Recensione su La ragazza che saltava nel tempo

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Time waits for no one / 8 Giugno 2013 in La ragazza che saltava nel tempo

Una storia stile The butterfly effect, dove la protagonista riceve misteriosamente la facoltà di alterare a proprio piacimento le condizioni spazio-temporali in cui si trova.

La trama non è particolarmente contorta e riesce a far sorridere. Scorre senza intoppi, tra un fotogramma computerizzato e l’altro, ed è priva delle classiche emozioni-mallopponi soffocanti/estremi, tipici della cultura giapponese.

L’animazione risulta piuttosto piacevole e dinamica.
I fondali sono ipercurati, realistici, anche se rigorosamente immobili. Niente del dettaglio dello sfondo batte ciglio.

Al contrario, i personaggi sono disegnati con semplicità, con un tratto così pulito tanto da stonare con la minuziosità della carta da parati che gli fa da scenario.
Ma il loro dinamismo li rende piacevoli alla vista, nonostante il monocolore che ne riempie le bordature (scordatevi gli effetti di ombreggiatura).

I punti deboli?
L’atipica ma fastidiosa protagonista (maledetta mocciosa incontentabile) e le lacrime. Orribili a vedersi.

Sconsiglio anche la lettura del manga.
Più voci lo ritraggono come una “me**ata colossale”.

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