6 Recensioni su

Jojo Rabbit

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Personaggi femminili sbagliati / 25 Aprile 2021 in Jojo Rabbit

L’idea più originale di Jojo Rabbit, Hitler come amico immaginario del bambino protagonista, si esaurisce abbastanza rapidamente, nonostante l’impegno di Taika Waititi (più a suo agio come interprete che come regista e sceneggiatore). Ciò che resta viene fatalmente affondato da due personaggi femminili (Elsa e Rosie) che mi sono sembrati fondamentalmente sbagliati, assolutamente non credibili e per i quali non sono riuscito a provare nessuna simpatia. Si salvano solo il piccolo Roman Griffin Davis – un vero talento naturale – nei panni del protagonista e Sam Rockwell in quelli di Klenzendorf, la cui penultima apparizione a 1:28 al fianco di Alfie Allen è una delle due cose memorabili del film (l’altra è la versione tedesca di I Want to Hold Your Hand dei Beatles cantata mentre sullo schermo passano immagini di raduni nazisti).

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Carino / 19 Dicembre 2020 in Jojo Rabbit

Come è già stato scritto è un film che ha la potenza immaginifica dalla sua, anche se il soggetto non è originale ma si tratta di un adattamento.
Diverte, sorprende e intrattiene, è sicuramente brillante ma non mi ha commossa granché.
Non sono una fan di Waititi, è già il suo secondo film (plauditissimo) che vedo e che non mi fa impazzire, c’è qualcosa nel suo stile che non mi prende.

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Il voto sarebbe un 7.5 / 29 Settembre 2020 in Jojo Rabbit

Commedia sul nazismo tratta da un romanzo di Christine Leunens.
Nella Germania nazista del 1945, Johannes Betzler (detto Jojo) è un bambino di 10 anni che vive solo con la madre Rosie (Scarlett
Johansson), con il padre disperso in guerra e una sorellina morta recentemente. Per combattere la solitudine ha come amico immaginario
Hitler; quando però scopre nascosta in casa una ragazza ebrea, Elsa (Thomasin McKenzie), le sue convinzioni sul regime inizieranno a cambiare.
Commedia simpatica sul nazismo, con alcune scene abbastanza divertenti (le scene del bosco con annesso lancio di granata che acrà
importanti conseguenze per Jojo) e tratta con leggerezza temi delicati e importanti. Non mancano alcuni momenti drammatici ma il tono
resta leggero e per Jojo è una sorta di crescita personale negli orrori della guerra. Hitler è quasi una macchietta (non proprio a
livello di Chaplin nel Grande Dittatore ma ci si avvicina).
Nel resto del cast da citare Sam Rockwell nei panni del capitano dei “boy scout nazisti” e la sempre inguardabile e insopportabile
Rebel Wilson nei panni della sua assistente (per fortuna ha poco spazio).

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1010 RABBIT / 31 Gennaio 2020 in Jojo Rabbit

E’ satirico, è comico, è drammatico, è romantico, è emozionante, è poetico, è riflessivo, è raffinato, è intelligente, è emotivo, è allegorico, è leggiadro, è massiccio, è spensierato, è impegnato, è pieno d’inventiva, è ben girato, è ben recitato, è orecchiabile.

E’ Jojo Rabbit

21 Gennaio 2020 in Jojo Rabbit

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A metà strada tra “il grande dittatore” di Charlie Chaplin e “La vita è bella” di Roberto Benigni Waititi crea un film surreale, delicato e poetico che mescola con sensibilità dramma e commedia, un film che diverte e commuove allo stesso tempo, scanzonato e struggente e che fa riflettere sulla capacità di manipolare la mente umana, soprattutto quella di un bambino.
Superba l’interpretazione di Scarlett Johansson (per questo ruolo candidata all’Oscar come migliore attrice non protagonista), una madre simpatica e divertente, una donna sognatrice ma con i piedi per terra e un carattere di ferro.
Il finale sulle note di “Heroes” di David Bowie è una chicca.
Per me un gioiellino questo film.

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Dramma, commedia, gioco, fantasia / 19 Gennaio 2020 in Jojo Rabbit

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Provo grande simpatia per Taika Waititi, quindi, forse, fatico a essere del tutto obiettiva nei confronti di Jojo Rabbit.
In sostanza, ho trovato questo film gradevole, drammatico, triste e divertente allo stesso tempo e sono stata felice di riuscire a vederlo senza restarne delusa, dopo averlo atteso a lungo.

Mi aspettavo questa atmosfera tra dramma e invenzione giocosa (non certo taluni inaspettati sviluppi narrativi) e speravo di imbattermi in personaggi delineati proprio in questa maniera, eroici e sensibili in maniera prevedibile, ma (per me, in questo momento) necessaria.
Insomma, Jojo Rabbit mi ha fatto bene al cuore e allo spirito, mi ha fatto ridere a più riprese (merito anche di Waititi in versione Hitler, ça va sans dire) e mi ha fatto scappare anche qualche luccicone.
Se devo essere sincera, la soluzione meno riuscita e incisiva coincide con uno dei momenti topici del film, l’addio di Jojo ad Adolf, perché (per me) troppo telefonata, troppo “a effetto”, troppo… coerente.

Buon casting: bel ruolo per Scarlett Johansson, azzeccato Sam Rockwell, adeguatissimo l’esordiente Roman Griffin Davis che, per vari motivi, mi ha ricordato Asa Butterfield quando era piccino.
Ho apprezzato molto le scenografie e i costumi in stile, ma anche le musiche “fuori tempo”.

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