La proprietà non è più un furto

/ 19737.432 voti
La proprietà non è più un furto

Lavorando in banca, il rag. Total ha sviluppato due ossessioni: quella per il denaro, risoltasi in un odio-attrazione per lo stesso che gli procura una forte dermatite pruriginosa, e quella per la proprietà. Egli convoglia la sua invidia ed il suo livore nei confronti di un ricco macellaio.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: La proprietà non è più un furto
Attori principali: Ugo TognazziUgo TognazziFlavio BucciFlavio BucciDaria NicolodiDaria NicolodiMario ScacciaMario ScacciaOrazio OrlandoOrazio OrlandoJulien Guiomar, Cecilia Polizzi, Jacques Herlin, Ada Pometti, Pierluigi D'Orazio, Luigi Antonio Guerra, Gino Milli, Gigi Proietti, Salvo Randone, Ettore Garofolo, Elena Fabrizi, Claudio Mancini, Elio Petri, Mostra tutti

Regia: Elio PetriElio Petri
Sceneggiatura/Autore: Elio Petri, Ugo Pirro
Colonna sonora: Ennio Morricone
Fotografia: Luigi Kuveiller
Produttore: Claudio Mancini
Produzione: Italia, Francia
Genere: Drammatico
Durata: 121 minuti

Dove vedere in streaming La proprietà non è più un furto

25 Ottobre 2014 in La proprietà non è più un furto

Lungometraggio affetto da ‘pasolinite’: cede sotto il peso della sua stessa costruzione ideologica. Nero, grottesco, tremulo, non offre appigli, grazie alla sapiente collaborazione di fotografia, musiche, prova degli attori. Molto interessanti i monologhi che punteggiano il fluire dell’ azione, accentuando però il senso di ridondanza disordinata che pervade il film.

Leggi tutto

Io non ho. Tu non hai. Egli ha. / 13 Marzo 2014 in La proprietà non è più un furto

Petri affronta nella maniera più torbida finora conosciutagli le ossessioni del denaro, del potere e del sesso: l’allucinato rag. Total è simulacro dell’uomo contemporaneo animato in maniera compulsiva dalle proprie pene e dai propri odi, al punto da non distinguere più obiettivi e desideri, in una spastica propensione al delitto priva di concrete finalità.
Ho trovato che anche il film, strada facendo, smarrisca parzialmente la strada, attorcigliandosi su sé stesso, esacerbando le metafore.

Tognazzi è correttamente laido, ma il romanesco non è completamente nelle sue corde.
Bucci ha la presenza scenica adeguata per incarnare l’alienato mentale affidatogli, ma non sono riuscita a non pensare, per tutta la durata del film, quanto forte sia la sua somiglianza con Diego Milito e così…

Leggi tutto