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La ragazza che saltava nel tempo

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Carino ma da vedere senza grandi aspettative / 20 Marzo 2022 in La ragazza che saltava nel tempo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Se si è in cerca di un prodotto di animazione grazioso e divertente, La ragazza che saltava nel tempo è sicuramente un titolo valido, ma a mio avviso non è affatto un capolavoro.
Innanzitutto se di analizza la trama già con un minimo di attenzione e meticolosità si noterà come la stessa presenta dei buchi e lascia alcune domande irrisolte (perché Chiaki torna indietro nel tempo a cercare un dipinto? Cos’è successo nella sua epoca? Che gli è capitato alla fine del film e come potrà Makoto rivederlo, se lui viene da un’epoca evidentemente abbastanza lontana da quella in cui vive lei?), inoltre tutti i personaggi sono abbastanza stereotipati e con il passare del film alcuni scivolano completamente in secondo piano. Forse Makoto è l’unica che invece matura e impara dai suoi errori.
Anche tecnicamente il film non mi sembra superiore alla media dei prodotti del periodo: I fondali sono dettagliati e curati, ma già i personaggi da lontano risultano abbozzati, e alcuni movimenti di Makoto non risultano molto naturali.
Insomma, è un film molto carino e con gag assolutamente simpatiche, con un delicato romanticismo non eccessivo, ma ha dei difetti di scrittura che non me lo fanno apparire come un grande gioiello dell’animazione, un onesto 7 è più che sufficiente.

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28 Dicembre 2013 in La ragazza che saltava nel tempo

Poter tornare indietro nel tempo e rimediare ai nostri errori, avere l’opportunità, almeno una sola volta nella vita, di cambiare eventi che avremmo voluto si svolgessero in modo diverso…un potere di immenso valore, un sogno purtroppo irrealizzabile.
Un film d’animazione su come poter riparare gli errori del passato, profondo, commovente, introspettivo.
Makoto Konn, un’allegra e vivace studentessa, un giorno trova per caso, nell’aula di scienze, una piccola sfera.
Ben presto si accorge di possedere la facoltà di tornare indietro nel tempo a proprio piacimento, ma tutto, come capirà lei stessa, ha un prezzo e il suo egoismo la porterà ben presto a causare dolore a coloro che le sono accanto…
Come ho scritto in precedenza un piccolo gioiello dell’animazione giapponese, un film dolce e a tratti commovente, con personaggi resi in modo eccellente, a partire dalla protagonista Makoto, così solare e piena di vita.
Dal punto di vista tecnico è un’autentica meraviglia, i disegni sono favolosi(sembrano quasi dei dipinti), le animazioni sono molto fluide, le musiche di sottofondo appropriate e mai invasive.
In parole povere un film di animazione di ottima qualità, che t’insegna come nella vita si debba vivere esclusivamente nel presente, progettando giorno per giorno il proprio futuro, ma non dimenticandoci mai del passato, di quei ricordi che hanno fatto parte della nostra esistenza e che, nel bene e nel male, ci hanno permesso di essere ciò che siamo ora.

E a quella bellissima persona che mi ha permesso di conoscerlo dico grazie, di cuore…

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28 Dicembre 2013 in La ragazza che saltava nel tempo

Makoto ,una giovane studentessa giapponese, vive le sue giornate tra scuola ,casa, e partite di baseball con con gli amici Chaki e Kousuke.
Un giorno però, riportando dei libri nel laboratorio di scienze della scuola inciampa su uno strano congegno che le conferisce la facoltà di viaggiare nel tempo…… Non sarebbe corretto svelare eccessivamente la trama di questo gioiello dell’ animazione giapponese capace di mescolare con abilità commedia adolescenziale, dramma e fantascienza.
Il tema principale del film è, come in diverse produzioni animate giapponesi , l’inevitabile ma indesiderato passaggio dall’ adolescenza all’età adulta e il viaggio nel tempo si inserisce perfettamente nel tema , esplicitato anche nelle azioni della protagonista la quale tenta in tutti i modi di impedire i cambiamenti all’ interno della sua vita e soprattutto nelle sue relazioni personali (ad esempio, la trasformazione dell’ amicizia in amore).
L’animazione è ottima sia per il character design che per i fondali davvero superlativi. Notevole la colonna sonora anche grazie alle splendide canzoni (due) eseguite da Oku Hanako.
La regia di Mamoru Hosada rende il film avvicente e regala un paio di sequenze veramente emozionanti.
La visione di questa film è consigliata a tutti i gli amanti dell’ animazione giapponese e a quelli che amano le belle storie

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Una bella storia / 7 Ottobre 2013 in La ragazza che saltava nel tempo

La ragazza che saltava nel tempo è un film di genere scolastico unito però ad un singolo quanto efficace elemento fantascientifico, i viaggi nel tempo.
La protagonista è una ragazza perfettamente normale: ha la sua famiglia, i suoi amici e i problemi tipici della sua fascia d’età. Tuttavia la variabile del viaggio temporale le permette di rimediare costantemente agli errori che si trova a compiere nella vita di tutti i giorni.
Ne esce fuori un film godibile per tutta la sua durata, merito soprattutto della caratterizzazione ben curata dei personaggi. Ottimo finale della pellicola, che coinvolge appieno lo spettatore. Un 8 meritato.

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Il tempo non aspetta nessuno / 4 Luglio 2013 in La ragazza che saltava nel tempo

Storia simpatica di una liceale che riceve (non si sa per quale motivo) dei poteri per poter andare indietro nel tempo.
Una volta capito come fare, risolve alcune sue situazioni personali ma ovviamente creando altri poblemi.
Simpatico cartone nipponico ma senza infamia e senza lode.
Scorre e lo vedi ma non rimane molto.
Sicuramente i poteri di poter tornare indietro nel tempo sarebbero utili ma non sufficienti per conoscere bene le persone.
Un vero peccato.
Ad maiora!

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Time waits for no one / 8 Giugno 2013 in La ragazza che saltava nel tempo

Una storia stile The butterfly effect, dove la protagonista riceve misteriosamente la facoltà di alterare a proprio piacimento le condizioni spazio-temporali in cui si trova.

La trama non è particolarmente contorta e riesce a far sorridere. Scorre senza intoppi, tra un fotogramma computerizzato e l’altro, ed è priva delle classiche emozioni-mallopponi soffocanti/estremi, tipici della cultura giapponese.

L’animazione risulta piuttosto piacevole e dinamica.
I fondali sono ipercurati, realistici, anche se rigorosamente immobili. Niente del dettaglio dello sfondo batte ciglio.

Al contrario, i personaggi sono disegnati con semplicità, con un tratto così pulito tanto da stonare con la minuziosità della carta da parati che gli fa da scenario.
Ma il loro dinamismo li rende piacevoli alla vista, nonostante il monocolore che ne riempie le bordature (scordatevi gli effetti di ombreggiatura).

I punti deboli?
L’atipica ma fastidiosa protagonista (maledetta mocciosa incontentabile) e le lacrime. Orribili a vedersi.

Sconsiglio anche la lettura del manga.
Più voci lo ritraggono come una “me**ata colossale”.

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