti su una barca alla deriva non sono solo specchio di una categoria (non tanto di una generazione, poiché ritengo che chiunque, in piccola o larga misura, si sia trovato almeno una volta in una situazione simile, alla fine del liceo, al termine degli studi universitari o davanti a nuove opportunità personali e/o lavorative)… una categoria, dicevo, di ragazzi allo sbaraglio, pienamente consapevoli che quella degli studenti è una condizione unica ed irripetibile, anche con le sue difficoltà (“Fino a qui, tutto bene”, per l’appunto), è un limbo pronto ad esaurirsi, è un paracadute ormai prossimo a strapparsi e sono già consci che il mondo oltre la bolla è davvero complicato da affrontare.

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Mica te l’ha ordinato il medico di vederlo? / 17 Luglio 2015 in Fino a qui tutto bene

Già dopo 30 secondi dall’inizio ti chiedi “ma me ne vado subito o aspetto 10 minuti per capire se si può vedere?”
A meno che non te l’abbia ordinato il medico anche dopo 10 minuti te ne vai lo stesso, eppure non mi spiego tutti quelli che restano a vederlo, sarà che devono recuperare il prezzo del biglietto?

Era ora! / 31 Marzo 2015 in Fino a qui tutto bene

Finalmente un bel film Italiano che non ha il solito cast di attori prezzemolini che si agitano in improbabili farse o pretenziose pippe d’autore. Finalmente un film leggero, divertente e commovente. Un film autoprodotto che riscatta anni di pessimo cinema. Da vedere.

Emblematica l’ultima scena / 30 Marzo 2015 in Fino a qui tutto bene

Non so se il titolo sia stato copiato dalla battuta di una nota freddura per l’appunto detta dal malcapitato precipitato da un grattacielo nel passare davanti ai vari piani , ma sicuramente l’avvenire dei cinque “Poveri illusi” , studenti universitari ed attori sconosciuti di teatro d’avanguardia , costretti ad abbandonare l’appartamentino con vista sul Lungarno che condividevano a Pisa per incamminarsi verso un futuro incerto non si presenta per niente brillante in un Paese come il nostro nel quale l’unica risorsa sembra offerta dalla fuga.
Un filmetto di 80 minuti girato interamente con macchina a mano , con alcune sequenze stilisticamente interessanti (quella con lo specchio trasportato mi è sembrata piuttosto valida) , senza grandi pretese ma non per questo da scartare.
Per la tematica affrontata ed in un cast costituito da attori poco conosciuti o visti in “fiction” televisive , il cameo offerto dalla ben più famosa (e brava) Isabella Ragonese non mi è sembrato per niente casuale.
la votazione più giusta sarebbe 6,5 ma il giovane regista italo-inglese Roan Johnson merita un piccolo incoraggiamento.

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