Recensione su In the Cut

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14 luglio 2011

Partiamo subito da Meg Ryan e dalle sue fattezze completamente modificate: brutta, spenta, scialba e squallida, come del resto vuole il suo personaggio.
Mark Ruffalo è indubbiamente fascinoso, ma tutto si ferma qui.
Il film apre con una scena di fellatio eseguito in un’agghiacciante pub di quinta categoria e prosegue con scene di sesso per nulla intriganti imbruttite ulteriormente dalla fisicità insignificante di Meg Ryan, la quale probabilmente desiderava solo farsi vedere nuda almeno in un film per dissacrare l’immagine di bionda tutta boccoli e sorrisi..Mah.
La crudezza di certe immagini in questa pellicola l’ho trovata gratuita, seppur supportata da un’ottima fotografia (si salva solo questa di tutta la baracca).
Il soggetto non regge, si perde, risulta ridicolo, così come il finale. Non vedo nulla di buono in questo film, nemmeno i personaggi che vi fanno da sfondo riescono a risollevarne le sorti..

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