Luis Buñuel: scheda regista con i suoi film e la biografia completa

Luis Buñuel

Luis Buñuel, figlio di un commerciante tornato in Spagna dopo un’esperienza a Cuba e di una ragazzina spagnola, nasce nel febbraio del 1900, a Calanda, in Aragona, primo di sette figli. “Ho avuto la fortuna di passare la mia infanzia nel Medioevo, quell’epoca dolorosa e squisita, come scriveva Huysmans. Dolorosa per la vita materiale. Squisita per la vita spirituale” [4]. Innamorato della natia regione dell’Aragona che, coi suoi riti religiosi teatrali ed esibiti, ricorrerà costantemente nella sua filmografia, fu ragazzino impertinente, aspirante musicista, studente –nell’ordine- di ingegneria agraria, ingegneria industriale, scienze naturali e, infine, laureato in lettere e filosofia.
Durante gli anni universitari a Madrid (1917-1924), è poeta e boxeur dilettante e amico di Borges, Dalì, Garcìa Lorca.
A Parigi dal 1925, entra in contatto con Picasso, Man Ray, Le Corbusier, Cocteau e, finalmente, incontra il cinema: è Destino (1921) di Fritz Lang a folgorarlo. Si iscrive all’Académie de Cinema fondata da Jean Epstein ed è uno studente indiavolato. Nell’arco di un paio di settimane, e con parte dei soldi risparmiati per il proprio matrimonio, gira Un cane Andaluso (1929), co-sceneggiato con Salvador Dalì: entra a gran carriera nel circolo surrealista parigino.
Con la nascita della Repubblica spagnola e lo scoppio della Guerra, la sua vita si fa peregrina: viaggia tra gli Stati Uniti e Parigi, ma non rientra più in Spagna, dove il suo terzo film, Tierra sin pan (1932), viene definito dalla censura repubblicana un “delitto contro la patria”.
Vive a Hollywood, dove tenta di incontrare, vanamente, Chaplin, e a New York, adattandosi a fare i lavori più svariati per mantenere la moglie, la francese Jeanne Rucar, e i due figli: doppiatore per la Paramount, curatore dei film in lingua spagnola per la Warner Bros, curatore di rassegne cinematografiche.
Si convince di aver perso qualsiasi occasione per poter “fare cinema”.
Inaspettatamente, gli viene proposto l’adattamento cinematografico di un romanzo di Garcìa Lorca e si reca in Messico: il progetto sfuma, ma lui si trattiene qui, dove girerà venti dei trentadue film della sua produzione. “Gli vengono commissionati soggetti che non ha scelto (di solito, di genere: melodrammi, commedie, ranchere e canterine), spesso lavora con attori fuori parte, imposti dalla produzione, sempre con mezzi economici e tecnici minimi. Non supera mai i ventiquattro giorni di lavorazione, lavorando spesso con lo stesso gruppo di tecnici, creando quasi una factory messicana” [1].
Fino al 1953, Buñuel guarda, disprezzandoli, i film neorealisti italiani e riduce al minimo i contatti al di fuori del Messico, finché, nel 1954, invitato in qualità di giurato al Festival di Cannes, ritorna in Europa.
Solo nel 1960, dopo più di vent’anni di assenza, rivede la Spagna, dove gira, commosso, Viridiana (1961). Da questo momento, ormai naturalizzato messicano, trascorre nel Paese natio alcuni mesi all’anno, per scrivere i propri lavori.
A Città del Messico, è abitudinario, elegante, vive con la moglie in una grande casa vicino al quartiere universitario.
Già affetto dalla sindrome di Ménière, nel 1974, gli viene diagnosticato il diabete.
Muore il 29 luglio 1983.

BIBLIOGRAFIA su Luis Buñuel

[1] Giovanni Valerio, Invito al cinema di Buñuel, ed. Mursia, 1999
[2] André Breton, Manifestes du Surréalisme. Idées, ed. Gallimard, 1969
[3] Ado Kyrou, Le surrealisme au cinéma, ed. Le Terrain Vague, 1963
[4] Luis Buñuel, Dei miei sospiri estremi, ed. SE, 1991

Luogo di nascita: Calanda, Teruel, Aragón, España
Data di nascita: 22/02/1900
Data di morte: 29/07/1983

Assistente alla Regia (3)
Regista (35)

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