Jojo Rabbit

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Jojo Rabbit

Germania, Seconda Guerra Mondiale. Jojo è un bambino di 10 anni, fervente nazista, che, per amico immaginario, ha nientemeno che Adolf Hitler ed è grazie ai suoi strampalati consigli che Jojo prova a superare le difficoltà dell'infanzia. Un giorno, il ragazzino, membro di una sezione giovanile dell'esercito nazista, fa una scoperta sconvolgente e apprende un segreto celato dalla madre.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Jojo Rabbit
Attori principali: Roman Griffin DavisRoman Griffin DavisThomasin McKenzieThomasin McKenzieScarlett JohanssonScarlett JohanssonTaika WaititiTaika WaititiSam RockwellSam RockwellRebel Wilson, Alfie Allen, Stephen Merchant, Archie Yates, Luke Brandon Field, Joe Weintraub, Brian Caspe, James McVan, Judith Georgi, Victoria Hogan, Bethany Adams
Regia: Taika WaititiTaika Waititi
Sceneggiatura/Autore: Taika Waititi
Colonna sonora: Michael Giacchino
Fotografia: Mihai Malaimare Jr.
Costumi: Mayes C. Rubeo
Produttore: Taika Waititi, Kevan Van Thompson, Chelsea Winstanley, Carthew Neal
Produzione: Germania, Usa
Genere: Drammatico, Guerra, Commedia, Famiglia
Durata: 108 minuti

1010 RABBIT / 31 Gennaio 2020 in Jojo Rabbit

E’ satirico, è comico, è drammatico, è romantico, è emozionante, è poetico, è riflessivo, è raffinato, è intelligente, è emotivo, è allegorico, è leggiadro, è massiccio, è spensierato, è impegnato, è pieno d’inventiva, è ben girato, è ben recitato, è orecchiabile.

E’ Jojo Rabbit

21 Gennaio 2020 in Jojo Rabbit

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A metà strada tra “il grande dittatore” di Charlie Chaplin e “La vita è bella” di Roberto Benigni Waititi crea un film surreale, delicato e poetico che mescola con sensibilità dramma e commedia, un film che diverte e commuove allo stesso tempo, scanzonato e struggente e che fa riflettere sulla capacità di manipolare la mente umana, soprattutto quella di un bambino.
Superba l’interpretazione di Scarlett Johansson(per questo ruolo candidata all’Oscar come migliore attrice non protagonista), una madre simpatica e divertente, una donna sognatrice ma con i piedi per terra e un carattere di ferro.
Il finale sulle note di “Heroes” di David Bowie è una chicca.
Per me un gioiellino questo film.

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Dramma, commedia, gioco, fantasia / 19 Gennaio 2020 in Jojo Rabbit

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Provo grande simpatia per Taika Waititi, quindi, forse, fatico a essere del tutto obiettiva nei confronti di Jojo Rabbit.
In sostanza, ho trovato questo film gradevole, drammatico, triste e divertente allo stesso tempo e sono stata felice di riuscire a vederlo senza restarne delusa, dopo averlo atteso a lungo.

Mi aspettavo questa atmosfera tra dramma e invenzione giocosa (non certo taluni inaspettati sviluppi narrativi) e speravo di imbattermi in personaggi delineati proprio in questa maniera, eroici e sensibili in maniera prevedibile, ma (per me, in questo momento) necessaria.
Insomma, Jojo Rabbit mi ha fatto bene al cuore e allo spirito, mi ha fatto ridere a più riprese (merito anche di Waititi in versione Hitler, ça va sans dire) e mi ha fatto scappare anche qualche luccicone.
Se devo essere sincera, la soluzione meno riuscita e incisiva coincide con uno dei momenti topici del film, l’addio di Jojo ad Adolf, perché (per me) troppo telefonata, troppo “a effetto”, troppo… coerente.

Buon casting: bel ruolo per Scarlett Johansson, azzeccato Sam Rockwell, adeguatissimo l’esordiente Roman Griffin Davis che, per vari motivi, mi ha ricordato Asa Butterfield quando era piccino.
Ho apprezzato molto le scenografie e i costumi in stile, ma anche le musiche “fuori tempo”.

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